CALENDARI, CONCOMITANZE E UN TAVOLO PER DISCUTERE DEL FUTURO

LETTERA APERTA | 16/10/2025 | 09:58
di Enrico Della Casa

Gentile Direttore, ho ascoltato con attenzione l’intervista rilasciata dal Vice-direttore di Rai Sport, Andrea De Luca a BlaBlaBike su tuttobiciweb. Faccio innanzitutto i miei complimenti per il format del podcast e ringrazio lei ed Andrea De Luca per l’interesse e l’attenzione dedicata ai Campionati Europei, un evento che rappresenta un punto di riferimento per il movimento ciclistico continentale.


Non ho mai voluto rispondere alle diverse affermazioni critiche che, in diverse occasioni pubbliche, il Vice-direttore Andrea De Luca non ha mancato di rivolgere al mio ruolo e all’attività della UEC. Le ho sempre seguite con attenzione, attendendo sviluppi e preferendo il dialogo diretto. Tuttavia, ritengo che sia arrivato il momento di chiarire pubblicamente alcuni punti. Non amo farlo attraverso i media, preferisco il confronto personale, ma in questa circostanza è necessario.


In merito alle concomitanze tra i Campionati Europei e alcune corse italiane, desidero precisare che, pur essendo italiano, sono stato eletto rappresentando 51 Paesi affiliati alla UEC. Il mio ruolo richiede una visione ampia, che tenga conto dell’intero panorama europeo.

Il calendario UEC, con la data dei Campionati Europei Strada 2025, è stato ufficializzato il 12 giugno 2024, dopo un confronto con l’UCI e le parti interessate. La scelta della data è stata determinata dallo spostamento in avanti di una settimana della Vuelta a España, approvato dall’UCI in accordo con il CCP e l’AIOCC, di cui fanno parte anche membri e organizzatori italiani. Successivamente, ad esempio, ASO ha spostato la Parigi–Tours proprio per fare spazio all’Europeo.

Non si è dunque trattato di una decisione unilaterale. Per completezza, ricordo che quest’anno i Campionati Europei si sono svolti in concomitanza con altre gare internazionali tra le quali CroRace (classe 1), Münsterland Giro (classe Pro) o il Giro di Malesia (classe Pro) fuori Europa, senza che ciò suscitasse particolari polemiche.

Con stupore ho letto anche lo sfogo dell’organizzatore de Il Lombardia Under 23 che affermava che intere squadre come Arkéa - B&B Hôtels Continentale e Tudor Pro Cycling Team U23 abbiano rinunciato a partecipare al Lombardia U23 a causa degli Europei. Faccio presente che l’Arkéa - B&B Hôtels Continentale non ha avuto nessun atleta al via della prova Under 23 dell’Europeo, mentre la Tudor Pro Cycling Team U23 ne ha avuti tre su un organico totale di 18.

De Luca cita il Giro dell’Emilia, gara che, da emiliano, amo in modo particolare per la sua storia e la sua spettacolarità. Nonostante la concomitanza con i Campionati Europei, ha presentato una start list e un ordine d’arrivo da far invidia a una classica monumento, a dimostrazione del grande valore della corsa e della passione degli organizzatori.

A proposito della categoria World Tour, è bene ricordare che l’UCI valuta i dossier presentati dagli organizzatori tramite le rispettive federazioni nazionali e, se ritenuti idonei, approva il passaggio di categoria. Tra i criteri di valutazione figurano diversi requisiti, tra i quali un principio di equilibrio geografico: l’UCI, infatti, tiene conto della crescente globalizzazione del ciclismo. Alcune nazioni europee come Italia, Belgio e Francia, ad esempio, avrebbero numerose gare che, per prestigio, qualità e tradizione, meriterebbero pienamente di far parte del calendario World Tour, ma il numero massimo di prove assegnabili per area geografica rende questo al momento non possibile.

Riguardo al presunto “danno” per la Rai, va sottolineato che gli eventi UEC godono della copertura dell’Eurovisione, che ne ha acquisito i diritti internazionali. La Rai, in quanto affiliata all’Eurovisione, ha pieno accesso ai segnali e alla programmazione. Da italiano e fruitore della televisione pubblica, constato però con rammarico che, ogni volta che riceviamo i palinsesti aggiornati dall’Eurovisione, quelli Rai risultano spesso parziali o mancanti, a causa di comunicazioni non corrette.

L’ultimo caso, in ordine di tempo, riguarda la diretta dell’Europeo Donne Élite, per la quale la Rai aveva comunicato all’Eurovisione una finestra live di soli 15 minuti. È stato necessario che intervenissimo, attraverso contatti personali diretti, per ottenere le informazioni effettive sulla trasmissione. Ovvio, una soluzione “all’italiana”, ma non in linea con le normali procedure.

Concludo informando che la UEC ha promosso, dopo i recenti incontri a Kigali (Rwanda) con il Presidente della FCI Cordiano Dagnoni e il Segretario Generale Marcello Tolu, una riunione strategica fissata per il prossimo 24 novembre con UCI e FCI. L’obiettivo sarà quello di lavorare sulla programmazione a lungo termine del calendario internazionale, in particolare sui calendari 2027 e 2028.

Sarà quella la sede per un confronto costruttivo e per condividere proposte concrete nell’interesse comune del ciclismo europeo, e non soltanto italiano. Si tratterà di un tavolo tecnico riservato alle istituzioni preposte, al quale parteciperanno anche il Presidente FCI Dagnoni, in qualità di membro del CCP, e nel quale la UEC, attraverso il sottoscritto, avrà il ruolo di mediatore e coordinatore dei lavori.
 
Come sicuramente avete notato, il calendario del 2026 è già stato ufficializzato, così come il programma dei Campionati Europei su Strada di Lubiana (Slovenia), che si svolgeranno dal 3 al 7 ottobre 2026 con il programma che prevede Sabato 3 ottobre: Gare in linea Uomini Juniores e Donne Elite, domenica 4 ottobre: Gare in linea Donne Juniores e Uomini Elite, Lunedì 5 ottobre: Gare in linea Uomini Under 23 e Donne Under 23, Martedì 6 ottobre: Team Mixed Relay (Elite e Juniores) e Mercoledì 7 ottobre: Cronometro individuali (tutte le categorie).

Gentile Direttore, grazie per l’attenzione e per lo spazio concesso e mi auguro di aver fatto luce su questa polemica, nella convinzione che il confronto, quando basato sui fatti, resti sempre la via migliore per far crescere il nostro sport.

Concludo ringraziando Andrea De Luca per la passione, l’impegno e gli sforzi che dedica ogni giorno per dare visibilità e valore al ciclismo, non solo italiano, in tutte le sue discipline.

Enrico Della Casa
Presidente Union Européenne de Cyclisme


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COMMENTI
Bella lettera
16 ottobre 2025 15:28 VanDerPogi
Ha portato alla luce un sacco di date e di fatti che per chi non è del mestiere possono restare un po' in ombra. Ha smentito qualche mezza polemica nata da maldipancia in malafede o per una coda di paglia.
C'è però un fatto su cui non ha espresso una chiara opinione, che forse è stata la polemica maggiore nell'opinione pubblica: ha senso un Europeo corso una settimana dopo ad un Mondiale difficile, corso in un altro continente?

D'accordo con Van der Pogi
16 ottobre 2025 15:55 Cyclo289
Sono d'accordo con chi mi ha preceduto.
E c'è una cosa che vorrei aggiungere; so benissimo che il ciclocross è una disciplina con le sue specifiche esigenze e che non è paragonabile con la strada.
Ma credo che la scelta di fare l'Europeo ciclocross quasi all'inizio della stagione e il Mondiale quasi alla fine possa essere uno spunto su cui riflettere anche per la strada.
Altrimenti c'è il rischio di quasi sovrapporre i due eventi come è successo quest'anno (oltretutto con caratteristiche dei percorsi che valorizzavano più o meno lo stesso tipo di atleta).
Per quanto riguarda De Luca.... meglio lasciar perdere.

Proposta: due piccioni con una fava
17 ottobre 2025 04:23 VanDerPogi
Se le mini classiche autunnali in giro per l'Europa diventassero a turno valevoli come europeo e corse con le maglie delle nazionali?
Giro dell'Emilia, Parigi-Tours, Binche Chimay, Münsterland, Tre Valli... aggiungendo classiche di Agosto tipo Getxo... un anno a testa, valevoli come campionato europeo. Così salviamo baracca e burattini... calendario, classiche storiche, programmazione dei ciclisti migliori... che ne pensate?

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