Riccò: «Non penso al Tour, penso solo a stupire»

| 13/07/2008 | 20:34
L'impresa alla Pantani lo ha «impressionato», ma non esaltato al punto di credere ora di poter vincere il Tour. Riccardo Ricco' si gode il momento di gloria, ha detto di aver tirato fuori tutta la rabbia per costruire una fuga e un successo così imponente. «Sono davvero fiero, oggi ancora di più rispetto alla prima vittoria - ha detto Riccò - perchè quella di oggi è stata una vera tappa di montagna. La mia è stata di sicuro una bella frazione, ma la mia squadra mi ha dato una grossa mano, specialmente Piepoli che ha fatto davvero un ottimo lavoro. Sono partito per vedere la reazione degli altri. Poi c'è stata la discesa, dove vado abbastanza bene, ed è stata come una piccola cronometro». Riccò pensa a Parigi, ma il traguardo finale al momento non è il successo. «Non sono al Tour de France per puntare alla vittoria finale, almeno non per quest'anno: è doveroso ripeterlo anche oggi. In ogni caso non sono appagato e domani a Hautacam mi attende una nuova sfida», ha detto il corridore. «Per vincere la Grande Boucle bisogna prepararla con grande attenzione come hanno fatto altri corridori - ha proseguito il leader della Saunier Duval-Scott, già a segno giovedì scorso nella frazione di Super Besse - Sto facendo esperienza e tornerò nei prossimi anni sulle strade francesi con l'obiettivo del successo finale. Oggi non era programmato che attaccassi ma dopo aver sferrato l'attacco violento sull'Aspin ho sentito le sensazioni giuste e sono arrivato in fondo con successo: sono partito per vedere la reazione degli altri. Nella discesa, poi, sentivo che andavo bene, ed è stata come una piccola cronometro. Dall'obiettivo iniziale di una tappa sono già a quota due, meglio di così...». Riccò ha poi puntualizzato il prossimo obiettivo: «Domani appoggerò il mio compagno Piepoli che oggi, con gli altri compagni, è stato fantastico nel suo lavoro per la mia vittoria. L'arrivo di Hautacam è adatto alle sue caratteristiche di scalatore puro: dopo aver ottenuto in questo Tour due successi che sognavo da ragazzino, la prossima sfida con me stesso sarà vedere Leonardo festeggiare su un grande arrivo pirenaico». Ma parla anche della caduta di ieri e delle no ottimali condizioni alla partenza della tappa: «Mi sono fatto male al ginocchio e all'anca. Questa mattina avevo un po' di dolore, sono partito con qualche cautela e superati i primi chilometri non ci ho più pensato. Ho pensato solo a vincere». Quanto ai sospetti avanzati su di lui circa i valori alti del suo ematocrito, ci tiene a chiarire una volta per tutte: «Sono sereno, sono molto sereno. I miei valori sono alti, ma sono normali per me, sono gli stessi da quando ero piccolo. Ho un certificato dell'Uci che prova che questi valori sono normali. Spero che ora si smetta di parlare di questo». La sua è stata un'impresa da Pirata: «Avevo 14 anni quando Pantani ha vinto il Tour nel 1998, è stato il mio idolo e volevo somigliare a lui. Mi ricordo il tifo della gente al suo passaggio. Ho ancora le videocassette a casa».
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