CIAO SARA. SICUREZZA PER CHI PEDALA: IN ATTESA DI UNA ROAD MAP, SI PUO' GIA' FARE QUALCOSA DI CONCRETO

NEWS | 28/01/2025 | 08:12
di Silvano Antonelli

Dolore, rabbia, sconcerto: questo è quanto possiamo provare ogni volta che un nostro atleta perde la vita, e così non poteva che essere per l’amata Sara Piffer, ultima di un elenco tragico e insopportabile.


Ed ogni volta che questo accade, inevitabile anche il ripetersi di tante esclamazioni quali: «non si può morire così», «basta con la mattanza dei ciclisti», «manca il rispetto per gli utenti deboli», «maggiori pene e sanzioni per i trasgressori», «serve una svolta culturale», «le autorità e il Governo intervengano per un deciso cambio di rotta», e tanto altro ancora.


Espressioni di emotiva spontaneità ampiamente comprensibili e condivisibili che però, per quanti hanno un ruolo e un potere nell’ambito civile e sportivo, devono spingere ben oltre, verso azioni concrete per risultati concreti, evitando il rischio di dichiarazioni di mera circostanza.

Dopo la morte di Sara, su sollecitazione del presidente Dagnoni lo stesso ministro dello sport Abodi ha dichiarato di volersene fare carico interessando i ministeri competenti oltreché ascoltare la stessa FCI.

Ben venga tutto questo, ma per evitare che gli auspici vengano fatti passare per la soluzione, la domanda è: di preciso, che cosa si ha in testa di chiedere per la tutela dei ciclisti in allenamento? Perché di questo si sta parlando, pur coscienti di altri aspetti come la sicurezza in corsa o quella dei ciclisti in genere.

Si badi bene, su questo fronte la paura dei genitori è a livello di guardia e lo scoraggiamento delle società di base altrettanto. Così come è grave non si possa garantire condizioni di lavoro sicure per chi del ciclismo ne fa una professione.

Oltre le conseguenze del calo demografico, se dovesse pure prendere consistenza la percezione che il ciclismo è uno sport dove è reale si possa perdere la vita, i danni in prospettiva potrebbero essere irreversibili. E questo penso sia la consapevolezza del presidente della FCI quando, dopo la sua netta riconferma, ha indicato la sicurezza come priorità del suo nuovo mandato.

Le ipotesi di lavoro possono essere tante e tante quelle giuste, basti pensare al recente e utilissimo convegno di Quarrata, ma dal momento che nessuno potrà mai conquistare una condizione ottimale, risolutiva, quasi di assenza del rischio, si metta nero su bianco da dove si vuole incominciare, rifuggendo da quei titoli generici che dicono tutto e nulla. Per battere la paura, le famiglie, le società, gli atleti, hanno bisogno di capire. Serve una sorta di “roadmap” della sicurezza, con anche i tempi di percorrenza.

Il nuovo codice della strada, con la modifica dell’art.148 ci ha dato la regola del metro e mezzo per il sorpasso dei ciclisti. Un risultato importante, voluto in primo luogo dall’ ACCPI, che va diffuso e valorizzato affinché la misura metrica diventi soprattutto misura di coscienza nel voler ogni volta considerare con prudenza le singole circostanze. Mi auguro che questa norma non la si voglia derubricare esaurita in sé per il solo fatto di averla ottenuta.

Ma, se, come molti dicono, non bastano le regole ma serve che le regole siano rispettate, allora una cosa che il ministro dello sport e i suoi colleghi Salvini e Piantedosi possono fare nel giro di poche settimane, è quella di finanziare attraverso i loro dicasteri e la Presidenza del Consiglio una vasta campagna d’informazione televisiva e giornalistica a salvaguardia dei ciclisti e delle gare ciclistiche. Lo si fa per tante categorie e non credo proprio che i nostri ciclisti meritino meno dei cani abbandonati in autostrada. Qui non ci sono leggi da modificare, ma solo voglia di spendersi, anche nel senso economico, dimostrando coerenza rispetto alle assunzioni d’impegno ancorché dare un segnale forte di voler voltare pagina, di voler affermare una diversa cultura. Il Paese e il ciclismo, hanno bisogno di esempi.

La lunga discussione sul nuovo CdS avrebbe dovuto prestare più attenzione al ciclismo sportivo, ma nulla è davvero perduto. Il testo entrato in vigore il 14 dicembre scorso, come dicono gli esperti, contiene semplicemente dei provvedimenti correttivi urgenti, mentre invece, la vera riforma sarà quella che avverrà attraverso la legge delega concessa al Governo, il cui percorso dovrà concludersi entro dicembre di quest’anno.

A questo scopo sarà costituito uno specifico gruppo di lavoro che dovrà proporre, modificare e aggiustare tutto il necessario possibile e che ben si presta perché anche le proposte della FCI siano portate su quel tavolo. Sarebbe un vero peccato si perdesse questa occasione per chiedere la presenza anche di esperti conoscitori di ciclismo, che portino avanti soluzioni appropriate per la tutela degli atleti in allenamento, quali: la possibilità di essere facoltativamente scortati da veicoli opportunamente equipaggiati (lampeggianti, cartello “ciclisti in allenamento”, ecc.), la possibilità di viaggiare per file parallele in quanto più sicure (come ad esempio già avviene in Svizzera e Germania), nonché l’impiego di motostaffette o scorte tecniche in attività di segnalazione a loro protezione. Proposte non nuove, che in più occasioni hanno trovato considerazione negli ambienti del Ministero dell’Interno.

Ma oltre a questo, la stessa FCI può da subito proteggere meglio i propri atleti in allenamento, con una soluzione rapida e per così dire fatta in casa, introducendo nelle Norme Attuative dell’attività su strada (e poi nel R.T.) che i dispositivi di segnalazione luminosa che devono essere sempre presenti e funzionati sulla bici, come stabilito dal nuovo art. 68 del CdS, siano anche obbligatoriamente tenuti accesi, per accrescere la possibilità di essere visti, condizione quasi sempre richiamata da chi investe un ciclista.

Lo si è fatto anni orsono per il casco nonostante il CdS non lo prevedesse, lo si può fare altrettanto adesso per questi utilissimi dispositivi luminosi, sempre meno impattanti e sempre più efficaci, veri salvavita. Magari con l’aiuto di uno stanziamento ad hoc da parte del Consiglio Federale perché l’obbligo trovi applicazione in tempi rapidi e senza ulteriori oneri per le società e le famiglie.

Per la sicurezza può servire tanto altro e su più fronti. Ma intanto, volendo, è possibile trasformare il lutto per Sara e per altri prima di lei, nell’impegno concreto affinché il ciclismo oltreché scuola di vita, sia vita sempre!


Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Ha tagliato il traguardo per ultimo ma domani il suo nome sparirà dalle cronache del Giro: Andrea Vendrame non prenderà il via nella terza tappa della corsa rosa. Il ciclista italiano - fa sapere in un comunicato la Jayco AlUla -...


Guillermo SILVA. 10 e lode. Scaroni se lo prende a cuore e lo pilota come un vero pesce pilota. Tempi di passaggio perfetti, rientrano sui quattro di testa giusto in tempo per andare in gol. Scaroni (voto 10) lo sa,...


Possiamo chiamarle prove tecniche di trasmissione, schermaglie, assaggini preliminari. E allora ci sto. Ma per piacere non definiamo prova di forza quella di Vinge e Pellizzari, perchè a dirla davvero tutta sembra più una prova di debolezza. O in modo...


Momento d’oro per Enrico Balliana e per il Team Ecotek Zero24 guidato da Luigi Braghini. Il talento sardo torna protagonista e si aggiudica la seconda edizione del Trofeo Edil Group Costruzioni per juniores, disputato a Castiglione delle Stiviere, nel Mantovano....


Rcs chiarisce che le enormi mutande esposte sugli arrivi un anno fa non ci sono più per motivi di sponsor e non perché sono state finalmente portate in lavanderia. ‘Abbiamo un capitano molto forte, Strong’ (Alessandro Pinarello, giovane talento della...


La pioggia, l’asfalto viscido e una maxi-caduta  hanno sconvolto il finale della seconda tappa  del Giro d’Italia in Bulgaria. È stata una giornata da dimenticare per molti corridori, in particolare per la UAE Team Emirates-XRG, coinvolta pesantemente nell’incidente che ha...


Colpo doppio di Patrik Pezzo Rosola alla Corsa della Pace juniores in Repubblica Ceca. L’azzurro firma una giornata da protagonista assoluto: vince la terza tappa, 112 km da Teplice a Olbernhau, e si prende anche la maglia di leader della...


Guillermo Thomas Silva ha scritto una pagina di storia per il Giro d'Italia e per il suo Uruguay: nessun corridore del suo Paese, infatti, aveva mai vinto una tappa della corsa rosa né tantomeno indossato la maglia simbolo del primato....


La UAE Emirates XRG, nella caduta di oggi,   è sicuramente la squadra che ha pagato più di tutti. In ospedale sono finiti Vine e Soler, mentre Yates, ha tagliato il traguardo sofferente e con il volto insanguinato. Tra i...


Benoit Cosnefroy rompe il ghiaccio nella sua Francia. Il portacolori della  UAE Team Emirates XRG si è infatti aggiudicato il Grand Prix du Morbihan a Plumelec dove allo sprint ha preceduto i connazionali Noa Isidore e Paul Lapeira entrambi della...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024