L'ORA DEL PASTO. ZANDEGU', BASSO E LA VERA VERITA'

STORIA | 21/11/2024 | 08:16
di Marco Pastonesi

Zandegù del 1940, Basso del 1945. Zandegù padovano di Rubano, Basso vicentino di Rettorgole frazione di Caldogno. Zandegù figlio di un fornaio, Basso figlio di un contadino. Zandegù unico figlio maschio secondogenito con sette sorelle, Basso primo di tre fratelli. Zandegù grande e grosso, Basso piccolo e compatto. Zandegù passista veloce quasi velocista, Basso velocista. Zandegù da progressione, Basso da esplosività. Zandegù che le volate se le doveva inventare da solo, Basso che per le volate aveva una squadra per sé.


Zandegù Dino e Basso Marino – tutte le strade portano a una rima - nati per sfidarsi. A cavallo (di una bici) fra gli anni Sessanta e Settanta, sprintando e polemizzando, a codate e ad accuse, tra colpi di reni e colpi di scena, allargando ma a volte anche alzando i gomiti, i due duellanti avevano invaso i vialoni d’arrivo e diviso l’Italia del ciclismo. Zandegù passava per quello buono ma forse era solo ingenuo, Basso per quello cattivo ma forse era solo furbo. In corsa si cercavano, fuori corsa si ignoravano, ma sempre si temevano. E non se le risparmiavano. Adriano De Zan soffiava sul fuoco, bastava poco per accendere Zandegù, cui bastava niente per incendiare Basso, e lo spettacolo era assicurato.


Nella biografia “Non avevo paura di nessuno” (di Gianni Poggi per John Hills, https://www.tuttobiciweb.it/article/2024/10/27/1729967366/ora-pasto-marino-basso-gianni-poggi-non-avevo-paura-di-nessuno), Basso torna su Zandegù. Stavolta a soffiare sul fuoco è Poggi: “In un’intervista del 2013, che si trova su YouTube, Zandegù racconta: ‘Era scorretto di natura, la sua indole era quella di attaccarsi. Ha fatto collezione dei miei numeri dorsali, si attaccava sempre alla mia maglia, ne aveva cinquanta-sessanta. Mi chiedevano: e il numero? Ce l’ha Basso!’. Lapidaria la replica di Marino a scoppio ritardato, cinque anni dopo, nell’edizione 2018 della Bici al Chiodo: ‘Ma quante volte ti ho steso in volata lasciandoti come un baccalà?”. Preso per la gola, stavolta Zandegù non replica dandogli del “magnagati” come aveva fatto nel suo “Se cadono tutti vinco io” per Ediciclo, ma divaga: “Lui di baccalà se ne intende, quello alla vicentina è un capolavoro della gastronomia mondiale, lo stoccafisso essiccato e ammollato, la farina e le cipolle, le sarde e il parmigiano, l’olio e il latte. Bisogna dirlo: un patrimonio dell’umanità, anche se si tende a sottovalutare il baccalà alla padovana, con sautè di sedano e rosa di pasta filo croccante”.

Nel suo libro Basso ricorda due episodi. Il primo alla Milano-Sanremo del 1969. “Se non c’era Zandegù, vincevo io, potrei giurarlo. Difatti – e mi riferisco agli ultimi chilometri, al Poggio – come abbiamo scollinato, Merckx ha allungato alla sua maniera. Io confesso di aver visto distintamente la mossa di Eddy: difatti sono a mia volta partito come un razzo, giù per la discesa, alla caccia di Merckx. Mi sentivo in paradiso, il ‘Super’ era il pilota giusto per arrivare con un solido d’appoggio in via Roma. Poi, dannazione, mi sono girato ed ho visto che alla mia ruota c’era Zandegù. Era dalla partenza di Milano che me lo sentivo alle costole, una cosa asfissiante, bisogna provare per credere. Allora mi sono subito detto: ‘No, a questo punto non gli faccio da… ‘locomotore’ e mi sono d’incanto scostato. Lui, Zandegù ha fatto altrettanto e Merckx è rimasto libero di andare tutto solo, a vincere la sua terza Milano-Sanremo”. La parola (alla difesa) a Zandegù: “Merckx era imbattibile, Basso no. Così mi sono concentrato su di lui. Che sia arrivato lui terzo e io quarto, è una ferita al mio orgoglio che non si è ancora rimarginata”.

Il secondo episodio riguarda il Trofeo Matteotti del 1970. Dal libro di Poggi su Basso: “Al diciottesimo giro Marino esce dal gruppo a caccia dei cinque in fuga, Zandegù lo tallona. Nel giro successivo i due sprinter litigano platealmente perché il padovano non dà il cambio. Marino si arrabbia e fa addirittura il gesto di slacciarsi le cinghiette dei pedali per ritirarsi. La gente prima non ci crede, poi si mette a ridere. Finisce, in questo caso, bene. Marino scatta ai 200 metri e batte tutti in volata. Zandegù è quinto”. A 54 anni di distanza Zandegù è salomonico: “La sua versione è veritiera e anche verosimile, ma non vera al 100 percento. Basso non era un santo e neanche uno stinco di santo, era un corsaro e un bandito, spregiudicato e scorretto, insomma, un grande velocista. Oggi, con la televisione, certe cose non le potrebbe più fare, ma allora i commissari non vedevano niente, oppure chiudevano gli occhi. Nel loro caso, chiudevano gli occhi, comprati da ogni ben di Dio, prosciutti, salami e mortadelle della Molteni, la squadra di Basso. Io, che correvo per la Salvarani, non potevo mica regalargli una cucina ogni giorno. Ed è questa la verità vera”.

Copyright © TBW
COMMENTI
Due grandi
21 novembre 2024 09:06 frankie56
Due grandi dei bei tempi. Personalmente preferisco Zandegù per il suo approccio alla vita. Lo si trova spesso alle corse che ho la fortuna divedere qui in Lombardia. Affabile con tutti, una battuta, un saluto, una foto, un bicchierino, non li rifiuta mai. Ho ammirato Basso, ma essendo tifoso del Bitossi uomo e ciclista, non riesco ancora a digerire il mondiale di Gap. Chissà Bitossi. Viva comunque tutti e due, ma prima Zandegù

Considerazione
21 novembre 2024 12:28 italia
Bei tempi quelli .... narrati da Adriano De Zan; purtroppo un mondo che .... non c'e' più....

Zandegù x sempre.....
21 novembre 2024 19:49 9colli
di Basso mi ricordo solo una cosa: la fregatura che ha dato a Bitossi al Mondiale, Credo che sia stata la più Brutta scorrettezza che ha fatto.

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Paula BLASI. 10 e lode. Vince con pieno merito e con una classe che abbiamo imparato a conoscere e a riconoscerle fin da under’23. Una vittoria strameritata, senza se e senza ma, che lascia tutte e bocca aperta. Prima vittoria...


Si chiude con Veneri sul podio il Tour of Bosnia Erzegovina della Gallina Lucchini Ecotek Colosio. Il corridore reggiano è protagonista della terza e ultima tappa con arrivo a Neum dove allo sprint ottiene la terza posizione dietro il vincitore...


La ventitreenne Paula Blasi mette la sua firma sull’Amstel Gold Race e conquista la più importante tra le sue cinque vittorie. La portacolori della UAE ADQ ha portato il suo attacco solitario a 23 km dalla conclusione precedendo sul traguardo...


È Guido Viero a mettere in luce i colori azzurri al Trofeo Víctor Cabedo, prova della Coppa delle Nazioni juniores andata in scena in Spagna. Il veronese, classe 2008, ha sfiorato il colpo grosso chiudendo in seconda posizione, battuto soltanto...


Sprint a dieci corridori e vittoria al fotofinish di Giulio Franceschini nella gara nazionale per la categoria juniores che si è tenuta a Rezzato nel Bresciano. Il bresciano di Gussago, 17 anni della Ciclistica Trevigliese, è riuscito ad anticipare di...


Assolo di Usoa Ostolaza nella ottava edizione del Gran Premio Ciudad de Eibar (1.1) per donne elite che si è svolta a Eibar in Spagna sulla distanza di 108 chilometri. La ventottenne di Zarautz ha preceduto le connazionali Urteaga e...


La notte ci ha portato via Primo Franchini, fuoriclasse dell’ammiraglia, ma soprattutto scopritore di talenti e pioniere: rimarrà nella storia per esser stato il primo a portare al professionismo i ciclisti di quella che all’epoca era l’Unione Sovietica. Se n’é...


Ha superato il 50% la percentuale di vittorie ottenute in Cina da Guillermo Silva sul totale di quelle conquistate in carriera. A Sanya, infatti, il corridore uruguaiano dell’XDS Astana, autore prima di questa settimana di quattro acuti da professionista,...


Un corridore italiano non vince il Tour of the Alps dal lontano 2013. Era ancora Giro del Trentino, si impose il solito Vincenzo Nibali, dopodiché sono saliti sul podio Domenico Pozzovivo tre volte e Antonio Tiberi, l’ultimo, nel 2024. Ci...


Un mese fa Alessandro Pinarello ci ha impressionato disputando un'ottima Tirreno-Adriatico, tanto è vero che abbiamo pensato di dedicargli un'intervista sul numero di aprile di tuttoBICI. L'occasione per conoscere meglio questo ragazzo che ci ha... premiato e ha continuato a...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024