POGACAR. «IERI IL PIANO NON ERA VINCERE E COMUNQUE VOI ITALIANI DOVETE ESSERE CONTENTI DI AVERE PELLIZZARI»

GIRO D'ITALIA | 22/05/2024 | 08:20
di Francesca Monzone

Per Pogacar ieri è arrivata la quinta vittoria in questo Giro d’Italia, che ancora una volta è caduto vittima delle polemiche. Il campione sloveno in maglia rosa si è schierato insieme a tutto il gruppo, che ha chiesto e poi ottenuto di accorciare la tappa a causa della neve e delle basse temperature che avrebbero incontrato correndo in quota.


«Tutti i team non volevano correre con quelle condizioni – ha spiegato Pogacar nella conferenza stampa - Penso che tutti avremmo voluto trovare una soluzione comune. Credo che la decisione presa sia stata giusta e che alla fine ci sia stato un giusto accordo con l'UCI e il CPA. È bello vedere i corridori uniti».


La situazione meteo era apparsa difficile già dal lunedì sera: «Sfortunatamente per gli organizzatori non è stato possibile andare su tutti i passi. Come avevo già detto, c’era difficoltà a passare con le ammiraglie. Mi dispiace perché mi sarebbe piaciuto fare lo Stelvio perché è una delle salite più iconiche del ciclismo, in particolare quando hai la maglia rosa. Forse a 15 anni avrei pensato in un modo diverso, pensando che il ciclismo è correre sotto al sole e con la pioggia, ma oggi la vedo in un modo diverso».

Non era nei piani dello sloveno vincere, ieri ma alla fine si è trovato in testa e ha recuperato anche l’ultimo dei fuggitivi, Giulio Pellizzari, che è arrivato secondo alle sue spalle.

«Il mio piano non era di  correre a tutta per vincere, ma volevamo andare piano. Anche oggi sarà difficile ,la tappa. Non so se punteremo a vincere ancora, dobbiamo pensare a tutti i corridori della squadra e adesso non ho bisogno di andare oltre i miei limiti e in questo modo avrò la possibilità di recuperare tra una tappa e l'altra».

Giulio Pellizzari, anche se ha tagliato il traguardo al secondo posto, per alcuni aspetti si è sentito vincitore, perché ha chiuso la corsa alle spalle di uno dei corridori più forti del mondo. «Ho visto che c'era Pellizzari  dietro di me e pensavo che Martinez fosse più vicino, quindi ho provavo a distanziarlo ancora di più. Pellizzari ha fatto un ottimo lavoro ed è stato fortissimo. Spero che possa vincere una tappa questa settimana perché ha dimostrato un grande talento e gli italiani possono essere contenti perché hanno fatto vedere di avere  talento tra i giovani».

Giulio Pellizzari ha solo 20 anni e quando gareggiava nelle categorie giovanili, guardava già Pogacar come un idolo.  «E’ bello vedere l’entusiasmo di un giovane come Pellizzari. Mi ha mandato una foto di noi due insieme a Strade Bianche del 2019, lui era veramente piccolo, era soltanto un appassionato ed era venuto a seguire la corsa. Mi rende felice vedere che è cresciuto e che adesso è al Giro d'Italia e ha cercato di vincere una tappa».

Al campione sloveno piace poter programmare la corsa, ma non sempre questo è possibile e per questo, ha dovuto cambiare strategia e vincere la tappa. «Io sono il tipo di persona che vuole avere le cose pianificate e ho preso questo aspetto dalla mia fidanzata. Più cresco e più voglio un piano nelle corse e che questo sia seguito alla perfezione. Nel ciclismo è praticamente impossibile, infatti non è andata come avevo pianificato ma abbiamo vinto comunque e questo mi rende felice. La Movistar ha fatto una corsa per vincere, per me è stata una sorpresa, ma alla fine è andata bene a noi».

Copyright © TBW
COMMENTI
Considerazioni
22 maggio 2024 09:02 italia
"..uno dei çorridori più forti del mondo ..."; NO..il più forte del mondo ... Oggi è stato un buon mattino la rosea ha dedicato le prime pagine al Giro .... finalmente si da valore all'edizione sportiva rispetto alla quotidianità calcistica ... Grazie

Correzione e precisazione
22 maggio 2024 10:00 italia
"emozione sportiva" e " .. il più forte al mondo..." desunto non per tifo ma per classifica uci...

Classifiche UCI
22 maggio 2024 11:11 Frank46
Ma ancora con le classifiche UCI? Non significano nulla! Lo scorso anno ti sembra che l' UAE era la squadra migliore al mondo?
Pogacar non è il migliore al mondo per il tifo ma neanche per le classifiche UCI.
Pogacar è il migliore al mondo per le sue caratteristiche e quelle non è che cambiano ogni anno.
Come Maradona era il migliore al mondo sempre mica solo se vinceva il pallone d'oro.
È il migliore al mondo perché è il più forte nei GT assieme a Vingeegard, il più forte nelle classiche monumento per passisti veloci assieme a Vanderpoel e il più forte nelle classiche adatte agli scalatori assieme a Evenepoel.


Un sacco di punti nelle classifiche UCI si fanno nelle gare di preparazione che hanno lo scopo di fare arrivare al top i migliori atleti nelle gare che contano.
Mettiamo il caso che uno partecipa a poche gare di preparazione o non fa risultati in quelle gare ma vince molte corse importanti e un altro corridore non fa nessun risultato decente nelle gare importanti ma vince un sacco di gare di preparazione.
Il corridore che non ha vinto nulla di importante avrà più punti di quello che ha vinto competizioni che contano davvero.
Quindi oltre a non dire chi è il migliore corridore al mondo queste classifiche non dicono neanche chi è stato il corridore più bravo in una specifica stagione.
Quando c' era la Coppa del Mondo chi la vinceva quantomeno dimostrava di essere stato il corridore da classiche più bravo nell' arco dell' anno. Non sempre vinceva il più forte in assoluto, non è che se vince Rebellin automaticamente Rebellin è un corridore da classiche migliore di Bettini in senso assoluto, ma quantomeno era stato il migliore per quella stagione.
Le classifiche UCI dimostrano sta grandissima ceppa.

X Frank46
22 maggio 2024 13:34 italia
Non sono d’accordo con le tue opinioni, che sono diametralmente opposte alle mie. Motivo come segue.
Il numero è l’espressione arida, ma vera, insindacabile di un VALORE e il carattere tipico della nostra società occidentale evoluta: tutto è numero, siamo inondati da numeri.
Perchè molti sono contrari al numero o nel caso di attinenza, ala classifica UCI.
Perché il numero toglie POTERE a chi valuta; nel senso che senza il numero il valore è SOGGETTIVO e tradotto vuol dire che un giornalista, un tifoso, un cicloamatore, un tecnico del settore misura il valore di un corridore in base alla sua OPINIONE SOGGETTIVA (influenzabile da antipatia, interesse…, mentre con il dato numerico la valutazione è OGGETTIVA e quindi poco sindacabile o di limitazione soggettiva
Questa problematica l’ho affrontata come esperienza personale, negli anni 80 ed è esemplificativa della problematica in oggetto.
Nel classico gruppo di cicloamatori si usciva la domenica e nei ritrovi ciclistici all’epoca soprattutto dei meccanici, si discuteva delle performance dell’uscita; qualcuno diceva Tizio sulla salita è andato fortissimo; su questa salita abbiamo toccato i 23 orari; io rimanevo un pò perplesso e nelle settimane successive cominciai a cronometrare i tratti di strada (oggi si direbbe segmenti); in seguito quando di riparlava delle “performance” domenicali e qualcuno diceva che Tizio era un fenomeno e che è andato sulla salita a 23 all’ora intervenivo dicendo … guarda che Caio su quello salita il giorno tot è andato piu forte di Tizio e che i 23 orari vanno riferiti al tratto di salita al 2% mentre la media è di 17 orari; e cosa succedeva? Che non la prendevano bene perché mettevo in discussione la loro parola, opinione importanza sociale attraverso … il mio piccolo orologio con cronometro.
Da qui gia nel 1980 cominciai a cronometrare i tratti di strada, annotando tutti i miei allenamenti e tempi di scalata anticipando di circa 30 anni gli ingegneri di strava…. intuendo la potenzialità del numero.
Ho quasi 70 anni, pensionato ma mi sente in sintonia con i tempi attuali
In conclusione non dico che la tua opinione è giusta o sbagliata in merito al valore della classifica UCI, porto a conoscenza che altri la pensano in maniera diversa.
Saluti a chi legge e buona tappa del Giro.

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Vuelta Sport Office, l'organizzazione responsabile della gestione operativa del Tour de Hongrie, ha riesaminato l'esclusione della MBH Bank CSB ​​Telecom Fort. Grazie alla proficua collaborazione con le parti coinvolte, la squadra potrà partecipare alla corsa. Secondo un comunicato ufficiale dell'Agenzia...


Il Team Ukyo ci ha preso gusto e pare non volersi fermare. Dopo aver vinto una tappa al Giro di Sardegna e una alla Settimana Coppi&Bartali, la squadra giapponese di forte matrice italiana ha alzato ulteriormente l’asticella, aggiudicandosi la tappa...


Alé conferma il proprio ruolo di partner tecnico del Tour of the Alps anche per il 2026. La collaborazione con la manifestazione organizzata dal GS Alto Garda è ormai una costante per Alé che lo scorso anno ha rinnovato l’accordo...


Capolavoro del Team Ukyo nella tappa inaugurale del Tour of the Alps 2026 con Tommaso Dati che ha vinto alla grande la volata precedendo Tom Pidcock (Pinarello Q36.5) e Florian Stork (Tudor Pro Cycling). Per il toscano si tratta del...


Un altro giovane talento italiano entra nell'orbita di un team di WorldTour. «Lotto-Intermarché è orgogliosa di annunciare l'ingaggio di Brandon Fedrizzi (17). Il giovane italiano ha recentemente vinto la E3 Saxo Classic Nations Cup Juniors e si unirà alla nostra...


Drali Milano è tra i protagonisti del Fuori Salone di Milano con una versione speciale della bici Iridio che potrà essere ammirata allo Speedlab Scaldasole dal 22 al 26 aprile. Si tratta di una vetrina unica in cui l’azienda milanese rinforza il...


Remco Evenepoel vincendo l’Amstel Gold Race ha conquistato il settimo successo individuale del 2026 ed è diventato il corridore con più affermazioni in stagione. Il campione belga ha migliorato il terzo posto dello scorso anno e ha permesso al Belgio...


La Coppa del Mondo di ciclismo su pista UCI 2026 regala grande spettacolo con i distacchi in vetta alla classifica generale che si riducono in vista dell'ultima tappa, in programma il prossimo fine settimana a Nilai, in Malesia (24-26 aprile)....


Sulla questione sicurezza in gara si torna a parlare di tanto in tanto, soprattutto quando succede qualcosa di spiacevole. La caduta di Tom Pidcock alla Volta a Catalunya ha fatto un gran parlare per diversi motivi, non solo perché è...


L’Amstel Gold Race 2026 offre un caso di studio particolarmente utile per comprendere la trasformazione del ciclismo contemporaneo. La corsa olandese conserva tutti gli attributi della grande classica: appartenenza al calendario WorldTour, 257, 2 chilometri, 3.400 metri di dislivello, partenza...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024