ASPETTANDO IL GIRO. LUCCA E LA STORIA ROSA LEGATA ALL'AMORE & VITA DI IVANO FANINI. GALLERY

GIRO D'ITALIA | 07/05/2024 | 08:13
di Valter Nieri

Il ciclismo lucchese raggiunse l'apice della sua popolarità a cavallo degli anni ‘80-90 grazie alle squadre professionistiche di Ivano Fanini che ne divenne lungimirante presidente e proprietario, tanto da rappresentare un fenomeno a livello sportivo mai più eguagliato nell'intero sport lucchese.


La sua passione ciclistica è nata quando da ragazzo vinceva in volata nelle categorie esordienti ed allievi ed a soli 21 anni era già nel quadro societario delle prime squadre Fanini, fondate da quel pioniere del ciclismo lucchese che è stato suo padre Lorenzo. Facendosi spazio fra mille difficoltà, nel 1984 ha fondato la prima squadra professionistica a Lucca che ha proseguito l'attività, abbinata a vari sponsor, per 37 anni consecutivi, vincendo corse in tutto il mondo, offrendo atleti alle varie nazionali sia su strada che in pista con la conquista di diversi titoli iridati.


DA CHIOCCIOLI A MAGNUSSON, I SUCCESSI DI TAPPA IN 15 PARTECIPAZIONI AL GIRO

La storia tra il Giro d'Italkia e le squadre di Fanini ebbe inizio nel 1984 e da allora sono state ben 15 le partecipazioni. Nel 1985 il suo primo successo di tappa grazie ad uno strepitoso assolo di Franco Chioccioli nella 14.a tappa Frosinone-Gran Sasso d'Italia con la Maggi-Fanini. Un successo maturato dopo aver staccato anche la resistenza dell'australiano Matthew Wilson e Francesco Moser, giunti rispettivamente secondo e terzo nel Giro comandato fino a quel momento e poi vinto dal grande Bernard Hinault. Una vittoria che diedse allo scalatore aretino la consapevolezza di puntare negli anni seguenti alla classifica generale tanto da vincere il Giro nel 1991.

Da un successo in solitaria ad uno allo sprint: la seconda gioia di Ivano Fanini al Giro fu nel 1987 quando si aggiudicò con la Remac Fanini la 14.a tappa da San Marino a Lido di Jesolo grazie al romano Paolo Cimini che ebbe la meglio a sorpresa su Paolo Rosola, il velocista del momento.

Nel 1988 a trionfare al Giro fu la volta di un pisano: Alessio Di Basco, pupillo dello stesso Fanini. Era l'anno in cui per la prima volta al mondo nel professionismo una società ciclistica correva e vinceva con due squadre. Di Basco con i colori della Seven Up-Fanini si aggiudicò la 9.a tappa da Pienza a Marina di Massa, superando allo sprint grandi velocisti come Guido Bontempi e Urs Freuler, ma nello stesso tempo la Pepsi-Fanini vinceva in altre classiche. Lo stesso Di Basco fu artefice di un finale discusso nella 20.a tappa di quella edizione risolta allo sprint: nella Arta Terme-Lido di Jesolo fu preceduto sulla linea del traguardo da Paolo Rosola ma gli fu attribuita la vittoria con il conseguente declassamento dello stesso Rosola accusato di aver ricevuto una spinta da Pagnin nel corso della volata. Dopo qualche ora la giuria accolse il reclamo della Bianchi riconsegnandogli il successo. Alcuni siti del ciclismo però attribuiscono tutt'ora il successo a Di Basco. Quella del 1988 fu l'edizione che consentì per la prima ed unica volta al ciclismo lucchese di aggiudicarsi la classifica finale della maglia bianca come miglior giovane andata a Stefano Tomasini (Fanini-Seven Up) che si piazzò al nono posto della classifica generale.

AL GIRO DEL 1990 FABRIZIO CONVALLE APRE L'ERA DI AMORE E VITA

Inizia l'era di Amore e Vita ed un suo atleta nel Giro del 1990 fa centro nella 5.a tappa da Sora a Teramo: Fabrizio Convalle. Il passista carrarino fa sua una tappa di 233 km. massacrante. Si superò anche in salita scollinando fra i primi ai 1395 metri di Rocca di Cambio ed ai 1295 metri di Passo delle Capannelle in un'edizione vinta da Gianni Bugno che tenne la maglia dalla prima all'ultima tappa.

TRIPLETTA DELLO SVEDESE GLENN MAGNUSSON DAL 96 AL 98
Il ciclista in maglia Fanini che ha vinto più tappe al Giro d'Italia è lo svedese Glenn Magnusson con tre vittorie siglate con la maglia rossonera come il Milan Amore e Vita-Forzarcore: la prima nel 1996 quando si impose nella 2.a tappa da Elusi a Lepanto in Grecia, il bis nel 1997 nella 13.a tappa da Varazze a Cuneo di km. 150 e la terza nel 1998 nel corso della 9.a tappa da Foggia a Vasto. Per la prima volta nel 1996 la squadra lucchese vinse due tappe nella stessa edizione. Replicò al successo di Magnusson il danese Bo Larsen che si aggiudicò la 17.a tappa da Losanna a Biella.

NESSUNO COME MARIO CIPOLLINI
Quando il 19 maggio 2003 il lucchese Mario Cipollini vinse l'ennesimo sprint a Montecatini stabilì il nuovo record con 42 vittorie di tappa al Giro, superando Alfredo Binda che in carriera ne aveva vinte 41. Un record che difficilmente potrà essere eguagliato negli anni a venire. Cipollini è stato il più grande velocista del mondo di tutti i tempi ed ha regalato emozioni a non finire a tutti gli sportivi. Ivano Fanini anche in questo caso ha il vanto di averlo scoperto lui e di avergli consentito la trafila giovanile nei suoi primi 12 anni di carriera.

Un altro particolare che lega il nome di Fanini al Giro d'Italia riguarda uno fra i più forti velocisti oggi in circolazione,  Jonathan Milan. Il velocista della Lidl Trek è figlio di Flavio Milan che Ivano Fanini tesserò per Amore e Vita nel 1993 facendolo esordire tra i professionisti dopo che l'anno precedente vinse diverse corse fra le quali l'Ezio Del Rosso di Montecatini. Peccato che Flavio deluse un po' le aspettative e chiuse precocemente la sua carriera.

da La Gazzetta di Lucca

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COMMENTI
che storia!!!
7 maggio 2024 17:33 umbertomaserati
Storia intensa, piena di passione, inimitabile e probabilmente irripetibile. Un grande applauso a Ivano Fanini. E poi, curiosità, ho letto che il papà di Jonny Milan è stato corridore all'Amore e Vita. Cosa cosa paricolare. Meno male per lui che va un pochino più forte del papà...:-)

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