MONUMENTO A TADDEO

TUTTOBICI | 24/02/2024 | 08:18
di Cristiano Gatti

Un bustino in bronzo nella portineria di Rcs organizzazioni. Un container di rose alla compagna. Cene a vita nel ristorante a scelta. L’intitolazione di una via o di una piazza. Qual­cosa di serio, cioè: qualcosa che davvero renda l’idea dell’importanza e del significato di questo gesto memorabile compiuto nel 2024 da Po­ga­car. Il gesto non è venire al Giro d’Italia. Il gesto vero è salvare il Giro d’Italia.


Spero ardentemente che gli organizzatori se ne siano resi conto. Anche se un po’ dubito, perché in azienda sono ancora un po’ fermi alle glorie del passato, alle posizioni di rendita, a questa idea che il Giro sia il Giro e poco importa chi ci vie­ne, è il Giro che fa i corridori, non i corridori che fan­no il Giro. In più, aggiungo che il padrone Cairo non è esattamente un tizio che ami scialare, investendo senza esitazioni e senza braccini, per cui ho proprio il timore che il bustino in portineria Pogacar se lo dovrà scordare. E col bu­stino, le rose per la compagna. Alla fine, capacissimi di raccontarci che Pogacar l’hanno accettato a malincuore, proprio perché lui frignava, in­sistente e fastidioso, ma sì, facciamolo venire, purchè la finisca, ma chi sarà mai questo Pogacar.


Al netto delle ironie, Po­gacar in Giro per l’Italia ha la portata di un mezzo miracolo e della mezza botta di. Anzi intera. Il 2024 stava prospettandosi co­me l’annata più penosamente critica della gloriosa storia ro­sa, comunque una delle peggiori, con la concomitanza da brivido: nessun campione al Giro (al massimo Thomas, senza mancargli di rispetto ormai oggettivamente un congedante), in contemporanea la terribile coincidenza del confronto diretto, sulle nostre strade, un mese dopo, al co­spetto del Tour. Senza farla lun­ga col perché e col percome, che ciascuno è in grado di cogliere benissimo da solo: un autentico cataclisma. A livello di promozione, di reputazione, di qualità intrinseca dei due avvenimenti. Era come se nella stessa stagione della Sca­la andassi a dirigere io e subito dopo Muti. Penoso.

Diciamocelo senza tan­te ipocrisie: Pogacar santo subito. E poi la­scio a chi ne abbia voglia tutti i ma, i se, i però. Persino in questo caso ne leggiamo a getto continuo: Pogacar viene in Italia solo perché così attenuerà l’ennesima Caporetto al Tour con Vingegaard, Po­gacar viene perché qui non ha avversari, Pogacar viene solo per allenarsi, Pogacar vincerà un Giro che vale pochino... Ecco, questo ed altro lo lascio tutto. Primo, perché se Po­ga­car qui non trova Vinge è solo perché Vinge non viene, se­condo perché Pogacar è co­mun­que il campione fenomenale che ancora avverte il fa­scino della doppietta Giro-Tour, terzo perché sono sicuro che al Giro non farà flanella, non sarà un turista, ma sicuramente si impegnerà allo spa­simo, essendo un fuoriclasse assoluto, uno di quelli - pochissimi - dalla fame esagerata e insaziabile, fosse anche solo nel giro del cortile.

Ma soprattutto non sto a sottilizzare su Pogacar al Giro, a fare lo schizzinoso, a sollevare eccezioni, perché tutto viene sovrastato e cancellato dalla portata direi catartica e taumaturgica del suo arrivo, cioè capace da sola di salvare - almeno per quest’anno - l’intero sistema del Giro e in fondo del ciclismo italiano, proprio nel momento di peggiore congiuntura e delle più nere previsioni.

Benvenuto Taddeo. Gra­zie Taddeo. Nel mio piccolo, per quel che conta, da italiano ti accolgo a braccia apertissime e spe­ro vivamente non tanto che tu sia degno del Giro (cosa di cui non dubito minimamente), ma piuttosto che il Giro sia degno di te. Perso­nal­men­te, provo a sdebitarmi con una promessa: se vincerai, giuro solennemente che non scriverò - e nemmeno penserò - di una vittoria piccola, facile, minorata. Questo torto non te lo farò mai. Se vincerai, sarà un grande autografo sul Giro. E se qualcuno solleverà puntualmente la questione che non c’era Vinge, vada a chiedere a Vinge perché non c’era. E magari non vada solo da Vinge.

da tuttoBICI di febbraio

Copyright © TBW
COMMENTI
Botta di?
24 febbraio 2024 08:27 ragno70
Articolo senza senso...sicuramente e giustamente il buon Pogi è stato pagato...sono professionisti e come tutti giustamente lavorano per soldi...detto questo felicissimo della presenza di questo campione sia per Rcs che per l'intero movimento

Concordo
24 febbraio 2024 08:27 andy48
Perche', se non e' cambiato da un anno all'altro, non fara' la comparsa fino all'ultimo giorno e ci fara' divertire con azioni alla Pogacar.

Brao Gatti
24 febbraio 2024 09:02 scialpinista
parole sante

La stessa domanda
24 febbraio 2024 09:10 Albertone
La stessa domanda, quando si correva la Vuelta 2023, la poteva fare a Pogacar.

POGI
24 febbraio 2024 10:45 Manu77
Non dimentichiamoci che Pogacar ha finito il Tour 2023 ''sfinito''... eppure ha avuto la forza e la classe di dare lustro al mondiale su strada (su un percorso non da scalatori) ottenendo un buonissimo bronzo! A mio parere ci stava a questo punto staccare la spina per ripresentarsi in autunno per il suo terzo Lombardia, non una corsetta qualunque! Sarà interessante vedere quest'anno quale sarà il suo livello rispetto alla concorrenza.

Ma perche' ?
24 febbraio 2024 11:10 Àaaaaaa
Primo viene al Giro perche' pagato,secondo ci viene perche' almeno ha piu' possibilita' di incrementare il palmares senza troppe difficolta'. Chiarisco subito che e' un campione vero, ma sbagliate a continuare a fare cerimonie ed incoronazioni. Poi,il Giro, come tutti i GT si vince in strada,all'ultimo giorno. Quindi, calma ad assegnare vittorie

Concordo con ragno
24 febbraio 2024 11:35 Arrivo1991
Articolo che non ha ne' capo ne' coda.

Ma quale busto...
24 febbraio 2024 15:49 pickett
Il busto glielo avrei fatto se fosse venuto gli anni scorsi.Ma non si é neppure sognato di farlo.Viene quest'anno perchè ha capito che con Vingegaard al Tour non c'é niente da fare.Credo che in particolare la cronoscalata di Sallanches glielo abbia fatto capire.E poi,certo,avrà preso un bell'ingaggio,ma lo avrebbe preso anche gli anni scorsi,magari + pingue,visto che godeva di una fama di invincicbilità che ora certamente non ha più.

@ pickett
24 febbraio 2024 15:56 Arrivo1991
Guai a farlo notare, perche' si passare per complottisti. Adesso, si dovrebbe 'chiedere' a Vingegaard perche' non viene al Giro, quando l'altro l'ha snobbato per anni. Che vuoi farci, si scrivono le cose a piacere....

@ manu
24 febbraio 2024 18:07 Albertone
Strano. I soliti forumisti fenomeni uae, davano Pogacar un crescita a fine Tour. Ora era cotto ? Massi

Bah
25 febbraio 2024 06:50 kristi
Solito articoletto del sig Gatti .
Contenuti banali , tifo di parte esagerato ( un giornalista dovrebbe pubblicare in modo neutrale , si chiama ETICA) .
pazienza , personalmente gli scritti del sig gatti non mancavano .
Pog forse vincerà a mani basse , facilmente.ente scattinando e frullando qui e la .
Ma problemi tv/meteo , percorsi banali , partecipazione limitata ecc ecc non si risolvono magicamente sborsato il milioncino al top di turno ( vedi evenepoel)

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Oggi al via della sesta tappa del Giro d'Italia davanti a tutti c’era Afonso Eulálio, il portoghese della Bahrain Victorious in maglia rosa. Un sogno che cercherà di far durare il più a lungo possibile, anche se domani, con l’arrivo...


Davide BALLERINI. 10 e lode. Rompe il ghiaccio dopo oltre tre anni di digiuno in Turchia e si pappa una delizia al limone sul traguardo di Napoli al Giro, a due passi dal Gambrinus. Numero da equilibrista e virtuoso del...


Non si possono lasciare i mari del Sud, l'amatissima Napoli, le tappe di rodaggio del Giro, senza elevare due superlativi: uno a Ballerini per come sfrutta l'occasione di piazza Plebiscito (e aggiungo per l'intera Astana, finora con la Uae maglia...


Non è stato finora un Giro fortunato per Jonathan Milan che non è mai riuscito a fare una volata perfetta. Oggi, però, il friulano non ha nulla da rimproverarsi, ma fa sentire la sua voce per rimproverare.  «Mi sembra assurdo...


La natalità nel nostro Paese è in netto calo ormai da molto tempo, ma c'è una categoria che va contro ogni evidenza numerica: la mamma degli imbecilli. Che è sempre incinta e continua a partorire dei soggetti come quello che...


Un allungo deciso agli ultimi 400 metri ha permesso a Benoît Cosnefroy di vincere la Szarvas / Paks, seconda tappa del Giro d’Ungheria 2026. Il francese della UAE Team Emirates – XRG ha anticipato sul traguardo il connazionale Alexis Renard...


Davide Ballerini firma il capolavoro nella sesta tappa del Giro d'Italia 2026, la Paestum-Napoli di 142 km. Sul pavé reso scivoloso dalla pioggia, caduta pochi istanti prima del passaggio dei corridori, a 400 metri dal traguardo il portacolori della XDS...


Si è chiusa con il successo di Davide Ballerini la tappa napoletana del Giro d’Italia, evento che ha richiamato lungo il percorso una partecipazione popolare straordinaria e la presenza di esponenti di primo piano del mondo sportivo e istituzionale. Sul traguardo erano...


Lo sponsor Rotoloni Regina informa che la mummia utilizzata per la pubblicità è soltanto un’idea legata allo spot e non è riferita ai corridori in gara con la gastroenterite. Non sorprende che Silva e Ciccone abbiano perso la maglia rosa...


Per la prima volta nella storia un corridore statunitense si è imposto al Circuit de Wallonie. A esultare sul traguardo di Charleroi, sede d’arrivo di una classica quest’anno lunga 196 chilometri, è stato infatti il nativo di Boulder Riley...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024