EDDIE SALAS, IVANO FANINI E I PRIMI PASSI DEL CICLISMO PROFESSIONISTICO AUSTRALIANO. GALLERY

STORIA | 23/08/2023 | 08:09
di Valter Nieri

Il grande sviluppo del ciclismo professionistico australiano sta rappresentando uno dei fenomeni nuovi in una terra dove le due ruote non hanno una grande storia rispetto al cricket ed al football australiano che rimangono gli sport più popolari.


Però fu proprio un manager italiano, Ivano Fanini, ad affiliare una sua squadra professionistica, la Polli-Mobiexport-Fanini nel 1989. nel paese dei canguri dopo aver tesserato diversi australiani negli anni precedenti fra i quali Sefton Clyde, Gary Trowell, Shane Bannan (l'ex c.t. della nazionale e manager delle più forti squadre australiane a livello internazionale, oltre che uno dei fondatori dell’attuale Team Jayco Alula ), Peter Rogers (suo fratello Michael fu tre volte campione del mondo a cronometro élite dal 2003 al 2005) e Matt White, oggi diesse dello stesso Team Jayco Alula.


Da allora in una terra dove il traffico esiste solo nelle metropoli, il ciclismo ha iniziato a svilupparsi fino a vedere la nascita di squadre australiane e corridor di quella terra vincere le corse più importanti del mondo.

UNA PASSIONE DI FAMIGLIA. Uno fra i primi australiani ad indossare i colori Fanini sempre nel 1989 fu Eddy Salas, nato in Uruguay ma naturalizzato australiano in giovanissima età dopo essersi trasferito con la famiglia.

La famiglia Salas amava il ciclismo. La passione di Eddy nacque nel 1976, ereditata da suo padre Ettore che correva in bicicletta. Lo stesso fece suo fratello Daniel, di due anni più grande di lui, una breve carriera la sua perchè preferì successivamente dedicarsi alle moto e alle avventure con le ragazze. Anche sua sorella Rosanna correva.

Eddy arrivò nell'85 a Quarrata all'età di 20 anni dopo aver conosciuto il giornalista Stefano Fiori, esperto di tutto il ciclismo australiano, e il meccanico pratese Rames Cafissi. Lo fece da campione australiano dilettanti in carica dopo aver vinto anche il titolo juniores su pista.

«Fu allora che mio padre volle mandarmi a correre in Europa - ricorda Eddy - perchè avevo le carte in regola per potermi esprimere anche nei paesi ciclisticamente più avanzati».

Dopo diverse stagioni fra i dilettanti e le sue prime vittorie, conobbe Ivano Fanini a Segromigno Piano dove c'era la famosa casa di biciclette e molti corridori si recavanolì in cerca di fortuna.

UNO SQUADRONE AUSTRALIANO. Dopo averlo fatto con la Danimarca, la Svezia ed altre nazioni, Ivano Fanini inizia in quel 1999 l’avventura australiana. La prima squadra professionistica UCI australiana ebbe come direttori sportivi Mauro Battaglini e Giorgio Vannucci, il diesse che aveva lanciato il grande Francesco Moser. Ben 27 i tesserati con gli australiani Barry Burns, Paul Scott Steward, Tim Samieson, Geoff Stevenson, Michael Lynck, Eddy Salas, Gary Trowell, Rick Flood, David Mc Farlane, Agostino Giramondo, Len Hammond, Tim Jamieson, Michael Lynch, Paul Miller, Terry Ammond e John Flood. Gli italiani erano Andrea Michelucci, Roberto Pelliconi, Anteo Petacco, Claudio Golinelli, Pierino Gavazzi, Francesco Fondriest, Antonio Paolo Fanelli, Fabrizio Convalle, Andrea Chiurato, Davide Brotini e Marcello Bartalini.

ESORDIO CON IL BOTTO. Nel 1989 per Salas miglior esordio da professionista non poteva augurarselo. Vinse 4 corse, tre in Australia e una in Italia quando fece centro nel G.P. Industria e Artigianato di Larciano: con uno strepitoso assolo nel finale segnò nell'albo d'oro il nome Fanini per la prima volta. Al secondo posto si piazzò Gianbattista Bardelloni e al terzo posto completò il podio l'ex campione del mondo Maurizio Fondriest.

«Ero in fuga - dice Salas - con un gruppetto di corridori fra i quali Franco Ballerini. A 3 chilometri dal traguardo sono partito in contropiede guadagnando qualche secondo. Nel gruppetto che inseguiva coprì la mia fuga Pierino Gavazzi. Nella rampa finale mi guardai dietro non vidi più nessuno. Vinsi con un margine di vantaggio di 3-4 secondi».

In quegli anni la Federazione australiana per gratitudine faceva correre la nazionale con biciclette Fanini e i corridori in un angolo di maglia avevano stampato lo stesso marchio che era diventato un simbolo ciclistico tanto famoso.

Eddy Salas divenne uno dei ciclisti più popolari dei nazionali australiani: nel ‘90 si impose nella Barwon Heads per la seconda volta consecutiva e nella Rosebud. Fu tesserato con Fanini fino al 1991 compreso. La sua ultima vittoria in carriera la ottenne nel 1999 a 33 anni nel Tour of Victoria, prima di attaccare definitivamente la bicicletta al chiodo.
«Il ciclismo australiano - dice - deve molto a Fanini. Senza di lui avrebbe sicuramente ritardato a decollare. Io sono fiero di averne fatto parte e di essere maturato come atleta e come uomo nel venire in Italia. Purtroppo una brutta caduta nel ’90 alla Milano-Sanremo limitò molto la mia carriera: mi fratturai delle vertebre e non sono più tornato quello di prima. Aver partecipato in maglia Fanini al Giro d'Italia è stata una grande soddisfazione. Nel 1991 sposai la mia Kelly e tornai in Australia aprendo un negozio di biciclette. Poi ricominciai a correre da amatore vincendo di nuovo, all'età di 33 anni, il campionato nazionale. E non vedo l'ora di tornare in Italia per rivisitare i luoghi che hanno caratterizzato i miei primi anni di professionismo e soprattutto per salutare due grandi amici come Ivano Fanini e Stefano Fiori».

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COMMENTI
AMORE&VITA
23 agosto 2023 12:41 cimo
Ma il glorioso team Amore&vita che fine ha fatto?

veramente un team glorioso!
24 agosto 2023 11:23 roger
In modo stranamente ironico, ma corretto, hai espresso un concetto interessante: "Amore e Vita" è davvero un team eccezionalmente glorioso! Con ben 34 anni di presenza ininterrotta nel ciclismo professionistico, mantenendo sempre intatto il suo nome. Vuoi una cosa più gloriosa di così? Un "record mondiale" difficilmente eguagliabile in questi tempi. Anche la squadra Cofidis, con 14 anni in meno di "storia", sta dietro a questa straordinaria continuità. Nonostante tutto, "Amore e Vita" continua a partecipare attivamente al ciclismo con un talenti toscani under 23 e un team svizzero di categoria elite/under 23. Oltre a ciò, intraprende numerose altre iniziative legate ai giovani, mostrando un impegno costante nell'attesa di un ritorno al livello professionistico. Si mormora che ci sia l'intento di tornare affiliandosi al Vaticano, supportato dallo IOR. Speriamo sinceramente che riescano a farcela, poiché la loro presenza sta davvero mancando e attendiamo con ansia un possibile ritorno in grande stile.

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