GIRO D'ITALIA. SINTOMI DOPO LA TAPPA, GIOVANNI ALEOTTI E' POSITIVO AL COVID

GIRO D'ITALIA | 12/05/2023 | 09:43
di Francesca Cazzaniga

Il Giro d'Italia perde un altro protagonista a causa del Covid: Giovanni Aleotti ha mostrato alcuni sintomi dopo la tappa di ieri ed è stato subito isolato dal resto della squadra. I test hanno confermato la sua positività e quindi oggi non sarà al via dela settima tappa. Dispiace perdere uno dei nostri giovani più attesi che sarebbe anche stato una risorsa importante per il suo capitano Alexsandr Vlasov. 


Quello di Aleotti è il secondo caso al Giro dopo il ritiro del francese Clement Russo (Arkea Samsic) che non ha preso il via nella tappa di ieri. Prima del via, invece, si erano dovuti arrendere al problema - attenzione, non alla semplice positività - gli olandesi Gesink e Van Emden e il norvegese Foss della Jumbo Visma.


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COMMENTI
Sintomi
12 maggio 2023 10:36 Aler55
Se contano solo i sintomi e non la positività, a che scopo fare il test allora? Ripeto, il problema del covid ora è lo stesso dell'influenza nel 2019, il problema molto più grosso è l'ipocondria. Ricordiamoci che il ciclismo è l'unico ambiente di lavoro a gestire il covid in questo modo a maggio 2023.

basta
12 maggio 2023 11:56 VERGOGNA
basta con questi commenti a caxxo.... ma se TUTTE le squadre gestiscono il covid così nel 2023 ci sarà un motivo?? o no??? hanno staff di medici, collaborano con università e investono decine di milioni all'anno... forse sapranno meglio di noi come gestirsi... o no?? ma come si fa a paragonare un lavoro normale o un altro sport al ciclismo?? parlando con diversi professionisti mi spiegavano che una forma di covid anche molto blanda se non viene intercettata subito e ci si ferma subito pptrebbe lasciare strascichi anche per parecchie settimane, io nel mio lavoro amche se sono all'80% della mia forma vado avanti, tu lo vorresti al Giro uno che va all'80%, rischia di finirlo che va al 70% e magari ti infetta tutta la squadra??? Parla uno che ha odiato mascherine quarantene e vaccino, però che cavolo nella vita ci vuole anche un minimo di obbiettività. E dove non sappiamo stiamo zitti.

Vergogna
12 maggio 2023 12:27 Aler55
Caro vergogna, un ciclista potrà sempre ammalarsi, ritirarsi ed avere lunghi strascichi negativi, è la normalità con cui si fanno i conti da sempre, le malattie infettive le abbiamo sempre avute e non abbiamo modo di farle sparire. Gestire in questo modo il covid poteva avere senso nel 2020, oggi è folle.

aler55
12 maggio 2023 13:14 VERGOGNA
guarda, fai una cosa... manda il tuo CV a un pò di WT e vedi se ti assumono come responsabile del reparto medico..
cosa ti devo dire. Io non sono medico, mi hanno spiegato alcuni pro e in un caso di uno che conosco bene una forma di covid asintomatica trascurata se l'è trascinata per un paio di mesi. Mai sentito parlare delle tendiniti? A volte anche con una microfrattura si continua a gareggiare, con le tendiniti ci si ferma subito per non aggravare la situazione e creare danni permanenti, il concetto è lo stesso. Una influenza a 38 di febbre non è un Covid da asintomatico, se la volete capire ok, se no commentate. Ripeto, sono uno disgustato dalla faccenda covid, ci ho pure rimesso una attività e un bel pò di soldini, nel caso ciclismo di alto livello il covid va perlomeno tracciato.

X vergogna
12 maggio 2023 13:54 Aler55
Libero di pensarla come vuoi. I corridori il covid lo avranno già preso tutti anche più volte. Continuerà a circolare per anni, pensare di poterlo gestire in questo modo sine die è semplicemente folle, costi enormi per minimi o nulli benefici.

X Aler55
12 maggio 2023 16:10 SoCarlo
Quale sarebbe il protocollo corretto per il 2023?
Questo non le piace, l’abbiamo capito.
Per favore, però, non se ne esca con fesserie tipo: come il calcio (che ha lo stesso protocollo, ma durando 90 minuti a settimana, e con la possibilità di sostituire i giocatori, non è affine al ciclismo).

Protocolli?
12 maggio 2023 16:57 Aler55
Nessun protocollo, molto semplice, già nel 2022 era di troppo. Il covid va gestito per quello che è, una sindrome influenzale. Peraltro il protocollo UCI non esiste già più se non sbaglio, tutto quello che succede è iniziativa delle squadre, potrebbero smettere di fare tamponi da subito.

Aler55
12 maggio 2023 18:35 fransoli
ma uno che vuole vincere il giro lo vorrà sapere se un suo compagno di squadra è infetto o no? Sicuramente si, perché se viene contagiato rischia di compremettere la prestazione... a volte mi sembra si facciano discorsi a caso senza usare il cervello... "tutto quello che succede è iniziativa delle squadre, potrebbero smettere di fare tamponi da subito", perfetto come andare a giocare al casinò

fransoli
12 maggio 2023 19:45 Aler55
Eh no mi dispiace, quello che dici tu vale per QUALUNQUE malattia contagiosa, anche una "classica" influenza può compromettere la prestazione, ma non viene affrontata allo stesso modo. Solo per il covid ci si comporta così, un corridore con sintomi analoghi ma negativo può correre lo stesso se è in condizione di farlo, nulla di strano.
Nel caso di Conci addirittura, la Alpecin nel suo comunicato nemmeno parla di sintomi, si ritira perchè positivo e basta. Per curiosità, tu o gli altri che avete commentato con toni simili pensate che il mondo del ciclismo debba continuare a fare tamponi ai corridori ed escludere i positivi fino a quando?
Insisto, dovremmo essere contenti che il covid non è più un problema, e ricordarci che rimarrà a lungo a farci compagnia. Pensare che sparisca è folle, come pensare di non prenderlo mai, o pensare di gestirlo sine die come se fossimo sempre nel 2020.

Aler55
12 maggio 2023 20:56 SoCarlo
Quindi uno infetto lo si lascia libero di infettare il resto della squadra.
Questi stanno 3 settimane in stanza insieme: uno malato li contagia tutti. Foss’anche un raffreddore (e per alcuni non lo è: veda Sagan quando ci ha messo a riprendersi) rovina il giro a tutta la squadra.
Per le altre malattie infettive non fanno i tamponi, perché, per fortuna, sono più rare e spesso localizzate geograficamente (la maggior parte fuori dall’Europa): non scambi quella che è la sua situazione fortunata in Italia per la condizione in cui ancora milioni di persone debbono vivere.

SoCarlo
12 maggio 2023 21:37 Aler55
E perchè dovrebbe valere solo per il covid questo principio? Se vuoi essere coerente, dovresti chiedere che qualunque corridore manifesti qualunque sintomo di una qualunque malattia contagiosa venga immediatamente isolato ed espulso dalla corsa. Ugualmente folle, ma almeno coerente.
Per altre malattie infettive pensavo proprio all'influenza comunque. Che è una malattia banale, per quanto causi morti tutti gli anni.
Il covid circola comunque, ci piaccia o meno, non è pensabile eradicarlo e nemmeno trattarlo come la peste. Nessuno lo fa più per fortuna, è rimasto solo il ciclismo a "resistere". E a sentire gli argomenti a favore, si presume che dovrebbe farlo per sempre.

Aler55
13 maggio 2023 02:27 SoCarlo
Nessuno ha detto di limitarsi al solo COVID, infatti sono sicuro che applicano lo stesso protocollo per:
-malaria
-febbre gialla
- tifo
- colera
-…
Non se ne sente parlare però: in Europa i casi si contano sulle dita di una mano e non hanno interessato sportivi.
Non è una questione di COVID, ma dell’unica malattia infettiva di un qualche pericolo diffusa nei paesi benestanti.

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