TRE ANNI FA L'ADDIO A GIANCARLO CERUTI. LE SUE IDEE RESTANO UN CONTRIBUTO CONCRETO AL NOSTRO SPORT

LETTERA APERTA | 30/03/2023 | 08:11
di Corrado Lodi

Caro direttore, tre anni fa ci lasciava Giancarlo Ceruti. Ricordare un amico non è un esercizio personale, ma un sentimento collettivo e condiviso da tanti appassionati del nostro sport che manifestano il loro ricordo con modalità e maniere diverse. Provare a mettere a disposizione analisi e riflessioni che in tanti avete condiviso con Giancarlo, dopo averle sperimentate nei vostri percorsi esperienziali, significa dare un contributo concreto al nostro sport preferito!


1) Il tema della migrazione dei giovani atleti dalle regioni con minore attività ciclistica verso quelle a maggiore intensità. Le recenti normative in tema di svincolo dei giovani atleti e l’abolizione delle squadre plurime ci fanno porre l’attenzione sul rinnovato ruolo della dirigenza federale, eletta sia a livello provinciale che regionale, la quale dovrebbero impiegare molte delle proprie energie per dare impulso a nuove compagini societarie in grado nel tempo di trattenere i promettenti atleti nei luoghi di vita abituale.


Non bastano delibere, norme tecniche e regolamenti, facilmente superabili con nuove prassi e interpretazioni comportamentali, ma occorre dare spinta e supporto ad emergenti e innovative associazioni sportive in grado di colmare i gap che in tante aree del Nostro Paese si sono creati per innumerevoli ragioni. Lo sport in generale ed il ciclismo in particolare sono formidabili strumenti di coesione sociale, di trasmissione valoriale e di attrattività territoriale. Per questo i dirigenti dei comitati provinciali e regionali dovrebbero farsi interpreti di azioni di politica sportiva in grado di dare risposte ai bisogni dei territori che rappresentano, tralasciando i personalismi che troppo spesso pervadono la vita sportiva.Scuola, Famiglia e Società Sportive sono i tre pilastri per la crescita dei giovani nel nuovo ordinamento sportivo.

Il venir meno della competitività territoriale e regionale porta ad un indebolimento del radicamento dell’attività ciclistica, concentrando lo svolgimento della pratica sportiva solamente in poche regioni.

Il paradosso è che là dove si registrano le maggiori criticità, maggiore sarà il grado potenziale di crescita, da sviluppare, per far nascere nuove società sportive dedite all’uso della bicicletta.

Sui bassi numeri la statistica ci dà altissimi risultati di crescita nell’immediato, ma il cammino virtuoso comporta tempi lunghi, spesso che vanno oltre il mandato sportivo della dirigenza in carica.

2) Non estranea al primo tema è la individuazione di giovani dirigenti sportivi che cessano l’attività agonistica. La formazione dei dirigenti delle società di base è principalmente una esperienza di campo! Bisogna che ognuno di noi porti con sé un suo ex atleta o un giovane appassionato, lo accolga, lo sostenga permettendogli di vedere e sperimentare nel quotidiano gli aspetti di gestione e organizzazione dell’attività ciclistica. Il mondo scolastico e della formazione è cresciuto enormemente per i nostri giovani, ma l’esperienza sul campo ad allenamenti e gare, oggi ricopre un peso determinante nel processo di crescita e accompagnamento dei futuri dirigenti.

3) L’abbandono di atleti promettenti dii fronte alle difficoltà del professionismo. Il miraggio del professionismo italiano con poche risorse e tanti sacrifici per gli atleti. La consapevolezza degli atleti di aver dato troppo nelle categorie inferiori. Il tema dei risultati immediati nelle categorie giovanili a discapito della crescita del ragazzo nel lungo periodo.

Sono trascorsi circa vent’anni quando l’amico Giancarlo, da presidente federale e da formatore ante litteram, raccontava che il ciclismo professionistico in Italia sarebbe finito. Lo diceva negli anni in cui il ciclismo italiano era nella fase più rilevante dal punto di vista quantitativo, con ben otto squadre nel massimo circuito mondiale.

L’uomo in quegli anni intuiva le variabili che avrebbero portato ad un inesorabile cambiamento, da sport popolare a sport per elite mondiali. In molti non comprendevamo che cosa ci volesse spiegare, e spesso anche io quando lo ascoltavo mi chiedevo quale orizzonte lui stesse scrutando.Orizzonti sociologici, economici, culturali, di etica e sicurezza nel nostro amato ciclismo che solo lui, in quegli anni, cercava di indagare per fare analisi che spesso portavano ad esiti non rassicuranti e deludenti.

Eppure grandi opportunità si sono aperte per i giovani ciclisti. Un under 23 al primo anno oggi, nelle squadre continental, ha la possibilità di cimentarsi in gare al fianco di proessionisti esperti e affermati, senza dimenticare che l’obiettivo primario deve rimanere la crescita dell’atleta, viatico per consentire al ciclismo italiano di tornare a crescere.

Forse è giunto il momento di una analisi del mondo sportivo anche in chiave europea per consentire regole finanziarie e sociali uniformi tra gli stati membri del nostro continente che sicuramente rappresenta lo zoccolo duro del movimento mondiale delle due ruote.

Vanno riviste la fiscalità degli sportivi, la domiciliazione dei medesimi nei paradisi fiscali, le agevolazioni da concedere alle aziende che sponsorizzano e creano percorsi di condivisione con i giovani atleti per creare politiche del lavoro integrate e radicate nei territori di appartenenza.

Corrado Lodi

Copyright © TBW
COMMENTI
considerazione
30 marzo 2023 13:09 PIZZACICLISTA
per tralasciare i personalismi bisognerebbe cambiare in toto la classe dirigenziale di questa federazione ...........impossibile

a Giancarlo
30 marzo 2023 19:53 Alessio
Grazie Corrado per le tue parole scritte tutte vere e condivido senza aggiungere altro

Giancarlo
31 marzo 2023 09:22 ZECCA
Una grande persona che manca al movimento ciclistico attuale.

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Il Tour de Serbie 2026 si apre con una vittoria di un corridore di casa, in maglia nazionale: Ognjen Ilic trionfa nel brevissimo prologo di 2, 3 km corso nella cittadina di Pozarevac anticipando di pochi decimi il polacco Michal...


Mattia De Marchi mette la propria firma sulla Serenissima Gravel disputata oggi a Tezze sul Brenta, in provincia di Vicenza. L'ex professionista veneziano ha conquistato il successo grazie a un'azione solitaria che gli ha permesso di tagliare il traguardo...


Jonathan Milan si gode la maglia iridata, la medaglia d'oro e un record davvero impressionante: «Dire che sono molto contento è poco. Era un obiettivo della stagione rientrare su pista in questa maniera, non solamente nell'inseguimento individuale, ma anche nell'inseguimento a...


Mick Van Dijke (Red Bull - Bora - Hansgroe) si aggiudica la terza tappa dell'Eneco Tour 2026 davanti a Victor Campenaerts (Visma - Lease a Bike), che diventa il nuovo leader della classifica. Si tratta della prima vittoria da professionista...


Se ne parnlava da settimane e ora il cambio di maglia diventa una realtà per Richard Carapaz: il corridore ecuadoriano,   già campione olimpico e vincitore del Giro d’Italia, lascerà la EF Education Easypost per vestire nei prossimi tre anni...


Podio tutto neerlandese nella Sittard / Watersley, terza tappa dell’Eneco Tour Women 2026. Femke Markus, 29enne della SD Worx Protime, si è messa alle spalle la leader della classifica generale Lieke Nooijen (Visma Lease a Bike) e la 23enne Maud...


Jonathan Milan campione del mondo dell'inseguimento al termine di una guiornata straordinaria. Il gigante friulano ha letteralmente dominato la finale contro il danese Frederik Madsen: dopo aver stabilito il record mondiale in qualificazione, Milan ha pedalato anche iun finale per...


L'Union Cycliste Internationale (UCI) e la Federazione Ciclistica Saudita annunciano che i Campionati Mondiali UCI di Ciclismo Urbano 2026, previsti a Riyadh, Arabia Saudita, dal 3 al 7 novembre, non si svolgeranno. L'evento doveva riunire i migliori ciclisti del mondo...


L'imprenditore Valentino Sciotti, che con la sua Vini Fantini è da anni impegnato come sponsor del ciclismo professionistico, interviene nella discussione sul ranking mondiale, le classifiche, sul ruolo e sull'importanza delle formazioni ProTeam. La sua è una riflessione preziosa, che...


Se le temperature scendono ma non cala il vostro desiderio di pedalare in libertà, vi servirà un capo che sappia fare la differenza per voi. Q36.5 ha appena presentato la Vampire Hooded, una nuova giacca tecnica invernale con balaclava integrato sviluppata integralmente...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra