MARTA CAVALLI, LA NUOVA PRINCIPESSA

DONNE | 25/05/2022 | 08:10
di Nicolò Vallone

Ci sono momenti che cambiano una vita. Istanti che fanno da spartiacque nell’evoluzione sportiva di un  atleta. Per Marta Ca­valli, cremonese di Formi­gara, questa istantanea corrisponde alle ore 13:56 di domenica 10 aprile 2022. Olanda, anzi Limburgo, 1700 metri al traguardo di Valkenburg. La 24enne Marta ha appena scollinato l’ultimo Cauberg insieme a sei avversarie. Sono tutti nomi di peso: Van Vleuten, Lip­pert, Moolman, Garcia, Vollering, Nie­wiadoma. Ma quello è il suo giorno, il suo momento spartiacque. E sull’abbrivio scatta a testa bassa la­scian­dosi il vuoto alle spalle.


Uno sguardo avanti, uno dietro, una smorfia di fatica sempre più gioiosa, un’incredula mano sul casco al passar della linea. E un sorso simbolico a una birra sempre troppo amara per i suoi gusti, ma quanto mai dolce nel suo cuo­re, in cima al podio...


La Cavalli arrivata al successo nella Amstel Gold Ra­ce è una ciclista consapevole. Del proprio livello, delle proprie potenzialità, delle proprie ambizioni. Difficil­men­te si può ottenere ciò che si può e si vuole... se prima non si sa cosa si può e si vuole. E lei, al se­condo anno abbondante di professionismo tra tesseramento “poliziesco” per le Fiamme Oro e ingaggio di club per la FDJ Nouvelle-Aquitaine Futuro­sco­pe (un profilo lavorativo presto imitato dalla 21enne toscana Vittoria Guaz­zini) lo sa.

Non è difficile immaginarlo, se pensi che appena maggiorenne rischiò di rimetterci letteralmente un rene in allenamento, ed è stata in grado di risalire in sella e costruirsi una carriera. Lo capisci incontrovertibilmente, se te la trovi di fronte: la misura delle parole, delicata ma ferma, lo sguardo sorridente e rispettoso. Un atteggiamento d’altri tempi, un atteggiamento da Prin­ci­pessa, come l’ha ribattezzata il nostro di­rettore Pier Augusto Sta­gi. Per trainare insieme alle due Eli­se e alle altre ragazze la nouvelle vague del movimento femminile azzurro.

E quella dichiarazione che ci rilasciò il 24 febbraio, recente ma già appartenente alla “era pre-Amstel”: «Sto lavorando minuziosamente col mio team per portare a casa bei risultati: spesso finora sono arrivata vicina a diversi suc­cessi, ma magari per un’avversaria più brava o altre ragioni il bersaglio grosso mi è sfuggito. Ora non può più tardare».

Terza di tappa alla Valenciana pochi giorni prima col lato sinistro del corpo abraso da una caduta, Marta aveva de­ciso di rinunciare ad alcune corse pur di rilievo per riprendersi e arrivare al meglio alle più importanti classiche primaverili.

Affermazioni che potevano pure essere lette come un azzardo. Provenendo pe­rò da una ragazza col suo modo di por­si, potevano voler dire una sola cosa: sapeva quello che diceva. Eccome se lo sapeva.

Quel team di cui parla è da interpretare in senso ampio. Non solo la squadra, tra compagne e staff, ma in generale tut­to il suo entourage, a cui lei dà il no­me di Team Marta. E che comprende tutti coloro i quali le permettono, fisicamente e mentalmente, di proseguire nel percorso: genitori e familiari, diesse, alimentarista, agente, fino ai fans. Le vittorie non erano mancate nei floridi anni di vivaio tra Valcar e Nazio­na­le, strada e pista: sugli asfalti tricolori, campionessa italiana in linea ed europea nella staffetta mista; nei velodromi, numerosi titoli continentali Under 23 nell’inseguimento, sia individuale che in quartetto con le varie Bal­samo, Pa­ter­noster, Alzini e Guazzini.

All’ingresso definitivo nel mondo Elite, tuttavia, ci sono da prendere decisioni topiche per il proprio futuro. So­prat­tutto se conosci il tuo valore.
Torniamo così alle consapevolezze e al “team Marta”. Il passaggio dal nido accogliente della Valcar a una struttura World Tour come la FDJ Aquitaine, la scelta di concentrarsi sulla strada almeno fino a Parigi 2024 e usare la pista per la preparazione. Imparare ad assaporare fino in fondo, come giusto e do­veroso, i successi conquistati, ma saper pensare senza soluzione di continuità al prossimo obiettivo in calendario. E torniamo così a quello “scatto spartiacque” della domenica delle Palme in fondo ai muri dell’Amstel Gold Race. La raggiungiamo telefonicamente mentre sta per prendere l’aereo e deve an­cora realizzare totalmente l’impresa ap­pena compiuta poche ore prima. Ha la lucidità di dirci: «Fa piacere vedere che questa vittoria conferma la bontà del lavoro svolto da me, dalla squadra e dal team Marta, ma non è l’apice. Il cammino continua come da programma ed è sempre più stimolante, magari ora il gruppo mi sorveglierà in modo particolare...».

Detto, fatto. Il tempo di piazzarsi quinta in una Parigi-Roubaix “regale”, dato il trionfo di Elisa Longo Borghini. Ed ecco, dieci giorni dopo l’Amstel, la Freccia Vallone. L’andamento della gara è differente, la FDJ adesso corre per lei, il linguaggio del corpo è in gran parte lo stesso ma scevro di ogni incredulità nel trovarsi davanti. Attacca il muro finale di Huy in quarta posizione, a 250 metri dall’arrivo sono solo lei e An­ne­miek Van Vleuten, ai cento Marta scatta e lascia sul posto il mostro sacro olandese. Le braccia e le mani non vanno più sul capo, ma solamente al cielo belga, a sottolineare la propria forza di gambe e testa. Il sorriso del post gara è più di­steso e accoglie l’abbraccione di Brodie Chapman nel bel mezzo dell’intervista con un’eleganza stellare. Pardon, principesca. La stessa eleganza con cui, sul rettilineo conclusivo di una Liegi-Ba­stogne-Liegi nella quale Van Vleuten va a prendersi la sua rivincita per di­stacco, Marta ringrazia la compagna Grace Brown con un gesto concreto: lasciare a Grace la volata per il secondo posto e accontentarsi del sesto. La soddisfazione personale rimane intatta, anzi è ar­ricchita dal clima di rinascita e dall’iniezione di fiducia collettiva che si respira in squadra.

Soddisfazione per questa campagna del nord e per i riflettori improvvisamente puntati addosso. Che però, ricorda Mar­ta con la consueta coerenza, deve essere tenuta a bada e non deve distogliere dal piano sportivo. C’è da riposarsi e riprendere ad allenarsi per i prossimi impegni a tappe. Mes­se magnificamente in archivio le corse da un giorno lontane dall’Italia, tra fine giugno e inizio luglio ci sarebbe ad esempio un Giro donne.
E c’è da avere fiducia che, tanto per mettere nel calderone una competente passione di papà Alberto, filerà tutto liscio... come l’olio.

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Le atlete della Cofidis stanno dominando la Volta Portugal Feminina. Se ieri era stata Martina Alzini ad imporsi, oggi è stato il turno di Marion Borras: la 28enne transalpina ha conquistato il successo nella cronometro individuale di Coimbra percorrendo i...


Una prima tappa che potrebbe già tracciare quale sarà la strada che intraprenderà il Tour de France 2026. Dal centro di Barcellona fino allo Stadio Olimpico, per un totale di 19, 6 chilometri: la cronosquadre dell'edizione 113 della Grande Boucle...


Grandi giri:  preparazione superiore,   pianificazione corretta e scelte vincenti. Potremmo riassumere in questi tre punti la grande e meritata vittoria di Jonas Vingegaard  al Giro d’Italia 2026,  un successo che permette al fuoriclasse danese di diventare parte della leggenda, ovvero uno...


A fine anno ha chiuso la sua avventura con la Israel Premier Tech, per lunghi mesi non ha fatto alcun annuncio sulle sue intenzioni o possibili ripartenze ed ora all'inizio di luglio Chris Froome ha finalmente deciso. Intendiamoci, nessun annuncio...


Arriva il Tour e si capisce in fretta perché è la corsa più bella del mondo: ci sono il più forte in circolazione, lo sfidante migliore, l’outsider emergente, l’alternativa più attesa e quanto di meglio offra il panorama ciclistico, non...


Tadej Pogacar è il signore assoluto della Grande Boucle degli ultimi anni ed è pronto a partire - con un nuovo look, una serenità ritrovata e le giuste armi -per dare la caccia al quinto Tour de France. C'è un...


Il Tour ancora non è iniziato ma Jonas Vingegaardha subito messo le cose in chiaro, lanciando la sfida a Pogacar: «È il migliore del mondo, ma riuscire a staccarlo mi dà la motivazione per farlo e rifarlo ancora». Calmo, sorridente...


Per il Tour de France che partirà sabato da Barcellona in Spagna, la Francia si affida ai suoi giovani: con Seixas alla guida una generazione che vuole riportare il tricolore protagonista. La Grande Boucle è la corsa di casa, il...


Riceviamo e pubblichiamo questo intervento di Angelo Francini rivolto al direttore Stagi doppo la pubblicazione dell'articolo "Se la Lega Calcio arriva ad aiutare la Federcalcio" pubblicato ieri. Caro Pier ancora una volta fai una lettura che, da uno che ha...


Il Giro delle Valli Aretine torna in calendario dopo un anno di pausa e coincide con il debutto in maglia Gallina Lucchini Ecotek Colosio di Giosuè Epis. La corsa aretina scatterà da Vitiano (ore 14) e si concluderà nello stesso centro nei pressi di Rigutino, per...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra