LAPPARTIENT. «DIFFERENZE DI BUDGET TRA I TEAM? CI STIAMO LAVORANDO E SULLE RETROCESSIONI DICO CHE...»

POLITICA | 27/04/2022 | 11:55
di Francesca Monzone

Le squadre più ricche possono permettersi i corridori migliori e questo, inevitabilmente, crea uno squilibrio nel World Tour, dove alla fine sono sempre le solite squadre che si spartiscono le vittorie. E’ questo il caso della Ineos Grenadiers, UAE Emirates, Jumbo-Visma e Bahrain Victorious, che hanno dominato la scorsa stagione e che già quest’anno hanno iniziato a spartirsi i meriti.


Sono queste le prime squadre del ranking dell’UCI e guardando i punti fino ad oggi accumulati è impossibile non notare il divario con le altre squadre. Tadej Pogacar con i suoi 5306 punti è il numero uno del ranking mondiale, seguito dai due corridori della Jumbo-Visma Wout van Aert e Primoz Roglic, rispettivamente con 3526 e 3450 punti. Il quarto posto è per Remco Evenepoel della Quick Step-Alphavinyl che grazie alla vittoria alla Liegi-Bastogne-Liegi, che gli è valsa ben 500 punti, adesso è quarto con un totale di 3148 punti. Il quinto posto invece è occupato da  Mathej Mohoric della Bahrein-Victorious, che grazie ai punti conquistati con la Milano-Sanremo e il Giro delle Fiandre (700 punti per queste due gare), per il momento ha messo da parte 2778 punti. Avere una buona disponibilità economica, inevitabilmente porta a occupare i posti più alti della classifica mondiale, ma anche ad avere una maggiore popolarità e la possibilità di aumentare il capitale attraverso nuovi sponsor in cerca di una visibilità certa.


Riguardo le differenze economiche tra i team del World Tour, è intervenuto David Lappartient: il presidente dell’Unione Ciclistica Internazionale che al portale Wielerflits.nl ha voluto spiegare come l’UCI, vorrebbe intervenire per diminuire il divario tra i team. «Prima di tutto vorrei congratularmi con queste squadre per essere riuscite a ottenere delle risorse economiche così importanti e per i successi raggiunti - ha detto Lappartient – Vorrei inoltre dire che il problema delle risorse economiche nei team, è attualmente in discussione sui nostri tavoli con l'AIGCP (l’Association International des Groupes Cyclistes Professionels, guidata da Luke Eisenga), per ottenere un maggiore equilibrio tra le diverse squadre. Il rapporto con AIGCP e UCI non è sempre stato buono negli ultimi anni, ma oggi abbiamo un buon dialogo finalizzato a migliorare il ciclismo».

Purtroppo è inevitabile che i soldi facciano la differenza in corsa, perché una maggiore disponibilità economica rappresenta non solo la possibilità di acquisto dei corridori più vincenti, ma anche la possibilità di investire nel settore della ricerca e dello sviluppo.

«Non siamo ancora pronti ad entrare nei dettagli su come sia possibile risolvere questo problema, ma ci stiamo lavorando. Stiamo mettendo sul tavolo i punti deboli delle squadre, creando una tabella di marcia che ci aiuti ad affrontare tutti insieme questi problemi nei prossimi anni. Questo è sicuramente un punto all'ordine del giorno, perché non vogliamo che tutti i corridori migliori siano in poche squadre. Ci deve essere un campo di battaglia più equilibrato».

I soldi quindi hanno la capacità di influenzare il ranking mondiale e questo non riguarda solo chi è al comando della classifica UCI, ma anche chi si trova indietro, correndo il rischio di retrocedere in un’altra categoria.

Le retrocessioni e le promozioni, che si applicheranno alle squadre del World Tour alla fine di questa stagione, sono state aspramente criticate da alcune squadre, non solo per le questioni economiche, ma anche per gli effetti negativi derivanti dal Covid-19, che hanno addirittura modificato il calendario delle gare.

«Così come era stato stabilito attueremo la retrocessione e le promozioni a fine stagione – ha continuato Lappartient - Abbiamo introdotto questa regola alcuni anni fa, quando abbiamo riformato il ciclismo professionistico. Le squadre non volevano un sistema del genere, mentre gli organizzatori erano favorevoli alle retrocessioni e promozioni. Il compromesso che abbiamo trovato è stato quello di avere licenze World Tour triennali. Questo sistema funziona bene e continueremo ad utilizzarlo. I punti vengono accumulati in tre anni, questo non ha un'influenza cruciale sulla classifica annuale. Le prime diciotto squadre rimarranno sicuramente nel World Tour. La differenza sostanzialmente sarà tra le squadre che si trovano tra il quindicesimo e il ventesimo posto e questo  aumentata la competizione, favorendo la partecipazione a molte corse minori, dove comunque vengono assegnati punti validi ai fini del ranking mondiale».

Copyright © TBW
COMMENTI
OK, ma tutelare imperativamente anche le squadre più piccole!
27 aprile 2022 18:07 pietrogiuliani
Innanzi tutto investire ancora sull’anti doping, perché il doping è sempre avanti di almeno 10 anni.
Detto questo, le parole del Presidente potrebbero anche avere un senso, peccato però che a mio avviso questo ipotetico scenario di promozioni e retrocessioni andrebbe a “gambizzare” ulteriormente (se non a farle “morire” del tutto) le piccole squadre, e più precisamente le Continental.
Immaginate ora che le squadre World Tour così dette “a rischio”, vadano a caccia di punti in competizioni minori. Sicuramente ne gioverebbe lo spettacolo ma ciò sarebbe a totale discapito delle squadre Continental. Infatti rispetto ad un decennio fa ci sono moltissime meno corse e decisamente molte più squadre. Quindi se le World Tour andassero a prendere anche i pochi posti disponibili delle Continental, che fine farebbero queste? Che piaccia o no, sono proprio le Continental che garantiscono il futuro del ciclismo e sono ormai troppi anni che non ricevono aiuti di alcun tipo. Gli sponsor, per queste società, sono sempre meno e con sempre meno soldi, perché ormai è quasi cosa normale che aziende altisonanti vadano incontro a “squadroni” blasonati e ricchi di campioni. “I soldi vanno ai soldi”, questa è la realtà.
Ed è per questo motivo che l’UCI e le varie Federazioni, invece di pensare soltanto al proprio tornaconto, dovrebbero fare delle riforme che in primis vadano ad aiutare quei team con budget ridotti. Perché ,ripeto, sono proprio loro che danno la possibilità a futuri campioni di crescere e svilupparsi per tentare di lanciarsi poi nel World Tour. Ed invece né da parte dell’UCI, né tanto meno da quella degli organizzatori c’è il minimo interesse alla tutela di queste importantissime realtà, che per poter correre sono costrette praticamente a pagarsi tutto e molto spesso sono persino obbligate a portarsi in “dote” degli sponsor da “rigirare”, come vera e propria moneta di scambio, a certi organizzatori che altrimenti non le inviterebbero alle competizioni. Questo è un sistema sbagliato, malsano, marcio. Non è sport, non è il ciclismo romantico di un tempo, è solo business. Capisco che i tempi cambiano, si vive in un'altra epoca anche a livello sportivo, e le squadre sono sempre più simili a vere e proprie aziende, però ritengo sia doveroso pensare a questa condizione e sperare che l’UCI (e chi altro di dovere) proceda non soltanto in direzione di queste riforme (comunque sensate), ma anche concretamente verso un sostegno importante a tutela di queste squadre che altrimenti andranno a finire sempre peggio, proprio come sta accadendo al settore giovanile italiano che purtroppo è sulla strada del declino più totale e continuando così non ci sarà ricambio generazionale e, i risultati imbarazzanti di questi ultimi anni nelle corse World tour (ad eccezion fatta per pochissimi exploit) parlano chiaro….

E della Gazprom...
27 aprile 2022 19:24 comodi70
cosa dice il boss dell'UCI?

lettura interessante
27 aprile 2022 21:11 mandcu
interessante la visione di @pietrogiuliani.... fossi nella Lotto Soudal e nella IPT farei incetta di corse .1 e .Pro per salvarmi la pelle.

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
“Pogacar il Re Sole” (Gazzetta dello Sport), con 35’27” di tempo d’ascesa all’Alpe d’Huez, ha inscenato lo spettacolo. Il record nella scalata, adesso è suo, ma soprattutto il trionfo dello sloveno rappresenta “una pietra miliare nella carriera prodigio”( Ciro Scognamiglio). Lui,...


Se Tadej Pogacar ha monopolizzato la scena con una straordinaria vittoria e il nuovo record di scalata dell'Alpe d'Huez, alle sue spalle c'è un altro corridore che può ritenersi soddisfatto dopo la diciannovesima tappa del Tour de France. È Remco...


Non era mai successo, nel ciclsmo moderno, che le montagne fossero così vicine a Parigi. Non era mai successo che la penultima tappa proponesse in successione quattro salite mitiche, non era mai successo che a poche ore dall'arrivo sui Campi...


Oggi intorno alle alle 14, quando il Tour affronterà la salita del Col du Telegraphe, sarà impossibile non ricordare quella meravigliosa domenica del 6 luglio del 1952. Erano le 12, 30 quando, dopo la Croix de Fer, la testa del...


L'inferno arancione dell'Alpe d'Huez ha un altro vincitore oltra a Tadej Pogacar. Ma se lo sloveno è stato il più veloce, la Curva degli Olandesi vince ancora la gara dei decibel. Ogni volta cambia il vincitore della tappa, ogni anno...


Non ha mai partecipato a gare su strada e in compenso vola su pista. Filippo Cusumano, 18 anni, di Bergamo, ai recenti Campionati  Europei  pista di Cottbus ha percorso i 200 metri lanciati (qualificazioni al torneo di velocità ) in...


L’ex professionista Danilo Napolitano è stato squalificato per vent’anni per presunte violazioni degli articoli 2.6 e 2.8 del Codice WADA, relativi al possesso e alla somministrazione (o tentata somministrazione) di sostanze proibite. Napolitano era il direttore sportivo della Salus Seregno...


Quinta e penultima serata di gare ai Gran Premi Internazionali di Fiorenzuola – 6 Giorni delle Rose Bianche, caratterizzata da sfide spettacolari e da un'ottima prova degli azzurri. Il campione europeo dello Scratch Alex Vogel ha conquistato il G.P. Arduini,...


Nel novero delle pretendenti alla vittoria del Tour de France Femmes è impossibile non inserire Kasia Niewiadoma-Phinney: la polacca ha vinto la corsa francese nel 2024 e lo scorso anno è salita sul terzo gradino del podio come già successo...


La festa dell'Alpe d'Huez si è trasformata in un incubo per Einer Rubio. Il colombiano della Movistar è stato costretto ad abbandonare il Tour de France dopo un violento incidente avvenuto durante la diciannovesima tappa, quando ormai la corsa stava...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra