FIDANZA. «LAVORO PER INSEGUIRE IL MIO SOGNO, IL GIRO DELLE FIANDRE»

DONNE | 14/02/2021 | 08:20
di Giorgia Monguzzi

Arianna Fidanza ha 26 anni ed è all’ottava stagione tra le elite. Alle spalle ci sono diversi successi, molte convocazioni in nazionale e prestigiose vittorie in pista tra le junior, una disciplina che l’ha portata nell’olimpo, ma che dopo tanti sacrifici ha deciso ormai da tanto tempo di mettere da parte per dedicarsi totalmente alla strada. Una scelta difficile, ma che le ha permesso di militare nelle squadre più forti del panorama World Tour. Dopo un’annata passata tra le fila della belga Lotto Soudal, Arianna è approdata al Team Bike Exchange e in poco tempo la formazione australiana è diventata come una famiglia.


«Fin da subito mi sono trovata benissimo - racconta Arianna a tuttobiciweb -, gran parte dello staff è italiano e forse questo ha aiutato molto. Ogni ragazza è straordinaria; durante il primo ritiro ero in camera con Amanda Spratt, ho avuto l’occasione di conoscere un’atleta pazzesca che ha la testa sulle spalle, da lei avrò molto da imparare».


Proprio in questi giorni Arianna è in ritiro a Girona con le atlete selezionate per la campagna del nord, il resto del team è in Sierra Nevada per preparare le corse delle Ardenne. Ad attendere l’atleta bergamasca c’è un calendario fitto di appuntamenti ai quali vuole presentarsi al massimo della forma. L’obiettivo è migliorarsi ancora, dare un valido aiuto alle sue compagne e provare a cercare la soddisfazione personale. La prima parte di stagione sarà completamente in Belgio, prima corsa il 27 febbraio con la Omloop Het Nieusblad, poi un nuovo ritiro per preparare tutte le gare dei muri. Dopo la campagna del nord Arianna inizierà la preparazione in altura per il Giro d’Italia femminile.

L’obiettivo sono le classiche del nord, corse di cui Arianna è follemente innamorata, gare imprevedibili, piene di adrenalina dove bisogna stare concentrate perché ogni passo falso può essere fatale. A rendere affascinante ancora di più la corsa sono però il pubblico, il tifo della gente dei muri, il calore che trasmette alle sue atlete, ma di cui ancora per quest’anno bisognerà fare a meno.

«L’anno scorso è stato stranissimo correre senza tifosi, è brutto pensare che quest’anno accadrà lo stesso - prosegue Arianna -. È un clima surreale, un po’ come se la corsa mancasse della sua caratteristica principale, mantiene sempre il suo fascino, ma non è la stessa cosa. L’anno scorso sono stata in Belgio per diverse settimane, i tifosi non potevano essere presenti durante la corse, allora ci accompagnavano durante le ricognizioni fotografandoci e caricandoci, in qualche modo sono riusciti a ricreare la magia»

La bergamasca ama il nord con le sue classiche, ma è il Fiandre ad avere una posizione d’onore, una corsa di cui si è letteralmente innamorata 7 anni fa, quando al suo esordio tra le elite vi ha partecipato per la prima volta. È diventata il suo sogno, quello per cui pedala ogni giorno cercando di migliorarsi; l’anno scorso ha fatto un duro lavoro per Lotte Kopecky poi classificatasi in terza posizione, un’esperienza che le ha dato la consapevolezza di avere le carte in regola per fare bene e di essere soltanto all’inizio dell’avventura.

Arianna si allena e sogna sfruttando ogni gara per imparare e fa tesoro di ogni consiglio, quando però scende dalla bici si dedica alla sua passione segreta: la cucina. Ama sperimentare e quando si parla di dolci diventa l’esperta ideale per ottenere ricette e consigli. I suoi cavalli di battaglia sono il tiramisù e la cheesecake e da atleta che si rispetti si è adeguata per creare piatti poveri di grassi che puntualmente fa assaggiare a tutta la famiglia.

«È un modo per scaricare la tensione, tante volte è anche meglio di riposarsi sul divano - ci spiega -: in questo modo resto attiva, do libero spazio alla mia creatività, posso distrarmi senza pensare al ciclismo, così quando ritorno in sella sono pronta a dare tutta me stessa».

Forse un giorno Arianna Fidanza potrebbe aprire un blog di cucina, proviamo a metterle la pulce nell’orecchio, l’idea la stuzzica non poco, molto probabilmente sta già pensando al nome più adatto. Intanto tra una ricetta e l’altra ripassa il calendario delle gare ma gira e rigira, l’occhio ricade sempre sul 5 aprile, la data del Fiandre, la gara a cui spera di prendere parte e un giorno vincere. È il suo sogno più grande, è certo che farà di tutto per realizzarlo.

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