PAOLO TOTO' RIPARTE DALLA AMORE E VITA: «CON FANINI HO RITROVATO LA MOTIVAZIONE»

CONTINENTAL | 11/02/2021 | 10:55
di Valter Nieri

Dopo un 2020 da dimenticare e da esorcizzare sotto tutti i punti di vista, per l'elpidiense Paolo Totò torna quanto meno la fiducia e la voglia di correre in attesa di ritrovare con queste anche lo smalto dei tempi migliori. È ormai ufficiale il suo passaggio ad Amore e Vita Fanini, alimentato dal marchigiano Vincenzo Santoni, manager di Mario Cipollini ai tempi dell'Acqua & Sapone ed accolto con fiducia da Ivano Fanini. Il vincitore della Challenge Liguria del 2018 e che aveva ottenuto importanti piazzamenti l'anno successivo come il quarto posto nel GP Industria Artigianato a Larciano, può continuare a mantenere viva la sua passione.
«Al termine della passata stagione - dice Totò - avevo pensato di smettere, di chiudere con il ciclismo. Sia da dilettante che da quando nel 2016 passai professionista, non avevo mai avvertito fiducia nei miei confronti nelle squadre che sono stato. Ivano Fanini invece mi segue costantemente e crede molto nelle mie possibilità. Con Amore e Vita ho ritrovato anche la voglia di stare insieme ai miei compagni ed in questo sono avvantaggiato perchè già conoscevo Tizza, Apollonio e Senni. Ho superato anche lo sconforto interiore per le delusioni del passato».

I RISULTATI. Approdato nel 2016 con la Norda M.G. K. Vis Totò si è messo subito in luce conquistando il podio nel memorial Pantani. Quindi per lui un triennio alla Sangemini-MG K Vis con cui ha vinto nel 2017 la prima tappa al Giro dell'Albania prima del grande exploit l'anno successivo con il secondo posto nella 55.a edizione del Trofeo Laigueglia alle spalle di Moreno Moser in un evento Europe Tour cat. 1.HC ed il settimo posto nel Giro dell'Appennino che gli consentì di aggiudicarsi la Challenge della Liguria. Sempre nel 2018 vince la classifica a punti al Giro dell'Albania chiuso al quarto posto generale. Nel 2019 ottiene importanti piazzamenti, mentre lo scorso anno con la Work Service Group ha vissuto la sua peggiore stagione senza risultati di rilievo. Un atleta completo che non disdegna le volate e che si difende anche in salita. Considerando l'allungamento dell'età media nella carriera ciclistica, Totò con i suoi 30 anni può ancora dire molto nel ciclismo: Amore e Vita con i suoi diesse è la sistemazione per lui ideale perché la società ciclistica di Fanini è abituata a rigenerare corridori avviati verso il tramonto e riportarli al successo.


OBIETTIVI. «Anche se è ancora troppo presto per fissare degli obiettivi - dice Totò - mi viene in mente una classica come il Trofeo Matteotti che si corre sempre in piena estate. Una corsa che mi si addice per le caratteristiche ondulate del circuito con tre strappi ravvicinati nella parte centrale. Un percorso che conosco bene, dove vorrei poter vincere per ricambiare la fiducia di Ivano Fanini»
Una classica che Fanini ha già vinto due volte: nel 1986 con la Pepsi-Fanini quando ad imporsi fu il danese Jorgen Marcussen, mentre tre anni dopo il bis con Roberto Pelliconi.


AMORE E VITA TRICOLORE. Vincere fa sempre bene ed ogni successo merita di essere accolto con soddisfazione, ma Ivano Fanini ed il team manager Cristian hanno un chiodo fisso nella mente: il tricolore. Marco Tizza nel 2019 era nella fuga giusta assieme a Davide Formolo, poi vincitore, quando rimase staccato in discesa tagliando il traguardo in decima posizione. Il patron lucchese, quando viene interrogato sugli obiettivi stagionali pensa sempre a questa corsa che per lui vale moltissimo.
«E noi ci impegneremo al massimo per accontentarlo - risponde prontamente Totò - perchè quest'uomo merita di essere ricambiato di tutti i suoi sacrifici e poi ripeto: io gli devo molto perchè senza di lui non sarei più qui a parlare di corse».
Chi conosce bene Totò è l'ex team manager di Acqua e Sapone Vincenzo Santoni, suo compaesan: «Conosco molto bene Paolo Totò, un corridore molto forte. Aveva soltanto bisogno di fiducia e di sentirsi fortemente gradito dalla squadra. Riuscirà a sfondare con Ivano Fanini, perchè ha trovato la persona giusta per relazionarsi. Il grande Ivano rappresenta meglio il ciclismo lui con una Continental che i grandi squadroni delle World Tour. Sono felice di avergli proposto Totò e convinto che non rimarrà deluso».

da La Gazzetta di Lucca

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