
Ad un anno dalla prematura scomparsa la famiglia, i figli Manuel, Lorenzo e Cristina, la moglie Assuntina, i fratelli Ivano, Pietro e Brunello, gli amici e il mondo del ciclismo tutto hanno ricordato con affetto Michele Fanini, uno degli scopritori di talenti più bravo in assoluto, una persona amata per la sua bontà e disponibilità verso chiunque avesse bisogno. Ier è stata celebrata in sua memoeia una Messa al Santuario di Montenero: non una scelta casuale, visto che sia il padre Lorenzo che Michele stesso, infatti, era solito organizzare ogni anno ad Agosto una visita al Santuario, insieme a decine di appassionati e fedeli e alle loro famiglie. Tra l’altro Michele era solito inserire nelle testate delle bici di sua produzione l’immagine in alluminio della Madonna di Montenero.
Già la bicicletta, la sua passione, il suo grande amore, il mezzo che lui costruiva sapientemente e su misura per i suoi campioncini, gli stessi che alla fine gli hanno regalato ben 12 Campionati del Mondo; roba da guinnes dei primati. E se tutti i ciclisti, iridati o semplici amatori, hanno finito la strada (e i tubolari) per andarlo a trovare e ricevere anche solo un saluto o una pacca sulla spalla un motivo ci sarà. Non va dimenticata poi la volontà del Comune de Capannori, con in testa il Sindaco e presidente della provincia Luca Menesini, di volergli intitolare la pista ciclabile.
Parallelamente al ricordo di Michele prosegue anche la battaglia legale della famiglia che è ancora in causa con la struttura sanitaria dell’ospedale di Lucca per capire se ci sono responsabilità sull’improvvisa morte, avvenuta mentre Michele era in ospedale da alcuni giorni in attesa di una serie di controlli.
Se sei giá nostro utente esegui il login altrimenti registrati.