CYCLISSIME.COM. COLBRELLI: «LA CLASSICA PIU' AFFASCINANTE? IL FIANDRE»

PROFESSIONISTI | 29/01/2020 | 07:46
di Enrico Cavedine

Mancano poco meno di due mesi alla Milano-Sanremo e la preparazione per i corridori procede tra allenamenti, ritiri in altura, e le prime gare, nelle quali affineranno la condizione in vista delle grandi classiche di primavera.
Anche noi di cyclissime.com ci stiamo preparando ed iniziamo così la nostra marcia di avvicinamento proponendovi un’intervista ad un corridore italiano che dalle classiche è affascinato, le ha messe nel mirino, e quest’anno sarà lì a lottare per cercare di colpire il bersaglio grosso : parliamo del “Cobra”  Sonny Colbrelli.

Ciao Sonny! Come va? Come hai trascorso fino ad ora la pausa invernale?
«Procede tutto in grande tranquillità, senza nessun intoppo. Il Natale l’ho trascorso in famiglia, dal 26 dicembre sono andato ad allenarmi in Gran Canaria e dal quattro gennaio sono stato in ritiro ad Altea dalle parti di Valencia».


Come procede la preparazione e quando è prevista la prima gara?
«La preparazione sta procedendo molto bene, secondo il programma. Farò ancora un ritiro in altura al Teide ed il mio esordio stagionale è previsto in Andalusia dopo la metà di febbraio».


Negli anni ti sei affermato come un ottimo corridore nelle corse di un giorno. Alla nona stagione tra i professionisti  hai l’esperienza e i mezzi per arricchire il tuo palmares con una grande classica. Ti chiediamo di sceglierne una. Quale ti affascina in modo particolare?
«Da italiano sceglierei la Milano-Sanremo, ma la gara che mi piace di più è il Giro delle Fiandre».

Era la tua corsa dei sogni sin da bambino?
«Magari da bambino preferivo la Sanremo, ma poi ho scoperto le classiche del Nord e me ne sono innamorato».

Raccontaci Sonny, cosa hanno di speciale queste corse? Com’è correre in Belgio?
«E’ un’esperienza davvero affascinante. Tutto sa di ciclismo, l’atmosfera è coinvolgente e la gente è fantastica».

Nelle classiche del Nord hai ben figurato al Fiandre (decimo nel 2017) e alla Omloop Het Nieuwsblad  (ottavo nel 2018). Cosa ricordi del tuo debutto nella corsa dei muri?
«Nel 2017 ho fatto il debutto al Giro delle Fiandre ed ho chiuso in decima posizione. Pensa che quel giorno corsi con un dito del piede molto dolorante a causa di un piccolo incidente e non pensavo neanche di finire. Mi sarebbe piaciuto essere al 100%».

Tra i tuoi piazzamenti più prestigiosi ricordiamo il terzo posto all’Amstel del 2016. Quel giorno sul podio il tuo volto esprimeva una forte delusione. A distanza di quasi 4 anni prevale il rammarico o la colpevolezza di una grande prestazione?
«Tutti e due, anche se a distanza di qualche anno mi chiedo chi poteva prevedere un risultato così importante pur correndo con la Bardiani, una squadra professional».

Non hai ancora corso sulle pietre della Roubaix, hai voglia di misurarti anche su quel terreno?
«Prima o poi, mi piacerebbe provare anche se il calendario delle gare non favorisce questa scelta. Tra la Roubaix e l’Amstel, infatti, c’è solo una settimana ma se uno vuole fare bene in Olanda ha solo una settimana di riposo dopo Roubaix, è troppo poco».

Noi di cyclissime.com premiamo ogni anno il ciclista che ottiene i migliori risultati in 11 delle più importanti classiche della stagione. Nella stagione 2019 ha vinto Jakob Fuglsang davanti ad Alaphilippe e Naesen. Chi è a secondo te il favorito quest’anno e chi vedi come futuro dominatore delle classiche per le stagioni a venire?
«Per il 2020 e per le prossime stagioni faccio tre nomi “sicuri”: Alaphilippe, Evenepoel e Van Der Poel».

Non ci resta che ringraziare Sonny ed augurargli il meglio per un fantastico 2020.



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