Fondazione Pantani: ma dove è il rispetto per Fois?
| 29/03/2008 | 00:00 »E' morto un uomo, nella sua casa, per cause ancora tutte da
accertare. Eppure s'è già fatta l'autopsia, si sono già spiegati i perché, si sono già trovati i colpevoli. I verdetti vengono dai facili
censori e dai perbenisti di facciata, conditi di quella ipocrisia fastidiosa che, invece di rispettare sinceramente un lutto, ne
trae spunto per coltivare le proprie teorie».
Così la Fondazione Marco Pantani si esprime sulla vicenda di Valentino Fois, l'ex ciclista bergamasco trovato morto ieri a 38 anni nella sua abitazione per un malore, le cui cause dovrebbero essere precisate dall'autopsia di lunedì.
«Caso Fois: coacervo di ipocrisie e distorsioni...» è il titolo del comunicato che sottolinea come «ancora una volta, la morte di un ciclista o ex ciclista sia, per certa stampa, l'occasione per richiamare al doping ed ai suoi pretesi effetti, in termini
generici e demagogici». Critiche a quella stampa che «si spinge ad 'impreziosire' la notizia, accostandola senza ragioni (posto che le sole riconoscibili, quelle del passato sportivo, sono passate in silenzio) a Marco Pantani».
«Valentino era amico di Marco, per i sei mesi di militanza nel medesimo sodalizio sportivo - si legge ancora - ed è quanto
basta per ricondurre ad unità i due episodi e trarre conclusioni semplicistiche e forzate, aberranti ed offensive per i due
interessati, le loro famiglie, la gente che li ha amati e ha fatto il tifo per loro».
La Fondazione si rivolge anche all'Associazione Ciclisti Professionisti, perché «la continua invadenza della stampa in
questo sport e verso i suoi atleti - per far passare l'equazione ciclismo uguale delinquenza e marciume - trovi una risposta
compatta, chiara e forte a difesa di questo sport e di chi lo pratica, assumendo finalmente iniziative serie ed anche di grande
impatto verso l'opinione pubblica». A conclusione, «la famiglia Pantani, contrariamente a quanto scritto in taluni giornali di
oggi 29 marzo, dichiara di non aver mai querelato Valentino Fois» e annuncia di riservarsi eventuali azioni legali «di fronte
alle tante falsita' presenti nella stampa odierna e coinvolgenti Marco e la sua memoria».
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