| 23/03/2008 | 00:00 «È stata una fatica, ma che bello correre tra due ali di folla. Alla fine posso dire quasi di essermi divertito, lo sforzo è stato ripagato»: con queste parole il ravennate Filippo Savini commenta i suoi 250 km di fuga nella 99esima edizione della Milano-Sanremo (in compagnia di altri tre atleti).
Partita al km 22, l'azione dei quattro battistrada ha visto il suo vantaggio massimo al km 92, mentre Savini vinceva il traguardo volante di Novi Ligure: 16'08" sul gruppo, che da quel momento in poi ha iniziato a rosicchiare secondi, e poi minuti, agli stanchi attaccanti di giornata. Savini è stato il primo a scollinare sulla nuova erta della Milano-Sanremo, Le Mànie: «Una salita impegnativa, con un imbocco molto stretto e dei tratti molto duri. In salita c'era tanta gente, e questo mi ha emozionato da un lato, ma mi ha dato anche molta grinta. Quando si fanno 250 km di fuga si fatica anche se si va a 2 km/h, perché il vento che si prende in viso è tanto, ma sono contento di essere riuscito ad arrivare almeno all'imbocco della Cipressa in testa», conclude il giovane rappresentante della CSF Group-Navigare, già vittorioso durante la stagione durante il Tour de Langkawi, dove vinse l'8a tappa in solitaria (con arrivo in salita) e si aggiudicò la classifica finale di miglior scalatore.
Soddisfatto anche Roberto Reverberi, anche se nel finale forse è mancato qualcosina: «Il bilancio di oggi è positivo. Volevamo ben figurare e ci siamo riusciti. Peccato che Sella abbia preso il Poggio un po' troppo indietro come posizioni perché, per quello che si era visto alla Tirreno-Adriatico, la gamba per stare coi migliori ce l'avrebbe avuta. Maxi Richeze è stato bravo a restare nel gruppo immediatamente dietro, con Petacchi e gli altri, e il suo 23esimo posto è comunque positivo, visto lo svolgimento della gara».
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