A FINE STAGIONE LA VIRTU DI RIIS CHIUDE I BATTENTI, LA BASTIANELLI CERCA SQUADRA

DONNE | 26/06/2019 | 10:49
di Guido La Marca

È uno dei fiori all’occhiello del ciclismo femminile, un team di alto livello che è stato preso a modello, ma alla fine della stagione chiuderà. A darne notizia è la capitana, la campionessa d’Europa in carica nonché ex iridata (Stoccarda 2007, ndr) Marta Bastianelli, che questa mattina ha concesso un’intervista a Ciro Scognamiglio su La Gazzetta dello Sport nella quale ha raccontato che a fine stagione la Virtu, la formazione pensata, voluta e messa assieme da Bjrane Riis chiuderà i battenti.


Momento difficile per Marta, che è alle prese con una fastidiosissima tendinite al vasto mediale del ginocchio destro «probabilmente dovuta ai carichi di lavoro» che terrà fuori Marta anche dal Giro d’Italia, che scatterà venerdì 5 luglio da Cassano Spinola (Al) «Meglio pensare a preparare bene gli obiettivi di agosto e soprattutto di settembre, perché c’è un Mondiale adatto alle mie caratteristiche», dice l’atleta che fa parte della Fiamme Azzurre.


«La Virtu, la mia squadra di club, chiude a fine stagione per problemi economici – ha spiegato a Scognamiglio Marta -. Il team manager Bjarne Riis lo ha confermato pure a noi. Davvero un peccato, io a questo progetto credevo al punto di avere firmato un contratto biennale, quindi anche per il 2020. Da adesso in poi dovrò impegnarmi per trovare un’altra soluzione per una stagione, la prossima, cruciale considerando che ci sarà l’Olimpiade di Tokyo».

In organico, il team danese conta 14 atlete di cui tre italiane: oltre alla Bastianelli, ci sono Barbara Guarischi e la 21enne Sofia Bertizzolo, che è una delle nostre giovani più promettenti.

Dal canto suo Riis non può far altro che confermare la notizia: «Speravamo di potere continuare — ha detto il team manager alla televisione danese —, ma sono davvero dispiaciuto di essere costretto a dire che non sarà così. Semplicemente, ci mancano sponsor e non possiamo continuare ad autofinanziarci».

Si parla di un conto debitorio importante. Le perdite sfiorerebbero i 19 milioni di corone danesi, pari a quasi 2 milioni e mezzo di euro.

 

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