GIARDINI APERTI. OSS, LA ROUBAIX E UN CICLISMO GRUNGE

PROFESSIONISTI | 14/04/2019 | 07:56
di Alessandra Giardini

C’è un corridore italiano che ha vinto le ultime due Roubaix. Come? Cosa? Sicuro, è italiano, e ha vinto le ultime due Roubaix, arrivando a braccia alzate. Perché aveva saputo dalla radio della vittoria del suo capitano. Nel 2017, quando correva per la Bmc e il suo capitano era Greg Van Avermaet. E un anno fa, quando ha ritrovato Peter Sagan alla Bora e lo ha accompagnato nella sua impresa. Anche oggi partiranno assieme per l’inferno del nord. Lui si chiama Daniel Oss, è nato in Valsugana ma vive a Torbole, sul Garda. Quando non è in giro per il mondo a correre in bicicletta, cioè abbastanza di rado. Se avete in mente il corridore classico, ascetico e tendenzialmente anoressico, Oss è una felice anomalia. 


Si definisce un ciclista professionista grunge. Sarebbe?


«Grunge è l’aggettivo che più mi rispecchia. Vorrei trasmettere una connessione con la musica, un certo tipo di stile. Sono cresciuto con il punk, il rock, il grunge. Si vede anche dal mio aspetto, immagino. Amo la musica che viene dai garage, il suono sporco, non preciso, mai definitivo. Mi piacciono le sfaccettature, a volte anche un errore può essere figo».

Però è un corridore.

«Un po’ stufo dell’immagine eroica, di tutto quello che si definisce d’altri tempi. Il corridore che va a dormire presto e mangia il giusto mi intristisce un po’. Posso essere professionale anche se mangio una cioccolata o se decido di bermi una birra ogni tanto».

Cerco di correre da teppista e con cafoneria dal 2009: lo ha scritto lei.

«Ogni tanto sono ispirato, non sempre. Scrivere non è la cosa che mi viene più naturale, però mi piace sdrammatizzare».

Non a tutti i suoi colleghi. 

«Io posso permettermelo, se sei un campione hai l’obbligo di fare molte cose in più, di essere più attento. Soprattutto per gli scalatori, per quelli che devono vincere i grandi giri, è più difficile far uscire una certa personalità. Fanno una vita molto sacrificata».

Vincere ed essere un’anomalia è impossibile?

«Beh no. C’è Peter. Sagan per me rappresenta il perfetto stereotipo del ciclista moderno. Però lui è un genio, lui è sopra le parti. Peter non si limita vincere, dà qualcosa in più a tutti. Agli spettatori, ai giornalisti. Ha personalità, carisma. E’ emozionante. Non c’entrano le vittorie, quelle sono quasi uguali per tutti».

Voi avete corso assieme anche da ragazzi. Lo ha trovato cambiato?

«No, mai, Peter è così come lo vedi, quella è la figata. La popolarità ti fa cambiare, incontrare ogni giorno cento persone che vogliono farsi una foto con te pesa, e lui questo deve metabolizzarlo ogni giorno. Ma dà qualcosa in più anche quando perde, è un esempio per i giovani. Sagan ha cambiato il ciclismo. Ha tirato una riga: dopo di lui il ciclismo è diventato contemporaneo».

Ha detto di avere un solo rimpianto.

«Ero al mio quinto Tour de France, volevo fermarmi a bere una birra in uno stand di tifosi lungo l’Alpe d’Huez. Non l’ho fatto e ancora oggi ci penso».

Lei è un gregario. Non c’è niente di più anacronistico del gregario in realtà.

«Quando ho cominciato a correre non lo sapevo, vincevo sempre. Sogni di vincere, tanto, poi capisci i tuoi limiti, trovi un ruolo. Alla fine non ho rimpianti, so che vincere un Fiandre è difficile».

E il Fiandre la corsa più corsa di tutte?

«Per un sacco di cose: chi arriva nei primi cinquanta è un eroe, e chi fa certi tempi su quei muri è degno del massimo rispetto, è la corsa dove chi vince è il più grande. E poi è l’ambiente, sono tutti fuori di testa, un popolo intero che impazzisce per un evento enorme, forse capita solo con la maratona di New York. Dovresti vedere come ti guardano i bambini».

E la Roubaix? Questa è la decima per lei. 

«Una volta ero mezzo malato, non volevo neanche correre. Ogni anno è diverso, all’inizio era un’emozione più violenta, ora me la tengo abbastanza dentro, sono più analitico. La mattina sono già nel mio tunnel: la colazione, il numero da attaccare, le scarpe, salire sul bus, l’ultimo ripasso dei tratti pavé, è una cosa più professionale. Poi quando si corre è diverso, anche l’anno scorso l’emozione è esplosa quando ho sentito che Peter aveva vinto. Il mio ruolo è importante, ma non solo in corsa, anche per farci due risate a cena, per un consiglio in più. Siamo in connessione, si parte con l’idea che sarà una giornata dura, sai che arriverai morto, che darai tutto, che dovrai difendere e attaccare».

Ha detto che gode ad allenarsi: è matto?

«Ero ubriaco forse... No, dai, alla fine mi piace allenarmi, apprezzo anche l’aspetto tecnologico, i watt, i record».

E questa storia della propensione all’imprenditoria?

«E’ vera. Ho sempre visto il ciclismo come una parte della vita, so che non sarà per sempre, non so se sarà il mio futuro. Per cui leggo libri, forum, leggo Il Sole 24 Ore e mi piace. Qualche anno fa con una società ho costruito dei villaggi turistici a Zanzibar, stiamo lavorando bene».

Poi c’è il #justride.

«Un giorno ero stanco di pedalare e di fare gare, quindi ho deciso di cambiare, di pedalare solo per me stesso. Dopo il Giro d’Italia mi sono organizzato e mi sono inventato un altro mezzo Giro d’Italia. Che poi è una mezza vacanza, un modo di prendersi una pausa per ritrovarsi, per ricaricarsi, per ritrovare quello che ti piaceva da bambino. Musica a manetta, bicicletta, un gattino di pelouche e tanti incontri lungo la strada».

La musica che posto ha?

«Mi fa compagnia, alle medie avevo preso lezioni di basso poi l’avevo venduto. Da due o tre anni ho ripreso, ma da autodidatta. Non sono bravo».

Scommetto che ha i vinili.

«Non sono fissato ma li apprezzo. Il fruscio ha il suo fascino».

Quando si allena ascolta la musica?

«Quando sono in una zona sicura sì, con una sola cuffietta. Se piove ascolto roba pesante, così capisco che c’è qualcuno che è messo peggio di me, se c’è il sole invece va bene tutto, anche i Beach Boys».

Sagan canta anche in corsa, è vero?

«Più che altro parla, veramente non sta mai zitto. Ma fa bene, alle fine le corse sono noiose, lui ci tiene allegri».
 
dal Corriere dello Sport - Stadio
 
Copyright © TBW
COMMENTI
Troppo rock
14 aprile 2019 08:37 Randagio
Daniel Oss sei la vera rockstar del ciclismo,ti ammiro e ti stimo molto e inoltre in ciò che fai sei uno dei migliori ma come sempre chi lavora di sacrificio per le vittorie dei capitani non viene mai apprezzato come dovrebbe.Un vero loser,come le più grandi rockstar della musica
Semplicemente unico,e GRANDE!

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Dopo aver scritto pagine importanti del ciclismo italiano negli ultimi anni, la Libertas Ceresetto torna protagonista nell'organizzazione di un grande evento tricolore. Domenica 28 giugno Pordenone ospiterà infatti il Campionato Italiano Donne Elite e Under 23. Questa manifestazione, per la quale...


Attraverso la stampa belga che ieri al Giro di Svizzera ha ascoltato alcuni dirigenti della Visma-Lease a Bike, arrivano nuove notizie su Wout van  Aert. Il belga anche se con rammarico, guarda già avanti e, dovendo saltare anche i campionati...


Se la Tripla Corona ce l'hanno solo 8 corridori nella storia del ciclismo, si dovrebbe forse istituire la statistica della tripla corona dei gregari: coloro che, da compagni di squadra, hanno aiutato i capitani a vincere tutti e tre i...


L'inizio di stagione di Kimberley Le Court Pienaar è stato tutt'altro che semplice e sicuramente l'opposto di quello che si aspettava. La caduta la Sanremo, ma soprattutto al Fiandre l'hanno messa fuori gioco per oltre due mesi costringendola a seguire...


E sarà un’ altra volta il ‘Campania’, non fittizio non amatoriale non secondario, il Giro della Campania - di ciclismo, manco a dirlo - che invaderà senza colpo ferire le strade della nostra regione domenica 20 settembre. Corrente anno, il...


Si preannuncia una tappa per cuori forti, la numero 5 del Giro Next Gen: partenza e arrivo a Bacoli, 139 chilometri nel cuore dei Campi Flegrei con la salita del Monte di Procida da affrontare 8 volte con l'ultimo scollinamento...


Roma città eterna, Roma città aperta, ma anche verde. Tutte le strade portano a Roma, ma partono anche da Roma. Vacanze romane, purché in bicicletta. Romano Puglisi ribadisce la sua dedizione e devozione a Roma con una nuova e arricchita...


Aerodinamica, da endurance e…da scalatore. Ebbene sì, le bici super leggere sono un prodotto iper attuale e a dimostrarlo ci pensa  la bellissima Look Cycle 785 Huex RS, una bici completa da soli 6, 6kg. Carbonio ad alto modulo, fibre di...


Il successo di Isaac Del Toro al Tour Auvergne-Rhône-Alpes e il giro di Svizzera partito da poche ore ma, soprattutto, l’attesa dell’Abruzzo per le due tappe conclusive del Giro d’Italia Next Gen al centro del quindicesimo appuntamento con Velò, la...


Torna questa sera alle 20.30 sulle frequenze di Teletutto l'appuntamento con Ciclismo Oggi, lo storico appuntamento dedicato al mondo delle due ruote. Una puntata davvero interessante che si divide tra agonismo e approfondimento tecnico. Ad aprire la puntata saranno le immagini degli Juniores...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra