CHIAPPUCCI E IL FANGO DI NATALE

INTERVISTA | 25/12/2018 | 07:45
di Carlo Malvestio

Claudio Chiappucci ha passato gran parte dei Natale da corridore sul fango dei tracciati ciclocrossistici. Per lui, che era considerato uno stakanovista del gruppo, non esistevano infatti pause invernali o break dalle corse. Sceso dalla bicicletta da strada, prendeva quella per lo sterrato e cominciava a girare l’Europa, continuando a gareggiare appena se ne presentava l’occasione. Niente panettoni o pandori, quindi, e neanche alberi di Natale o regali, solo polvere, sterrato, ruote grasse e competizione.


Tutto ciò non perché fosse obbligato, ma perché stare in sella ad una bicicletta, di qualsiasi tipo, valeva più di un qualsiasi regalo natalizio. E sia chiaro, “El Diablo” non correva solo per fare presenza, ma cercava sempre di lasciare la propria firma, proprio come faceva al Giro d’Italia o Tour de France. Dal 1990 al 1994 (escluso il 1991) conclude sempre in Top 10 la classifica generale della Coppa del Mondo di ciclocross; la preparazione ideale per ripartire più motivato che mai per una nuova stagione su strada.


«La mia famiglia era abituata a dover festeggiare il Natale senza di me - spiega Chiappucci -. Il mio mestiere era quello di correre e il ciclocross mi piaceva troppo. Correvo 12 mesi su 12 e negli anni ’90 era una cosa piuttosto insolita. Soprattutto dalla Francia ricevevo moltissimi inviti per partecipare alle corse: per rispetto di tutti quei tifosi che magari mi avevano supportato durante l’anno su strada, non potevo dire di no».

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COMMENTI
Azz...
26 dicembre 2018 22:05 lele
..a collo è messo malino!

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