NIPPO FANTINI FAIZANE'. PELOSI: «ANNO CHIAVE PRIMA DI TOKYO 2020»

PROFESSIONISTI | 21/11/2018 | 18:30
di Giulia De Maio

È iniziata oggi da Asiago la stagione 2019 della NIPPO Vini Fantini Faizanè cicli De Rosa. Il team manager Francesco Pelosi ci svela le novità della formazione bluarancio per la prossima stagione e le ambizioni del progetto italo-giapponese che ha nel mirino i Giochi Olimpici di Tokyo 2020.


«Abbiamo terminato la stagione 2018 a Okinawa con la bellissima vittoria di Marangoni, una di quelle storie magiche che solo lo sport sa regalare. Dopo neanche due settimane eccoci già in ritiro. All'anno nuovo stiamo lavorando da tempo, tanto che il nostro roster di 17 atleti è noto. La grande novità a livello di sponsor è il salto di Faizanè, che avvicinatosi l'anno scorso al ciclismo da partner minore ora entra a far parte del nome della squadra. Dovendo scegliere una location per il primo training camp abbiamo scelto Asiago, dove Faizanè è di casa, e il Veneto, terra in cui il ciclismo affonda le proprie radici e altri nostri sponsor fondamentali hanno la base. Questa sera faremo festa tutti insieme. Il mese prossimo ci ritroveremo per altri 3 giorni a La Spezia e, a seguire, il grosso del lavoro in sella verrà svolto al caldo di Calpe in una decina di giorni di lavoro dopo l'Epifania».


Mentre sono in corso le prove materiali e i primi meeting tra staff e corridori, Pelosi aggiunge: «L'anno prossimo sarà molto importante per noi. Alla quinta stagione qualsiasi progetto ha dimostrato di avere basi solide ed è maturo per concretizzarsi in qualcosa di più, nello specifico per noi sarà l'ultimo anno completo prima del grande goal delle Olimpiadi 2020. Dobbiamo raccogliere i frutti degli ultimi quattro anni quindi sia aumentare i risultati di qualità sia la costanza. Già il 2018 ci ha premiato con il nono posto nel ranking europeo (grazie a 11 centri nel vecchio continente), che dimostra come il baricentro di tutta la squadra sia cresciuto. Abbiamo vinto in Italia e in Giappone, vogliamo continuare così e allo stesso tempo esplorare nuovi angoli del mondo, soprattutto per dare l'opportunità ai giovani di vincere e mettersi alla prova con un calendario alla loro portata. Colgo l'occasione, visto che avete tanti commentatori su tuttobiciweb, per sottolineare che la mission di una squadra professional è complicata perché è quella di lanciare i migliori giovani talenti, e noi scegliamo di farlo unendo a loro degli atleti che hanno esperienza come Santaromita ed altri che devono rilanciarsi come Canola, Lobato e Moser. Essendo un trampolino di lancio per i giovani e per chi potrebbe aver smarrito la propria strada è normale che non si può sempre vincere. Nel calcio esiste la Juventus ma c'è anche il Crotone e hanno pari dignità, anche se giocano in due modi diversi. Così deve essere anche nel ciclismo».

Cosa ha chiesto ai suoi corridori in vista dell'anno nuovo? «Di sfruttare al massimo la grande possibilità che hanno di correre in una realtà come questa. Per fare il grande salto nel World Tour ognuno di noi deve dare il 100%, lavorare da squadra, con la massima concentrazione ed eliminando le scuse. Ogni anno faccio vedere il discorso di Julio Velasco, il noto allenatore di pallavolo, che parla degli schiacciatori che invece di parlare della alzata la risolvono. Lo considero un esempio di come sia importante che interpretino lo sport i nostri ragazzi perché è troppo facile mascherarsi dietro alle scuse e ciò che fa la differenza è saper sempre come risolvere un problema per andare avanti al massimo delle proprie possibilità».

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COMMENTI
La storia del ciclismo
21 novembre 2018 23:00 vadoagile
siam tutti curiosi di conoscere la carriera sportiva di Frank Pelosi...

Vadoagile
22 novembre 2018 14:07 Farnese
Non comprendo la richiesta! Vorresti fosse dire che per essere un buon manager, devi essere stato un ciclista? Pelosi pur correndo in bici fino agli under 23, si è laureato ed ha avviato una sua azienda di grande successo. Forse per te è importante che ad amministrare i miei soldi sia uno che sa correre in bici, per me invece occorre una figura che sappia amministrare e gestire una azienda così come un team ciclistico professionistico. Se io come altri sponsor decidiamo ogni anno di dargli i nostri soldi, vita dire che lo riteniamo idoneo, se poi tu vuoi candidarti e speri di dimostrarci di saperlo fare meglio, manda pure il tuo C.V., noi siamo sempre per la meritocrazia.

Caro Dott. Farnese
23 novembre 2018 02:10 FrancoPersico
Caro Dott. Farnese, non mi sembra poi sia un team che fa della meritocrazia la sua arma sportiva. Andiamo ad intervistare i tanti ragazzi che sono passati da voi e che sono poi lasciati a spasso? Perchè? Semplice. Perchè non hanno sposato la meritocrazia del Sig. Pelosi. Racconti pure le sue idee ma la realtà raccontata non da uno ma da tanti, troppi ragazzi di voi delusi la dice lunga. Sono certo, metterei la mano sul fuoco, sulle sue sincere intenzioni e attenzioni per questo sport , ma ha riposto la sua fiducia senza la dovuta attenzione. Oppure semplicemente lascia gestire le relazioni a chi non ha esperienza. I giovani vanno seguiti, cresciuti. Mi spiace. Non mi trova d'accordo. Analizzi i nomi di tutti quelli passati in questi 5 anni da voi. i numeri parlano, tutto il resto sono parole al vento. Cordiali saluti.

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