I VOTI DI STAGI. BRAVO BEN BIS. KWIATKO VA, FABIO RESTA

VUELTA | 02/09/2018 | 18:52
di Pier Augusto Stagi

 


Ben KING. 10 lode. Una resistenza micidiale. Un testa a testa con Bauke Mollema rabbioso e sfinente, che premia l’americano di Capannori, che gestisce le forze, quelle rimaste, dopo una tappa tutta in fuga. Dei fuggitivi di mattina, quello messo meglio è il 29enne americano della Dimension Data (6'34''). Il Re, già vincitore ad Alfacar con arrivo in salita, è stato per diverso tempo maglia rossa virtuale, ma alla fine il premio c’è. Seconda vittoria in questa Vuelta, quinta in carriera. Una vittoria di assoluto peso e spessore. Bravo Ben bis.


Bauke MOLLEMA. 5,5. Ha una gran voglia. È giorni che va a caccia di una tappa, ma la troppa foga non è spesso buona consigliera. Dorme sonni profondi quando King e Mas guadagnano qualche metro, che poi diventano tanti, troppi. Lui scalpita, anche se la gamba nel finale non sembra quella dei giorni migliori, ma pare non sapere che in bicicletta sono tanti coloro i quali corrono non per inseguire un successo, ma solo per far perdere qualcuno: oggi tocca a lui.

Dylan TEUNS. 7. Il belga resiste al ritorno del gruppetto guidato da Lopez e Quintana. A denti stretti difende il suo podio, più che meritato, dopo una giornata tutt’altro che facile, trascorsa tutta in fuga.

Miguel Angel LOPEZ. 6,5. Si controllano tutti, ma nel finale sono in pochi a controllarlo. Parte e porta a casa qualche secondo. Non è molto, ma è sufficiente per far capire a tutti che lui c’è.

Nairo QUINTANA. 6,5. Sembra più sereno, rilassato, piacevolmente in equilibrio sulla sua bicicletta. Non ha il colpo del KO, ma in ogni caso la sua progressione fa male a tanti.

Wilko KELDERMAN. 6,5. Reattivo a prendere l’ultimo treno: arriva in orario.

Rigoberto URAN. 6. Se avesse disputato una crono iniziale migliore, oggi potrebbe essere messo ancora meglio, ma è dall’inizio che ve lo dico: i conti si faranno anche con questo vecchietto. 

Ion IZAGUIRRE. 5,5. Arriva con la lingua a penzoloni, perde 6” dal trenino di Lopez, Quintana e Kelderman, poca cosa, ma non è un buon segno.

Simon YATES. 6. La sufficienza solo perché va in maglia (per 1”), ma in una tappa come questa ero tra quelli che si attendeva qualcosa di più.

Alejandro VALVERDE. 5. Bene sta bene, ma in tappe così logoranti e ricche di salite, il murciano paga il conto. In questo caso non lascia però la mancia, ma la maglia.

Rudy MOLARD. 5. A inizio tappa ha un problema con lo scarpino, come Cenerentola. Poi arriva in ritardo, e la maglia si trasforma in zucca.

Michail KWIATKOWSKI. 4. Oggi paga più di un minuto. Tra i big di classifica è quello che lascia per strada più minuti di tutti. Comincia ad andare in riserva, e quando la spia si accende…

Fabio ARU. 5,5. Era un giorno molto importante per il nostro Fabio, una tappa nella quale ci si aspettava indicazioni di un certo tipo. Concede a Lopez, Quintana e Kelderman 40”: tantini, soprattutto per la quantità di corridori che lo precedono. Tutto da buttare? Assolutamente no, io resto convinto che Fabio più andrà avanti, più metterà a punto il suo diesel. In generale è 11° a 1’08”: classifica cortissima, e la Vuelta è davvero appena cominciata.

Rafal MAJKA. 7. Si sobbarca gran parte del lavoro in salita per Emanuel Buchmann. Mena le danze come pochi, e con lui in testa al gruppo, restano in pochissimi.

Luis Angel MATÈ. 7. Pronti via il leader della classifica scalatori va via. Il corridore della Cofidis vince sia il Gpm di Puerto del Pico, quello all'Alto de Gredos e anche quello di Puerto de Peña Negra: tre gran premi per una gran gara.

Javier GUILLEN. 8. È il direttore di corsa alla Vuelta, e decide di ritardare di qualche minuto (7 per la precisione) la partenza per consentire al tre volte campione del mondo Peter Sagan di cambiare ruota dopo una foratura. Ci sono i regolamenti, ma anche il buonsenso.

 

 

 

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COMMENTI
Mah
2 settembre 2018 20:11 Ruggero
Direttore, 5 a Valverde e 5,5 Aru ??? Mi dica cosa c'è da salvare nella prestazione di Fabio, sempre appeso ad un filo e puntualmente si stacca alla prima accelerazione.

Aru
2 settembre 2018 22:39 marcodlda
Temo che Fabio stia dimostrando il suo vero valore. Va bene direttore attaccarsi a qualcosa pur di difendere i nostri colori, ma negare l'evidenza... Ruggero ha ragione.

L'unico dubbio riguardante Aru
2 settembre 2018 23:09 pickett
Se colerà a picco nella seconda settimana o nella terza.Secondo me nella seconda.Per il prossimo anno credo che il suo ruolo + logico sia quello di gregario di Daniel Martin,come Basso con Contador.

@Ruggero
3 settembre 2018 00:40 FrancoPersico
Le rispondo per il direttore. C'è da salvare la faccia. La faccia di TTB. Meglio essere diplomatici e tenersi col cuore vicino al sardo. Semplice no.

Franco Persico
3 settembre 2018 08:53 Ruggero
C'è poco da salvare la faccia, non si sta facendo processi a nessuno, anche perchè sul divano davanti alla TV con patatine e birretta siamo tutti bravi, semplicemente parlano i fatti, Aru ora come ora non è presentabile, poi.......se sia finito o se sia un triennio no non sono sicuramente io a poterlo dire.

Ma..
3 settembre 2018 10:18 Legend
Tutti a pontificare ma intanto il voto dato ad Aru è 5,5, quindi non capisco cosa abbiate da lamentarvi!

Credo che..
3 settembre 2018 10:25 kuoto
sia arrivato il momento per il nostro Fabio di decidere cosa vuol fare da grande.. Io penso che potrebbe diventare un Gregario di lusso per qualche capitano di spessore.. Mi sento quasi in colpa nel dire ciò ma ho paura che la situazione è le prestazioni siano ben chiare.. E poi comunque sia tanti corridori vincenti ad un certo punto della carriera si sono trasformati per via di cali di prestazione in gregari insostituibili..

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