PORTOGALLO, CONDIZIONI ESTREME E FATTI INCREDIBILI

PROFESSIONISTI | 03/08/2018 | 18:08

Un'altra pagina nera di ciclismo è stata scritta ieri in Portogallo e portata alla luce oggi da Louis Bendixen, classe 1995, corridore danese del Team Coop. Ieri, al termine di una tappa caratterizzata da un caldo folle (temperature che i termometri delle ammiraglie hanno segnalato addirittura di 48 gradi), Bendixen è arrivato al traguardo praticamente disidratato. Sorteggiato per il controllo antidoping, è stato costretto a rimanere per ore senza cibo, ma sono con acqua. E quando è stato in grado finalmente di consegnare il suo campione di urina è letteralmente collassato. Ha trascorso la notte in ospedale dove è stato curato per gli effetti di un colpo di calore e di una insufficienza renale. E oggi ha twittato la sua storia (CLICCA QUI). Che ha dell'incredibile, vero presidente Lappertient?


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COMMENTI
buonsenso
3 agosto 2018 18:54 gianni
Nessuno sport arriva a questi estremi per combattere il doping, ma nella mentalità comune, il ciclismo continua ad essere lo sport del doping. Sarebbe ora di far sapere ai comuni mortali come stanno realmente le cose. Nel calcio un caso del genere non sarebbe pensabile.
saluti
Gianni Cometti

48 gradi
3 agosto 2018 21:00 pagnonce
Secondo me i medici dovevano intervenire prima della partenza e annullarla per temperature avverse,come lo dicono tutti i medici ,non esporsi al sole e non fare attività prolungate in orari con temperature super elevate .Meditate Medici Meditate.

Ma...
3 agosto 2018 21:58 rufus
Ma non c'era il protocollo per le condizioni meteo estreme? Ricordo la sua applicazione in alcune corse.

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