I VOTI DI STAGI. SAGAN E COLBRELLI STELLE CHE ILLUMINANO, LA VAR OSCURA

TOUR DE FRANCE | 08/07/2018 | 20:00
di Pier Augusto Stagi


Peter SAGAN. 10 e lode. Vince con una volata pazzesca, di testa, di gambe, di cuore, di tutto. Vince perché ha doti non comuni. Vince perché è un gatto, scaltro e veloce come pochi. Vince perché lo vuole fortemente, dopo aver perso ieri. Vince nel giorno in cui c’è un bresciano tosto e tenace che non si dà per vinto, e quindi vale sia per l’uno che per l’altro. Vince perché è la 9° volta che lo fa sulle strade del Tour, dove ha collezionato anche la bellezza di 19 secondi posti. Vince perché questo sprint vale doppio: tappa e maglia. E poi, prima di salire sul palco, va a consolare Fernando Gaviria, finito a terra a 2 km dal traguardo. E rivince.

Sonny COLBRELLI. 9. L’uomo della pioggia sembra una palla di fuoco. All’inizio è solo la lunga luce abbacinante incollata a Sagan, poi si fa sempre più grande e luminosa, fino ad accecarci: l’illusione è una speranza. Presto, però, si spegne. Ma che bella sconfitta. Che bella volata, piena di luce e potenza. Anche speranza.

Arnaud DEMARE. 5,5. Ci prova e dà l’impressione di potercela fare. Ma non fa i conti con una stella cometa,
e la sua coda.

André GREIPEL. 6,5. Ha i suoi anni, vorrebbero anche pensionarlo, visto che il prossimo 16 luglio taglierà
il traguardo dei 36 anni. Un quarto posto di sostanza, che in sostanza dicono una cosa sola: se lui è da
pensionare, gli altri dove li avviamo?

Alexander KRISTOFF. 5. Uno come lui, su questo traguardo che tende a tirare all’insù, poteva e doveva fare meglio. Ha il merito di restare davanti, con i big, ma ci arriva troppo lento.
 
Andrea PASQUALON. 7. È il suo primo piazzamento nella top ten di un Grande Giro, della più grande corsa del mondo. Per il corridore veneto è tanta roba.
 
Sylvain CHAVANEL. 9. Ha fretta e lancia la fuga subito, dopo soli 3 km. Altro che bagarre da Tour per prendere la fuga, in queste due prime giornate pronti via e la fuga va. Il 39enne transalpino che corre per la 18° volta la Grande Boucle, se ne va in compagnia di Dion Smith (Wanty Groupe Gobert) e Michael Gogl (Trek Segafredo). Poi tutto solo, verso la gloria e la storia. Per lui oggi c’era da onorare la 350° tappa del Tour. Se dovesse andare avanti, potrebbe arrivare a 366 e diventerebbe quello che nella storia della corsa ha fatto più giornate di gara. Al momento, a 365, c’è Joop Zoetemelk, vincitore di un Tour (1980) e sei volte secondo, tre volte quarto, con quindici partecipazioni al Tour tutte concluse. Per lui: 365 tappe disputate. È un record di tappe, non di tappi: questi sono giganti.
 
Lawson CRADDOCK. 8. Neanche una microfrattura alla scapola lo frena. Il 25enne americano della EF originario di Houston è ripartito questa mattina incurante di tutto. Tante botte molta gloria. Via social ha rassicurato parenti e amici. Poi ha reso noto il suo programma: «Una scapola rotta e alcuni punti non è certo il modo in cui avrei voluto iniziare LeTour, ma sono un texano e combatterò il più possibile per continuare. Donerò 100 dollari  all'AlkekVelodrome (si trova all'interno Cullen Park, fuori dalla città di Katy, Texas, e fu costruito nel 1986, ndr), per ogni tappa che riuscirò a concludere. Qualcuno si aggiunge?». Houston, Craddock ha un problema: sentite?
 
Tsgabu GRMAY. S.V. Ha iniziato a stare male ieri mattina, e oggi la sua condizione fisica è rapidamente peggiorata. Febbre alta e il caldo di oggi non ha certamente agevolato le cose allo sfortunatissimo 26enne etiope che corre in maglia Trek Segafredo.  È il primo ritirato del Tour: un titolo di cui avrebbe fatto volentieri a meno.
 
LA VAR. 2. Non ce ne voglia la Mitchelton-Scott, ma il rientro di Adam Yates dopo la caduta è semplicemente imbarazzante. È normale stare un po’ in scia, ma la sua dopo la seconda caduta in due giorni è stata non solo prolungata, ma indugiata e reiterata a più riprese. C’è la tivù, e in sala stampa abbiamo visto tutti. È probabile che anche da casa gli appassionati non siano rimasti indifferenti. Se nel momento in cui un corridore cade e il giudice deputato al Var da adesso in poi chiude entrambi gli occhi, a me va benissimo: basta che questo metro di giudizio sia utilizzato per tutti e per tutto il Tour.



Copyright © TBW
COMMENTI
il tour la corsa più bella....ma dove?1
9 luglio 2018 00:01 Achillebro
tutti col freno tirato a far partire le fughe al primo chilometro....chi se la ricorda la prima parte del giro? non è arrivata una fuga che è una....bagarre tutti i giorni e grande spettacolo...che opera pubblicitaria incredibile fa la ASO....

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Cinquantasette giorni dopo la caduta all’Exact Cross di Mol che gli è costata la frattura della caviglia, Wout van Aert tornerà finalmente a spillarsi il numero sulla schiena e ad inforcare la sua specialissima in una gara ufficiale. Il...


Gran colpo da finisseur del 20enne tulipano Jürgen Zomermaand. Sulle rive del Lago Kivu, l'olandese mette tutti nel sacco e fa suo il terzo atto del Tour du Rwanda, contraddistinto da un finale tambureggiante. Dalla bella azione del belga Marivoet...


Rudy Project, azienda italiana leader nella progettazione e produzione di caschi e occhiali sportivi ad alte prestazioni, annuncia un nuovo passo nel proprio sviluppo internazionale: da febbraio 2026, il brand ha acquisito l’intera proprietà di Rudy Project North America L.P.,...


Mancano due mesi ai Lazio Bike Days, due giorni di grande ciclismo per tutte le età nel cuore di Roma, che "conterranno" il 79° Gran Premio della Liberazione. Appuntamento con la storia, col presente e col futuro targato Terenzi Sport...


La prima tappa del 26° Tour Down Under andata in scena lo scorso 20 gennaio ha ufficialmente dato il la al calendario delle competizioni professionistiche su strada della stagione 2026 che nell’ultimo weekend, con le corse disputate tra Francia,...


In seguito all'inchiesta di Cyclingnews e dei tanti commenti che ha scatenato sulla gestione del caso Sram da parte dell'Unione Ciclistica Internazionale, Adam Hansen ha tenuto a spiegare al sito domestiquecycling.com la posizione dei corridori e le richieste degli stessi su...


Vinge ha già vinto il prologo del Giro 2026. Semplicemente decidendo di venirci. Arriverà in Bul­garia con la maglia rosa. Poi, strada facendo, cercherà di me­ritarsi anche l’ultima di Roma. Nel frattempo, da qui a maggio, gli spettano solo applausi...


Ivan Taccone, classe 2005, porta oggi nel ciclismo il nome del celebre nonno Vito, il “camoscio d’Abruzzo”, vincitore di otto tappe al Giro d’Italia e di un Giro di Lombardia. Corre per la Continental MG Kvis Costruzioni e Ambiente e...


Dovete affrontare un trail impegnativo con fondi variabili? Fango e terreno roccioso possono mettervi alle strette se non montate una gomma specifica, ma uno pneumatico tuttofare sa darvi velocità, sicurezza e trazione dove serve, esattamente come capita con i nuovi Rock...


Il trionfo di Isaac Del Toro all’UAE Tour 2026 è il primo di un ciclista non europeo nella breve storia di questa corsa. Il ventiduenne messicano è il più giovane tra i sei corridori che hanno scritto il proprio nome...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024