QUANDO SI DICE “LA PASSIONE DI UN POPOLO”: A MECHELEN LO STADIO È TUTTO PER WOUT

PROFESSIONISTI | 14/04/2026 | 08:35
di Francesca Monzone

Nel cuore di Mechelen, poco distante da Anversa, in una giornata che sembrava come tante altre, lo stadio del Yellow Red Koninklijke Voetbalclub Mechelen si è trasformato in qualcosa di completamente diverso. Non solo calcio, non solo cori e bandiere giallorosse: per qualche ora, tutto si è fermato per vedere Wout van Aert e il suo trionfo a Roubaix.


Poco importa se la squadra di casa era stata battuta 1-0 dall'Union Saint Gllloise perché rabbia e delusione hanno iniziato ben presto a lasciare il posto ad una strana eccitazione: i tifosi sono rimasti sugli spalti con gli occhi che dagli smartphone sono passati ai maxischermi. Il motivo? L’arrivo della leggendaria Parigi-Roubaix, una delle corse ciclistiche più dure e affascinanti al mondo. In pochi minuti, l’atmosfera è cambiata. I cori calcistici hanno lasciato spazio a un’attesa condivisa, quasi sospesa. I maxischermi dello stadio hanno iniziato a trasmettere le immagini della corsa aspettando l’idolo di casa: Wout van Aert.


Quando il suo nome ha iniziato a circolare tra la folla, lo stadio si è acceso di un entusiasmo diverso. Non importava più quale partita si fosse giocata, né il risultato sul campo: in quel momento, tutti erano uniti per sostenere un campione belga in una delle imprese più epiche del ciclismo.

Ogni accelerazione, ogni inquadratura che lo mostrava in testa o all’inseguimento veniva accompagnata da applausi, grida, incitamenti.

È stato un momento raro, quasi magico: uno stadio di calcio che si ferma, che si riconosce in uno sport diverso, che si unisce per celebrare la fatica, il coraggio e l’orgoglio nazionale. Un momento in cui le barriere tra discipline si dissolvono e resta solo la passione.

Quando la corsa ha raggiunto il suo epilogo, con Van Aert capace di battere Pogacar nel velodromo, sugli spalti si è levato un lungo applauso. Non importava com’era andata davvero: ciò che contava era aver condiviso quell’emozione collettiva.

Poi, in apparenza, tutto è tornato alla normalità. Ma qualcosa era cambiato. Perché in quello stadio il calcio aveva fatto spazio alla leggenda del ciclismo e tutti avevano pedalato idealmente insieme a Wout van Aert. Verso la vittoria.


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COMMENTI
Grande Wout
14 aprile 2026 10:36 frankie56
se li merita tutti, gli applausi della gente. Bella persona, atleta gigante. Non ha raccolto il dovuto, ma bellissimo il suo viso quando, dopo l'ennesimo episodio negativo, si ripresenta sulla line di partenza. il suo sorriso naturale, sicuramente celava un malessere interno, ma il sacrosanto sfogo dopo l'arrivo della Roubaix, ha compensato lui, e, per quanto mi riguarda, anche le pene subite nelle sue varie peripezie. Un esempio sportivo ed umano. Vai Wout. Non ti accontentare ora.

Italia
14 aprile 2026 10:46 Stef83
Come in Italia.....uguale uguale🤣🤣

Considerazione
14 aprile 2026 12:43 italia
In Italia il ciclismo e fortemente osteggiato; se avesse vinto la roubaix Ganna nel migliore dei casi il TG1 avrebbe dato la notizia come ultima con l'antifona ... e per finire ... storpiando il nome con una faccia da funerale del giornalista con un mini servizio di 9 secondi .... ; ancora mi brucia l'impresa di Pippo con il record dell'ora trasmessa con tra una partita di pallavolo ...

Stef
14 aprile 2026 13:15 Craven
1 italiano nei primi 50. Ma di cosa parliamo. Sport minore ormai.

Ottimo Van Aert
14 aprile 2026 14:42 apprendista passista
Meritatissimo il suo trionfo...per l'uomo, per le tante sfortune, per il corridore che è...chapeau

Craven
14 aprile 2026 16:18 Stef83
Si,ma un po' di memoria ce l'ho....e di Italiani di livello negli anni li abbiamo avuti!
Credi che in Italia sarebbe successo al pari di quello successo con Van Aert???(cosi va meglio la spiegazione?)😊

Stef
14 aprile 2026 17:36 Craven
Allora non ricordi di quando Pantani andava a San siro per il suo Milan e c'era il boato dello stadio (80000). Di Cipollini voluto da Baudo per aprire il festival di Sanremo. Cos'era quello? Anche noi eravamo pari ai belgi ma è stato spazzato via tutto.

Craven
14 aprile 2026 18:15 Buzz66
Perdonami, ma se scrivi una cosa simile è evidente che in Belgio non ci hai mai messo piede. Potrebbero anche passare 30 anni senza vincere Fiandre o Roubaix, ma non cambierebbe proprio nulla…la loro è passione vera, tramandata da padre in figlio, non certo infatuazione per il fuoriclasse. Vedi italiani con Tomba, Valentino Rossi, Sinner etc etc
Noi siamo calciofili e basta, purtroppo

Buzz
14 aprile 2026 22:29 Craven
Il ciclismo per 80 anni ha fatto prime pagine in Italia e parli di infatuazione da fuoriclasse. Va beh, conoscerai bene il Belgio ma ben poco l'Italia.

Craven
14 aprile 2026 22:44 Stef83
Mi dispiace,ma non c'è paragone proprio.....altra mentalità,altra cultura....

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