FASCINO ESTREMO

TUTTOBICI | 27/06/2018 | 08:00

Premessa. L’articolo che segue contiene una mas­sa sicuramente spropositata di riferimenti personali, alcuni dei quali pe­raltro già rifilati ai pazienti lettori in occasioni passate. Chi fosse interessato a questi riferimenti e alle loro diramazioni, e dunque volutamente vo­­lesse continuare nella lettura, è stato avvertito (segnalazioni di questo tipo appaiono spesso prima dell’inizio dei film porno, vedere per credere).


Dunque: in 65 (sessantacinqueeeee, aiuto) anni di giornalismo, cominciato quando non ero ancora maggiorenne, ho se­guito 25 Olimpiadi (record del mondo), 28 Giri d’Italia, 15 Tour de France, 6 Mon­dia­li di calcio, innumerevoli Mon­diali di atletica, sci, ciclismo strada e pista si capisce, nuoto, sci, automobilismo nel senso di Formula 1, boxe, tennis di Coppa Davis e persino un Mondiale di ping pong. Bypasso una infinità di classiche della bicicletta e di campionati europei di vari sport. Aggiungo il reportage da Ca­pe Canaveral e Houston nel 1969 per la conquista della Luna con l’Apollo 11, impresa spacciata da me su Tuttosport an­che come primato mondiale di salto in alto, e un viaggio in Cina nel 1966, quando gli italiani non potevano andarci per mancanza di relazioni fra i due paesi (riuscii ad avere una   sorta di carta di identità francese). Ci aggiungo, extrasport, un Biafra subito dopo la guerra civile con la Nigeria, occasione/pretesto sportivo i Gio­chi africani, ed alcuni festival di Sanremo da cronista di gossip e cose così. Sino alla noia magari stupidamente snob e alla paranoia.

E adesso sono felice e gar­rulo nell’età della me­moria fortunatamente buona, degli impegni sfortunatamente ridotti e però del­le sollecitazioni in aumento per raccontare (talora mi pa­ghicchiano anche, ne sono persino scandalizzato).


Bene, mi accorgo di due cose (fra tante altre, ma dico di co­se specifiche per questo articolo): 1) che quando racconto di ciclismo mi stanno ad ascoltare con attenzione e partecipazione, mi fanno domande anche attinenti e pazienza se spesso intriganti (arrivano specialmente dai non ciclofili); 2) che in fondo di tutto quello che non è ciclismo, che non nasce dal ciclismo o co­munque con esso si collega, mica ho tanto da ricordare, da raccontare, da proporre, da imporre all’attenzione o perlomeno alla curiosità.

Attenzione, non c’entra delle mie “vittime” l’età, non c’entra neppure il sesso, o il lavoro che fanno, o il censo che godono o patiscono, o la cultura sportiva ed extrasportiva, o la loro ignoranza globale di sport e non solo. C’entra il ciclismo nel senso del suo fascino, il ciclismo umanizzatissimo che la motorizzazione ha indirettamente esaltato, che l’ecologia del mondo e del bipede che lo popola ha evidenziato come soluzione o quantomeno rimedio a molti mali da in­quinamento, che l’estremizzazione di tanto, troppo sport, ha impreziosito  sottolineando implicitamente la semplicità del pedalare. Questo mentre lo sport estremo, per solcare oceani, scalare monti, discendere grotte, domare onde di acqua o di neve, volare alla Ica­ro da montagne e su mari, con sussidi tecnologici assai spinti o con assunzione di ri­schi assai grandi o con la deriva su acrobazie clownesche, lo sport estremo dicevamo ha creato casomai spazi nuovi di interesse, ma al ciclismo non solo non ha tolto nulla, ma ha garantito confini che fanno la diversità.

Attenzione ancora: quan­to ai miei interlocutori, nessuna morbosità nel chiedere, nel parlare di un certo ciclismo chiacchierato, tipo quello del doping, nessuna paternalistica attenzione concessa a poveri puzzapiedi fachiri della fatica, nes­suna considerazione dei guadagni che sono ridicoli di fronte a quelli di altri protagonisti dello sport. No, proprio la voglia di bere e mangiare storie, di trasformare in calorie di pensiero positivo il sen­so umile e fortissimo di uno sport di fatica. E così siamo tor­nati nei pressi del caro ci­clismo eroico: ma allora la fa­tica era la regola per vivere e sopravvivere, poi è subentrato il benessere, poi la tecnologia ha fornito all’uomo servizi enormi, e insomma la fatica di adesso è di grana fine, di caratura speciale, diversa, almeno nell’emisfero dei fortunati, fortunatamente non pochi.

P.s. Penso che an­che nel caso di scoperta di tan­ti motorini di “assistenza alla pedalata” nelle bici dei corridori il ciclismo sopravviverebbe in questa dimensione uma­na e intanto fantastica, e in­somma nel mio piccolo continuerebbero a chiedermi e io a sciorinare il mio bla-bla-bla. Penso, ma spero che non ac­cada, nel senso che non ci sia quella scoperta che farebbe oscenamente felice, come lo ha fatto la scoperta del doping fra i ciclisti, tanto altro sport.

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
La cosa che incuriosisce è l’assenza totale di video. È trascorsa una settimana e si fa fatica a trovare un documento chiaro e nitido, dove si veda il fattaccio. Domenica scorsa, nella diretta di Eurosport al momento del transito della...


Ha regalato emozioni e incertezza fino all’ultimo la 72ᵃ edizione del Région Pays de la Loire Tour. Promossa quest’anno a corsa .Pro, la breve corsa a tappe francese è stata conquistata infatti da Antoine L’Hote (Decathlon CMA CGM) che,...


Adattarsi alle superfici mantenendo reattività, precisione di guida e trasferimento di potenza a livelli di eccellenza è la sfida principale nello sviluppo delle ruote per il ciclismo. Una sfida che Ursus ha deciso di affrontare con una nuova piattaforma destinata...


La puntata di Velò andata in onda ieri sera su Rete8 è stata particolarmente interessante: si è parlato di Fiandre, di Roubaix, delle imprese di Pogacar,  di baby Seixas e di tanto altro ancora con Luciano Rabottini, Riccardo Magrini,  Silvio Martinello e Stefano Giuliani. Come...


L’esplosione di Paul Seixas è stata talmente clamorosa da creare un effetto destabilizzante per la sua stessa squadra, la Decathlon CMA CGM. Le voci sul futuro del team francese si rincorrono da mesi, così come quelle dell’interessamento di mezzo mondo...


Alla Parigi-Roubaix, il team Red Bull – BORA – hansgrohe non si limiterà a correre sul pavé, ma si impegnerà anche per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla Wings for Life World Run e sulla ricerca sulle lesioni del midollo spinale. Per...


È da molto che si parla di sicurezza, ma è anche vero che in questo 2026 per la prima volta si conoscono sistemi concreti che comprendono airbag per chi pedala su strada. A compiere un passo decisivo in questa direzione è Van...


Pinarello svela oggi un'edizione speciale della DOGMA F, una serie limitata a 101 pezzi creati appositamente per celebrare la sua prima collaborazione con Tissot. Dall’altra parte, l’iconico orologiaio svizzero ricambia il prestigioso gesto con il segnatempo Pinarello Special Edition, insomma, l’esclusività ha il...


Anche quest'anno tuttoBICI sarà sulla piattaforma del FantaGiro d’Italia con la sua lega. Vogliamo giocare insieme ai nostri lettori, mettendo in palio tre abbonamenti alla nostra storica rivista digitale! Come funziona? È molto semplice! - Iscriviti al Fanta Giro d’Italia...


Con le prove in linea di tutte le categorie, nella notte italiana si sono chiusi i Campionati Oceanici su strada 2026. Reinserita quest’anno in calendario dopo una stagione di assenza, la rassegna ha visto andare in scena il suo...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024