| 27/02/2008 | 00:00 Nella diatriba ai vertici del ciclismo mondiale scendono stavolta in campo i corridori attraverso un comunicato ufficiale emesso dal Cpa. Eccolo:
«La decisione presa da Aso di non organizzare la Paris - Nice sotto l'egida dell'Uci pone i corridori davanti ad un dilemma del quale sono incontestabilmente vittime e ostaggi.
Innegabilmente, i regolamenti in vigore devono essere rispettati da tutte le parti in causa e non possono essere cambiati in corso d'opera pena il rischio di grave instabilità del movimento.
D'altra parte, nessuno può contestare il fatto che i principali attori del ciclismo, vale a dire i corridori, sono costretti a sottostare alle scelte dei loro datori di lavoro, pena la perdita del lavoro stesso e dei compensi pattuiti.
Prima di tutto, i corridori tengono a sottolineare come il loro desiderio sia quello di svolgere il loro mestiere serenamente e nel pieno rispetto delle regole esistenti. I corridori, poi, sono profondamente choccati e stanchi per un conflitto politico che dura da troppo tempo: il degrado del movimento aumenta inarrestabile senza che ai corridori sia concessa alcuna possibilità di far cambiare il corso delle cose.
I corridori sperano ardentemente che il ciclismo torni ad essere lo sport che fa sognare i tifosi di tutto il mondo».
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