Il Premio Nestore a Bettini, Bastianelli e Pistorius

| 30/01/2008 | 00:00
Il Premio Nestore "abbraccia" Oscar Pistorius (nella foto con Pietro Mennea), e l'atleta sudafricano contraccambia. È stata un successo la Presentazione dell'edizione 2008 del Premio Nestore - ‘A braccia aperte', il riconoscimento assegnato a campioni, giornalisti e personaggi che, nell'ambito sportivo, hanno mostrato grande sensibilità nei confronti dei problemi sociali e una forte vocazione solidale. Presenti tantissime personalità del mondo sportivo internazionale come Luca Pancalli, Presidente dei Comitato Paralimpico, Pietro Mennea, il recordman storico dei 200 metri piani, Luigi Ferrajolo, Presidente dell'USSI, Gianfranco Chiacchieroni, sindaco di Marsciano e Roberto Bertini, Presidente dell'Associazione Premio Nestore, moderati dalla voce di Radio1 Rai Filippo Corsini. Nel corso della conferenza sono stati annunciati tutti i nomi dei vincitori della quindicesima edizione del premio promosso dal Comune di Marsciano (PG): per la categoria "atleta dell'anno" sono i campioni del mondo di ciclismo Paolo Bettini e Marta Bastianelli, per la categoria "giornalismo" sono Candido Cannavò ed Emanuela Audisio (presente oggi a Roma e autrice di un appassionante ritratto di Pistorius), infine per la categoria "premi speciali" sono Mons. Carlo Mazza, il curatore della trasmissione tv "Dribbling", Eugenio De Paoli ed, ovviamente, Oscar Pistorius, lo sprinter disabile sudafricano. Dopo i saluti del sindaco Chiacchieroni e del Presidente del Premio Nestore Bertini, è stata la volta di Luca Pancalli, che ha spiegato come "la partecipazione di Pistorius alle Olimpiadi di Pechino avrebbe fatto del bene a tutti i ragazzi disabili del mondo ed a qualche dirigente sportivo che avrebbe riscoperto la passione vera per il mondo dello sport. È paradossale che Oscar non possa neanche più partecipare alle Paraolimpiadi ed è assurdo che sia considerato avvantaggiato rispetto a coloro che non hanno problemi del genere. Se è vero che le sue protesi generano così tanti vantaggi - ha concluso Pancalli - basterebbe regolamentarne l'uso". "Lo sport è come un ascensore - ha esordito Pietro Mennea - tutti devono poterci salire sopra. Tutti noi che abbiamo praticato lo sport a certi livelli sappiamo quanto grandi siano i sacrifici da affrontare: sono certo che per Oscar i sacrifici siano ancora più pesanti e penso che i problemi dello sport non siano quelli rappresentati dalla condizione di Pistorius". Tante sono state le domande dei presenti per Pistorius, che ha gentilmente risposto a tutti spiegando che proprio "la possibilità di gareggiare al Golden Gala di Roma ha cambiato la mia situazione: l'interesse suscitato da quella gara è stata importante per tutto il movimento. Anche se io corro per me stesso, voglio continuare la mia battaglia per l'inclusione anche in tutte le competizioni locali e per tutte le persone che possono beneficiare in qualche modo delle mie azioni. Ringrazio veramente l'Italia - ha spiegato in conclusione - nessun paese del mondo mi è stato così vicino ed essere considerato in questo modo mi rende incredibilmente orgoglioso". Ha testimoniato la sua vicinanza all'atleta anche Gigi D'Onofrio, organizzatore del Golden Gala e primo sponsor del sudafricano: "Sono da sempre convinto del diritto di Oscar a competere con gli altri. Conoscevo già da tempo l'atleta e spero che la IAAF abbia modo di cambiare idea ed ascoltare i segnali che arrivano anche da manifestazioni come il Premio Nestore". Anche Roberto Ghiretti, presidente dell'omonimo studio di marketing, comunicazione e organizzazione dello sport, ha voluto esprimere la sua solidarietà a Pistorius: "Certi strappi che, come quello di Oscar, possono sembrare contrari all'etica sportiva, in realtà ne sono l'esaltazione".
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