Uci, ultimatum alle grandi federazioni

| 22/01/2008 | 00:00
La resa dei conti si avvicina e l'Uci risponde in maniera "pesante" alle federazioni che nei mesi scorsi hanno criticato il ProTour e invocato una nuova rotta per il ciclismo di alto livello. L'ultimatum dell'Uci è chiaro: Italia, Francia e le altre nazioni in questione rischiano l'esclusione dai Mondiali di ciclismo nel caso in cui non dovessero piegarsi alla volontà dell'Unione Ciclistica Internazionale circa l'assetto del Pro Tour. Lo ha detto il presidente dell'Uci, Pat McQuaid, in una lettera inviata lo scorso 15 gennaio alle federazioni nazionali di Italia, Francia, Austria, Belgio, Spagna e Lussemburgo. Il nodo centrale è relativo all'egida sulle tre grandi corse a tappe (Giro d'Italia, Tour de France e Vuelta di Spagna) e sulle principali competizioni organizzate dall'italiana Rcs Sport, dalla francese Aso e dalla spagnola Unipublic. Le federazioni allertate da McQuaid dovevano rispondere entro le 17 di ieri e nelle risposte arrivate sulla scrivania del presidente dell'Uci non sono stati registrati segnali di cedimento: le federazioni si sono infatte limitate a ribadire nuovamente la loro posizione, senza fornire risposte precise agli interrogativi sollevati dal presidente dell'Unione. Jean Pitallier, presidente della federciclo francese, intervistato dall'agenzia di stampa France Presse ha espresso rammarico per la decisione dell'Uci di «iscrivere d'autorità le prove di Aso, Rcs e Unipublic in un calendario deciso unilateralmente». Pitallier ha precisato di «rispettare» quanto scritto dall'Uci, e sottolineando come il punto di frattura risieda nel Pro Tour ha domandato una «tavola rotonda sul problema». Simile la posizione del presidente della federciclo italiana, Renato Di Rocco, che ha lamentato l'assenza di dialogo nella progettazione del Pro Tour. Le sei federazioni nazionali allertate da McQuaid sono preoccupate per le possibili sanzioni che potrebbero portare all'esclusione dai Mondiali. Pitallier ha respinto questa ipotesi, definendola «un modo indiretto di privare certe nazioni di un posto alle Olimpiadi». Questi temi dovrebbero essere discussi giovedì a Treviso in occasione della riunione del board dell'Uci, convocato in occasione dei Mondiali di ciclocross.
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