Il 2008 di Bennati parte dal Sudafrica

| 15/01/2008 | 00:00
Sarà il Sudafrica, il palcoscenico per il debutto in maglia Liquigas di Daniele Bennati. Una challange di 5 giorni, dal 2 al 7 febbraio, che sarà preceduta da un ritiro collegiale di circa dieci giorni. Un’occasione ideale per riprendere piano, piano confidenza con le ruote veloci del gruppo. Debutto sulle strade italiane pochi giorni più tardi, nella Tre Giorni della Provincia di Grosseto, l’inedita breve gara a tappe organizzata da Adriano Amici dal 15 al 17 febbraio. «L’apertura sarà per me un periodo cruciale - sottolinea il velocista aretino -. Se voglio essere competitivo alla Sanremo ed al Fiandre, sarà importante partire subito con il piede giusto». Quest’anno Bennati potrà finalmente essere al via del Giro d’Italia ma, per un atleta con le sue caratteristiche, i primi due mesi agonistici saranno fondamentali. L’avvicinamento alle prime due grandi classiche del calendario, proseguirà lontano dall’Italia: Vuelta Valenciana e Parigi-Nizza nell’ordine. Sanremo e Fiandre, due grandi appuntamenti nei quali Daniele non ha mai nascosto di puntare al risultato pieno. Lo scorso anno però, il Fiandre, al di là dei tatticismi di squadra, conseguenti all’allungo poi vittorioso di Alessandro Ballan, misero in mostra un Bennati davvero tonico, molto diverso da quello un po’ appannato, visto due settimane prima sul traguardo di Via Roma. «Alla Parigi-Nizza fui costretto al ritiro a causa di problemi gastro intestinali - ricorda il velocista della Liquigas -. Un virus fastidioso che ha influito poi sul mio rendimento alla Sanremo. Sulla Cipressa le sensazioni erano ancora buone, ma sul Poggio ero effettivamente un pochino appannato e non sono riuscito ad affrontare la discesa nelle migliori posizioni, compromettendo alla fine, lo sprint decisivo. Al Fiandre invece, ero riuscito a recuperare completamento. Quel giorno stavo davvero bene. Penso comunque di aver contribuito anch’io al successo di Alessandro». Ma quali, tra i due grandi appuntamenti, stuzzica maggiormente il cuore di Daniele? «Il Fiandre è una gara che mi ha sempre affascinato, forse la corsa che mi piace di più in assoluto. La Sanremo però, è la classica per eccellenza. La sua collocazione nel calendario, il suo itinerario verso il mare le attribuisce un qualcosa di magico. Difficile scegliere tra queste due grandi corse. L’importante sarà stare bene e alla fine, lasciare il segno». Roberto Sardelli
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