| 07/01/2008 | 00:00 Il braccio di ferro continua: la federciclismo spagnola ha ufficialmente comunicato all'Unione ciclistica internazionale la volontà di non riaprire il caso legato alla positivitià di Iban Mayo, rilevata lo scorso 24 luglio durante un controllo effettuato in una giornata di riposo dell'ultimo Tour de France. La positività all'Epo dell'ex-ciclista della Suanier Duval, ritenuta "illegibile" nelle controanalisi effettuate dal laboratorio antidoping di Gand (in Belgio), ma confermata dai nuovi test effettuati in Francia a Chatenay-Malabry, non era stata sanzionata dalla federazione spagnola, che ora si rifiuta di riaprire il caso in base all'esito delle nuove controanalisi "perché non si può giudicare il corridore due volte sugli stessi fatti". Lo ha spiegato Eugenio Bermudez, segretario generale della RFEC, in una lettera inviata all'Uci e firmata anche dall'ex-presidente dell'associazione professionisti, Jose Rodriguez, nella quale si stimano come "illegale" le seconde controanalisi effettuate dall'Uci. Rodriguez ha aggiunto che "la Spagna non darà spazio" ad una procedura "contraria ai principi della giustizia". La vicenda si risolverà quindi solo davanti al Tribunale per gli arbitrati sportivi di Losanna, al quale l'Uci si è già appellata dopo la non-decisione della federazione spagnola.
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