Casagrande: punto al Giro, ma il Pro Tour mi penalizza

| 05/12/2004 | 00:00
La nascita del Pro Tour, con le limitazioni alle formazioni non ammesse alle prove del circuito, rappresenta un serio ostacolo alle ambizioni di Francesco Casagrande atteso alla sua ultima stagione: ''Sento di poter puntare al podio del Giro ma il mio team Barloworld, non facendo parte delle 19 squadre del Pro Tour, non ha la certezza di partecipare''. E' quasi un appello quello che il corridore fiorentino rivolge agli organizzatori per non vanificare il suo unico vero obiettivo 2005: ''Ho scelto di proseguire soltanto perche' non mi va di ritirarmi con l'amarezza di non essere ancora una volta protagonista al Giro''. La grande corsa a tappe italiana ha riservato tante delusioni a Casagrande che sul Pro Tour ha proseguito: ''L'UCI doveva congegnarlo con un tetto di appena dieci squadre: offrendo la licenza per quattro anni a un numero doppio di formazioni si impedisce ai club minori di crescere con l'automatica fuga degli sponsor. Anche la funzione di vivaio dei piccoli team ne risulta vanificata ed e' un peccato perche' sono i primi a scoprire i grandi corridori''. Reduce da due settimane di vacanze alle Maldive, Casagrande ha ripreso da dieci giorni allenamenti blandi di un paio d'ore: ''Nel cammino di avvicinamento al Giro vorrei vincere un paio di corse. Esordiro' a meta' febbraio ma non potro' inserire in programma, sempre per ragioni di Pro Tour, neanche la Liegi-Bastogne-Liegi e la Freccia Vallone, gare che fanno per me. Il percorso del Giro e' adattissimo ai miei mezzi e ritengo che al via si presentera' un bel lotto di pretendenti al successo con Cunego, Basso, Simoni e Savoldelli''. Verso Cunego, nuovo fenomeno del ciclismo internazionale, Casagrande dispensa elogi ma avverte: ''Quando passammo al professionismo io, Bartoli, Pantani, Simoni e Rebellin si crearono subito belle sfide tra tanti corridori vincenti nati all'inizio degli anni Settanta: accanto a Damiano non vedo invece altri primattori''.
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