| 27/07/2007 | 00:00 Nella storia del Tour de France, l’edizione del 1975 fu una delle più appassionanti. Alla partenza da Charleroi, il debuttante Francesco Moser aveva beffato il grande Eddy Merckx al quale il popolo del Belgio chiedeva non solo di vincere un sesto Tour ma di farlo dominando. Ma il Cannibale aveva dovuto aspettare una settimana e la crono di St-Jean-de-Monts, sull’Atlantico, per riprendere la maglia gialla al trentino che, l’indomani, vinse la tappa di Angoulême grazie a una fuga nella quale erano presenti quasi tutti i grandi, anche se il futuro vincitore Bernard Thévenet era rimasto senza gregari.
Angoulême è conosciuta per ospitare ogni anno il festival del fumetto. Da un paio d’anni voleva riavere il Tour ed ora la sua ambizione è ripagata addirittura da due arrivi di tappa. Alla vigilia dell’ultima crono, la tappa che parte da Cahors, prefettura del Lot e centro di gastronomia francese, dovrebbe essere favorevole, come la precedente, ai corridori che nulla hanno da dire in classifica generale.
Al via, in Dordogna, il percorso è abbastanza ondulato e già dalle prime salite potrebbe partire la fuga giusta. Solo nell’ultimo terzo della tappa la strada si farà pianeggiante e si potrà andare a 50km all’ora: a quel punto toccherà alle squadre dei velocisti, se qualcuno di loro avrà ancora energie.
da Guida al Tour
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