Doping in Germania: anche il CIO aprirà un'inchiesta

| 30/05/2007 | 00:00
Il Cio ha espresso oggi il «disappunto» per le recenti ammissioni dei ciclisti dell’ex-Team Telekom ed ha manifestato tutta la propria «determinazione» per cercare di capire «quale impatto lo scandalo doping esploso in Germania possa avere avuto sulle Olimpiadi». Il Cio ha la facoltà di togliere medaglie olimpiche ad atleti che abbiano fatto uso di doping entro otto anni dall’evento. Sotto esame da parte del Cio potrebbe finire particolarmente la posizione del tedesco Jan Ullrich, vincitore del Tour de France del 1997, ma, soprattutto, medaglia d’oro nella prova in linea ad argento a cronometro alle Olimpiadi di Sydney 2000. Implicato nella Operacion Puerto spagnola, Ullrich, il cui sangue è stato dimostrato essere stato conservato in una sacca dal professor Eufemiano Fuentes, ha comunque sempre negato di essersi mai dopato. I suoi ex-compagni di squadra, Zabel, Rolf Aldag e Christian Henn, hanno invece ammesso di avere assunto Epo negli anni ’90, quando alla Telekom lavoravano i medici a loro volta sospesi dall’Università della clinica di Friburgo, Lothar Heinrich e Andreas Schmid. Henn vinse la medaglia d’oro nella prova in linea alle Olimpiadi di Seoul 1988. E sempre la scorsa settimana, anche il medico della nazionale olimpica tedesca, Georg Huber, ha ammesso di avere somministrato sostanze dopanti ai ciclisti dal 1980. Huber, che con la Germania ha seguito sei Olimpiadi, è stato sospeso dalle autorità ciclistiche nazionali. La commissione del Cio che dovrà indagare sulla vicenda sarà presieduta dall’avvocato svizzero e membro dell’esecutivo Denis Oswald; gli altri due membri saranno l’ex-astista sovietico (poi ucraino) Sergei Bubka e la svedese Gunilla Lindberg, vice-presidente del comitato olimpico svedese.
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