APPENNINO, L'ARTE DI GNECCO RICORDA SCARPONI

PROFESSIONISTI | 14/04/2018 | 08:02
Sarà il quadro dell'artista Angelo Gnecco a testimoniare l'affetto degli sportivi liguri nei confronti dell'indimenticabile campione di Filottrano. L'opera verrà consegnata al vincitore della classifica relativa al Gpm. Gnecco è un bravo pittore, ma soprattutto un ex ciclista. Negli anni Sessanta ha percorso la canonica fila, esordiente, allievo e infine dilettante, ha persino portato a casa qualche buon risultato.

Però la regola del ciclismo, allora ancora più che adesso, è ferrea, o sfondi oppure vai a lavorare. La passione resta, così lo ritroviamo un decennio dopo nelle vesti di organizzatore nelle file dell'Enal Dace. Crea nuove società, la “Quinto al Mare” esiste tutt'ora, ma soprattutto organizza tante manifestazioni, sono tempi diversi, rispetto ai giorni nostri, la Questura non crea problemi agli organizzatori, basta una carta bollata e il gioco è fatto.

Nasce così il “Giro della Liguria” quello che diventerà una dei principali appuntamenti del mondo amatoriale. Intanto i tempi cambiano, organizzare corse è sempre più difficile, come se non bastasse una caduta avvenuta nell'ultima tappa di un'edizione del “Giro della Liguria” trascina gli organizzatori nelle aule del tribunale. Ne usciranno senza conseguenze, ma la passione comincia a scemare. Intanto ha raggiunto l'età pensionabile, gli anni in cui in pista, nella categoria esordienti, aveva vinto il campionato ligure della velocità sono lontani. Costruisce modellini di barche in legno, ne realizza un migliaio, poi passa alla pittura. I suoi quadri hanno una caratteristica, ripropongono le tipiche case genovesi di un tempo, attaccate tra di loro, quasi per risparmiare. Trasferisce le case colorate persino sul alcune Fiat 500 con le quali scorrazza tra le vie della Superba. In ogni fine settimana potete trovarlo nel cuore di Genova, in via San Lorenzo, dove espone e dove è diventato un'attrazione turistica e culturale a costo zero.

 La passione per il ciclismo, seppur sopita, tiene ancora botta. La morte di Michele Scarponi colpisce lui come tutti gli sportivi. L'edizione di quest'anno del “Giro dell'Appennino” gli consente di effettuale l'ennesimo atto d'amore nei confronti del ciclismo, bravo Angelo hai ricordato nel migliore dei modi un altro angelo che troppo presto è volato in cielo.

Massimo Lagomarsino

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