Dopo aver ottenuto la sua prima vittoria nella seconda tappa della Volta Ao Algarve, il giovane Paul Seixas ha fatto un ulteriore salto in avanti, andando a vincere ieri la Faun Ardèche Classic. La sua è stata una vittoria entusiasmante, accolto da due ali di folla che attendevano finalmente la vittoria di un francese in patria. Il giovane lionese (19 anni) ha vinto in solitaria lasciandosi alle spalle corridori come Jan Christen arrivato secondo a 1’48”, seguito da Lenny Martinez e Matteo Jorgenson. «È stato incredibile, mi sentivo benissimo. Mi sono sentito davvero bene per tutto il giorno – Ha raccontato felice Seixas - In salita, ho dato il minimo indispensabile. E poi la squadra mi ha posizionato perfettamente ai piedi della salita di Saint-Romain-de-Lerps».
In gruppo, Seixas è uno dei corridori più giovani e dopo aver gareggiato lo scorso anno in alcune gare con la squadra World Tour, da quest’anno è un titolare a tutti gli effetti della Decathlon CMA GCM: dopo questo successo lo vedremo spesso con i gradi di capitano. «Dopo l'ottima partenza di Jordan (Labrosse), ho trovato un ritmo adatto a me. Le mie gambe erano davvero in forma, quindi potevo continuare a spingere. Quando ho visto che solo Jorgenson riusciva a starmi dietro nel tratto più ripido, ho pensato che sarebbe stato un po' complicato perché avevamo programmato di avere tre o cinque corridori alla mia ruota per poter lavorare insieme».
Nella testa di Paul Seixas sono stati tanti i pensieri, ma in modo rapido è riuscito a capire come gestire la parte decisiva della gara.
«Alla fine ho pensato che in una giornata davvero buona avrei potuto provare un attacco in solitaria, ma sinceramente non ci credevo davvero. Ho deciso di andare con il mio ritmo, ho visto che Jorgenson non faceva molte curve davanti. E di nuovo sul tratto ripido, ho accelerato un po' e ho trovato un ritmo adatto a me. A quel punto ho visto che Jorgenson non riusciva a tenere il passo. Ho continuato a spingere, mi sentivo bene e avevo capito di avere la giusta forza per arrivare fino al traguardo».
Non solo in salita, ma anche in discesa Seixas è riuscito a far bene, dimostrando di poter essere un buon corridore da corse di un giorno.
«Ho affrontato la discesa per cercare di riprendere fiato, anche se stavo spingendo davvero forte per mantenere il distacco. Quando ho visto che c'erano 40 secondi di distacco, ho deciso di provare ad andare da solo. Sono riuscito a gestire tutto bene, mi sono rifornito di gel e idratato a sufficienza. Ho tenuto d'occhio l'andamento dei distacchi e ho trovato un ritmo che mi ha permesso di mantenere il giusto vantaggio. Sapevo esattamente cosa dovevo fare in termini di potenza. Tutto è andato alla perfezione, sono entusiasta di questa vittoria».
Il giovane francese al ciclismo è arrivato per caso, seguendo il fratello maggiore e questo, gli ha dato subito la possibilità di migliorare andando a creare quel giusto agonismo che lo avrebbe aiutato a crescere. Seixas anche se giovane, non ha problemi a fare sacrifici importanti e un giorno spera di poter vincere almeno una tappa al Tour de France o forse qualcosa di più, perché è la corsa a tappe più importante al mondo e si corre in Francia.
«Abbiamo fatto un ritiro in altura in Sierra Nevada. Il mio allenatore mi ha preparato alla perfezione. L'inverno è andato benissimo, quindi mi ha permesso di fare un salto di qualità significativo. Ancora oggi vedo i benefici di tutto quel lavoro; sento di diventare ancora più forte. Mi sento davvero, davvero bene. Anche il lavoro con la squadra sta dando i suoi frutti. Questa non è la vittoria di un solo corridore ma di tutta la squadra».