La Federciclismo e l'antidoping amatoriale

| 20/05/2007 | 00:00
La Federazione Ciclistica Italiana propone: una via comune all¹aderenza alle Norme Antidoping, una procedura reciproca di informazione tra gli Enti ed un gruppo di lavoro misto. All'incontro avvenuto sabato 19 maggio, a cui hanno partecipato anche Maria Cristina Gabriotti, Segretario Generale della Federazione Ciclistica Italiana e Arrigo Vanzolini, Presidente Nove Colli, si sono sviluppate le problematche legate ai controlli Antidoping nel mondo amatoriale. «La Federazine Ciclistica Italiana nonostante le difficoltà di dialogo con Enti ha la volontà di affrontare e risolvere in modo omogeneo ed efficace il problema dell'antidoping» ha dichiarato Carlo Zuccaro Presidente del Settore Amatoriale Cicloturistico Nazionale della Federciclo. Infatti la Federazione Ciclistica Italiana ha proposto alla Consulta Nazionale del Ciclismo, nell'ultima riunione, la formazione di un gruppo di lavoro misto, per la stesura di un documento di base. È stato proposto, inoltre, all'interno della Consulta che il gruppo di lavoro sia formato da rappresentanti della Federazione Ciclistica Italiana, dell'UDACE (Unione degli Amatori Ciclismo Europeo) e dell'UISP (Unione Italiana Sport per Tutti). «La Federciclo ha quindi effettuato in Consulta una spinta per una normativa comune ­ ha evidenziato il Presidente del Settore Amatoriale Cicloturistico Nazionale della Federciclo Carlo Zuccaro - Siamo disponibili a spendere energie fisiche e finanziarie in questa direzione, promuovendo un'azione unificata di contrasto al doping. La Federciclo non intende utilizzare il mondo amatoriale per fini secondari e strumentali e si adopera perché nessun altro lo faccia». Il momento è favorevole perché esiste una sensibilizzazione maggiore e più diffusa da parte dei praticanti verso questa problematica con una forte richiesta di garantire parità di condizioni agli atleti tesserati alle diverse organizzazioni di fronte ai controlli, alle positività che ne potrebbero derivare ed alle loro conseguenze. «Dal punto di vista tecnico le problematiche sono quattro: regolamenti omogenei tra la Federazione Ciclistica e gli Enti; regole definite su come si svolgono i controlli e su chi viene controllato; procedure unificate riguardo a cosa accade se si risulta positivi; pubblicità certa dei sospesi e squalificati» ­ ha sottolineato Paolo Pavoni Vice Segretario Generale della Federciclo e Responsabile Federale Antidoping. Diventa, dunque, fondamentale l'azione comune della Federciclo e degli Enti: «Il mondo amatoriale è la base di diffusione del consenso al ciclismo, prevenire il doping è tutela della salute ed educazione alla leatà ­ ha dichiarato Paolo Pavoni - È importante che il doping sia contrastato dal mondo sportivo nel suo interno e non solo delegato al Ministero della Salute e alle Procure della Repubblica.» Le gare amatoriali hanno delle specificità che rendono più complessa l'effettuazione dei controlli antidoping: «L'alto numero dei partecipanti, la poca abitudine a controlli frequenti, le difficoltà organizzative connesse ­ ha commentato il Responsabile Federale Antidoping ­ per questo il ruolo del gruppo di lavoro misto vuole essere attivo nel rendere davverro praticabili le regole dell¹antidoping all'interno del mondo amatoriale». Carlo Zuccaro ha così concluso l'incontro: «Occorre fare uno sforzo di interpretazione e semplicifazione per garantire una corretta informativa e una corretta applicazione delle regole a livello amatoriale, perchè l'educazione al ciclismo parte da qui e passa da padre a figlio».
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