L'ORA DEL PASTO. IL CAVALLO (E LE TANTE BICI) DI BRUGOLA

LIBRI | 21/11/2025 | 08:19
di Marco Pastonesi

Torello Palmer, che tutti chiamano Brugola perché ha una chiave a brugola sempre in mano, è meccanico e vende biciclette, “di tutti i colori e di tutte le misure. Biciclette messe in fila sul pavimento, biciclette attaccate alle pareti, biciclette pendenti dal soffitto. Dove non ci sono biciclette, ci sono ruote per biciclette e accessori per biciclette”.


Ma dopo aver cambiato tubolari e copertoni, dopo aver messo toppe alle camere d’aria e dato olio alle catene, dopo aver avvitato bulloni e stretto raggi per una vita intera, a Brugola viene un’irresistibile voglia: comperarsi un cavallo. Lo dice alla moglie, Gina Pedaliera, che gli manifesta la sua perplessità. Ma Brugola è deciso. E due giorni dopo accetta uno scambio: il suo biciclettone grigio per un cavallo – sarà il destino – proprio dello stesso colore.


“Il cavallo di Brugola” è una delle 25 storie di “Il paese delle storie”, scritto da Mauro Parrini, pubblicato dalla Società Editrice Fiorentina (176 pagine, 15 euro), nato quando in un villaggio che giorno dopo giorno perdeva i suoi abitanti giunse una storia di passaggio, che si fermò, si sistemò in una casa e aprì la cittadinanza a tutte le storie purché non fossero troppo lunghe, né noiose, né presuntuose. Come questa.

Brugola è felice e contento finché non sale in groppa al cavallo e lo incita con braccia e talloni e quello niente, neanche una piega, di muoversi non ne vuole sapere, insensibile e pure scocciato. Brugola non si arrende, ma quando cala la sera, porta il cavallo in bottega e lo chiude dentro. Il cavallo non ci sta, scalcia la porta, sgancia una bici dal soffitto e fugge. Il mattino dopo Brugola lancia l’allarme, il cavallo in bici viene segnalato qui e là, poi molla la bici e sale su un pullman, scende dal pullman e sale su un treno. Ma la vita è dura, e quando si fa ancora più dura, si rischia la morte. In un incidente ferroviario, il cavallo neghittoso perde una zampa.

Il finale ha un lieto fine, un bel sollievo per tutti, noi lettori e soprattutto il cavallo, Brugola, Gina Pedaliera e, lo scoprirete, chi saprà restituire la zampa mancante e chi potrà usufruire dei servizi del cavallo rigenerato e ritemprato, finalmente risplendente per generosità e gratitudine.

Bravi tutti. Da Parrini a Brugola, dal cavallo rinato alla bici – altro lieto fine - ritrovata.


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