La Unibet chiede a RCS e UCI danni per venti milioni di euro

| 11/05/2007 | 00:00
La Green Cycle Associates AB, il team di ciclisti professionisti conosciuto come Unibet.com Cycling Team, in seguito all’esclusione dal Giro d’Italia 2007 annuncia azioni legali sia nei confronti dell’organizzatore RCS Sport S.p.A, che di Union Cycliste Internationale (UCI), organizzatore del circuito Pro Tour, per i danni subiti al fine di ottenere un risarcimento a partire da 20 milioni di Euro ed altri eventuali indennizzi adeguati. Il Team Unibet.com nel dicembre 2006 ha ottenuto una licenza Pro Tour dalla (UCI) della durata di quattro anni, licenza che garantisce alle 20 squadre beneficiarie la partecipazione a tutte le gare del circuito Pro Tour, fra cui lo stesso “Giro D’Italia”. L’esclusione dal “Giro D’Italia” è stata motivata da RCS in base a una presunta assenza di permessi di Unibet.com, main sponsor del team, il quale non sarebbe in possesso di una concessione AAMS, l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, per l’esercizio delle proprie attività sul territorio italiano, concessione che invece è stata rilasciata a Unibet nel marzo 2007 dalla stessa AAMS e che garantisce di operare sul mercato italiano nella piena legalità. Infatti poco dopo il Team Unibet.com ha partecipato alla Milano – San Remo, gara organizzata dalla stessa RCS. Simili motivazioni hanno portato nei mese di aprile il Team Unibet.com ad essere escluso anche dalla corsa “Liegi-Bastogne-Liegi”, decisione che ha spinto Unibet a fare ricorso presso il Tribunale di Liegi. Il Tribunale ha sancito che la partecipazione alla corsa da parte del Team fosse totalmente legittima e che tale esclusione andasse contro le regolamentazioni europee in materia. Pertanto ha condannato ASO, l’organizzatore della corsa, a un risarcimento di 5 milioni di Euro per il Team Unibet.com. “Il Team Unibet.com è vittima inerme e spettatore impotente di uno scontro tra l’UCI e gli organizzatori delle tre più importanti corse ciclistiche a livello internazionale: RCS, Amaury Sports Organisation SA (ASO), organizzatore francese del Tour de France, e Unipublic, organizzatore spagnolo della Vuelta” – afferma Jacques Hanegraaf, team manager di Unibet.com Cycling Team – “con conseguenze che si riversano sui nostri sponsor e soprattutto sui nostri atleti, esclusi da una delle più importanti competizioni mondiali senza aver nessuna responsabilità in materia. Inoltre l’intera vicenda sottolinea come le aspettative e la ragion d’essere stessa del circuito Pro Tour siano lontane dall’essere realizzate. Purtroppo temo che ci potranno essere ripercussioni sul futuro del ciclismo internazionale stesso”. Koen Terryn, general manager del team Unibet.com aggiunge: “La decisione di RCS di escludere definitivamente il nostro team dal Giro ci colpisce pesantemente. Se anche ASO prosegue nella sua lotta contro l’UCI e ci esclude dal Tour de France, il nostro team entrerà in coma profondo. E se non potremo partecipare nemmeno alla Vuelta, il team è spacciato. A quel punto, i tre grandi organizzatori vinceranno la loro battaglia contro il sistema Pro Tour ma allo stesso tempo avranno distrutto una squadra, “– prosegue Koen Terryn – “tutto questo accade sotto gli occhi degli atleti, delle autorità sportive e del presidente dell’AIGCP e dell’UCI. Se ciò accadesse, uno sport come il ciclismo non meriterebbe più sponsorizzazioni importanti nel futuro, e rimpiangerei il giorno che ho accettato dieci milioni di Euro all’anno per quattro anni per sponsorizzare uno sport come il ciclismo, offrendo lavoro a 26 corridori professionisti, 14 atleti europei, 1 direttore sportivo, 4 team leader, 6 meccanici, 6 massaggiatori, 3 dottori, 1 autista, 3 assistenti amministrative, senza contare la sponsorizzazione di 180 giovani atleti in Svezia e Belgio. La Green Cycle Association AB e i suoi sponsor continueranno a difendere le proprie posizioni, rivendicando trattamenti equi e regole uguali per tutti.
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