STORIA | 03/01/2018 | 07:28 E’ da quasi cinquant’anni, anno più, anno meno, che il padovano Nazzareno Berto calca la scena del ciclismo dapprima quale corridore e poi quale meccanico apprezzato e preparato.
E’ nato il 20 febbraio 1957 a Conselve, popoloso comune della pianura a una ventina di chilometri a sud di Padova, verso i Colli Euganei. Già dall’inizio della carriera alterna con buon successo la strada alla pista, soprattutto le specialità che privilegiano lo spunto veloce. La struttura fisica è armonica e raccolta, non è propriamente un lungagnone, ma dispone di un rush – come si diceva una volta – non indifferente. Per indole e conformazione le sue preferenze e possibilità contemplano soprattutto i percorsi veloci, senza molte difficoltà altimetriche, anche se sapeva tenere pure in salita.
Dopo la trafila nelle squadre giovanili veste la maglia bianco-verde della gloriosa Società Ciclisti Padovani, dove ha, quale ascoltato “maestro”, il grande Severino Rigoni e poi, prima di passare al professionismo, milita in un’altra società di peculiare storia e tradizione quale il Veloce Club Vicenza Campagnolo e poi alla Mantovani di Rovigo del patron Dario Mantovani e diretta da Orlando Patrese. Ottiene molteplici successi in gare di rilievo nazionale, destreggiandosi sia in strada, sia nei velodromi che lo propongono all’attenzione della categoria di vertice.
Esordisce fra i professionisti indossando la maglia bianco-rossa dell’Inoxpran, squadra bresciana degli appassionati fratelli Prandelli e diretta in ammiraglia da un altro bresciano, Davide Boifava. E’ il 1979 e rimane con l’Inoxpran fino al 1981, un anno di particolare successo per la formazione che conquista con Giovanni Battaglin, la vittoria al Giro d’Italia all’Arena di Verona. Un finale incerto, scandito nella frazione conclusiva dalle lancette del cronometro, con partenza da Soave e arrivo nell’Arena scaligera, vinta dal norvegese Knut Knudsen con Battaglin che riesce a difendere la sua maglia rosa – reduce dal successo alla Vuelta e primo veneto a imporsi nella corsa rosa e, dopo Merckx, il primo a firmare con il bis “Vuelta-Giro” nel medesimo anno -, Giuseppe Saronni e lo svedese Tommy Prim, tutti racchiusi nello spazio di pochi secondi.
E’ al Giro di Toscana del 1980 che Nazzareno Berto coglie il suo successo di maggior prestigio fra i professionisti battendo allo sprint, al Parco delle Cascine di Firenze, Giuseppe Saronni e PierMattia Gavazzi.
Nel 1982 passa alla Metauro Mobili-Pinarello, nel 1983 alla Mareno Wilier Triestina e conclude la sua carriera fra i professionisti, ancor giovane, nel 1984 con la Fanini. In pista ha vestito il tricolore nel keirin nel 1980 e, nel 1983, si è imposto ai campionati italiani della corsa a punti. Fra gli juniores con la direzione di Guido Costa che ricorda ancora con affetto e ammirazione, un mago dei velodromi, è stato quarto nell’inseguimento individuale e terzo nel quartetto.
In pratica senza soluzione di continuità dopo l’esperienza di corridore professionista inizia la sua nuova carriera di meccanico con l’Ariostea di Giancarlo Ferretti e poi, a seguire, svolge la sua opera in formazioni di primo piano quali la Gewiss, la Mapei, la MercatoneUno-Scanavino, l’Alessio e il lungo periodo – dal 2005 e fino al 2014 – con Roberto Amadio dapprima come Liquigas e poi come Cannondale dove condivide il “mestiere” con il bresciano Beppe Archetti. Passa quindi alla Tinkoff e poi, dopo la chiusura della squadra russa, ha lavorato nella stagione 2017 per l’irlandese Aqua Blue Sport, unico italiano in un ambiente tutto anglofono e anglofilo, senza possibilità si scambiare parole in italiano, figurarsi in veneto….
Un’esperienza comunque ma per il 2018 non ha esitato a cogliere la possibilità di un ritorno in patria, alla Bardiani-CSF dei Reverberi e dove riavrà la possibilità di colloquiare anche in veneto con l’amico diesse Stefano Zanatta, ritrovato dopo il lungo percorso comune in Liquigas e Cannondale.
E continua così la sua lunga esperienza sul sedile posteriore dell’ammiraglia, pronto a ogni intervento in corsa e al lavoro pre e post corsa che da anni scandisce la sua vita, accanto a numerosi campioni di primo piano e una miriade di corridori da lui accuditi sul piano meccanico.
Per ora si dedica, a San Pietro Viminario, dove risiede, giusto al confine con Conselve, nei momenti liberi che gli lascia il “mestiere”, ai suoi campi, all’orto e ai fiori in attesa di ricominciare a girovagare – e lavorare – lungo le strade del ciclismo.
Un sospiro di sollievo grande così, con l'aria che va a perdersi nel vento e porta con sè un profumo di felicità. Michael Zarate, il ragazzo messicano dell Petrolike, vittima di una brutta caduta nella prima tappa della Settimana Coppi&Bartali,...
Il vincitore uscente Mads Pedersen non prenderà il via alla Flanders Fields (nuova denominazione della Gand-Wevelgem) domani a causa di un malanno di stagione. Il tre volte vincitore è recentemente tornato alle competizioni dopo la convalescenza lampo per una frattura...
La Bardiani-CSF 7 Saber sarà impegnata su più fronti nel calendario europeo, con un doppio programma tra Francia e Slovenia che vedrà la squadra protagonista tra gare di un giorno e una corsa a tappe. In Francia, il...
Il buon momento della Giovani Giussanesi è confermato dal successo di Samuele Brustia in Svizzera. Il giovane torinese di Ivrea, 16 anni, si è infatti aggiudicato la 59ª edizione del Gran Premio Berra Immobilier per juniores, gara con arrivo in...
Tom Pidcock abbandona la Volta a Catalunya. In seguito alla caduta di cui è stato vittima ieri nella quinta tappa, il britannico è stato sottoposto a un'accurata valutazione medica da parte dello staff medico della squadra e in ospedale. ...
Proprio una settimana fa alla Milano Sanremo Women ci aveva lasciato con il fiato sospeso, il terribile volo lungo la discesa dalla Cipressa ci aveva fatto pensare al peggio, ma Debora Silvestri non ha mai perso il sorriso. Quando la...
Dopo la caduta nella Milano – Sanremo Women, come per Debora Silvestri, anche le condizioni fisiche della campionessa nazionale polacca Kasia Niewiadoma migliorano. L’atleta della CANYON//SRAM zondacrypto ha rilasciato una dichiarazione pubblicata sui canali social della squadra in cui si...
Nella tappa regina del Giro di Catalogna con arrivo in salita al Coll de Pall Remco Evenepoel non è riuscito a tenere il passo dei suoi avversari, tagliando il traguardo in sesta posizione: nonostante il ritardo accumulato, ora è quinto...
È una Settimana Internazionale Coppi e Bartali agrodolce per la INEOS Grenadiers. La formazione britannica ha vinto la prima frazione con Axel Laurance, attualmente terzo della classifica generale, ma ha anche dovuto salutare anzitempo Davide Frigo. Caduto nel corso della...
Una scorrettezza palese, immortalata da un tifoso che l'ha postata sui social: è così che Axel Zingle, francese della Visma Lease a Bike, è stato escluso ieri dall'ordine d'arrivo della E3 Saxo Classic. Un caso clamoroso per vari motivi: primo...
Se sei giá nostro utente esegui il login altrimenti registrati.