GROENEWEGEN, QUESTIONE DI FAMIGLIA

PROFESSIONISTI | 28/12/2017 | 07:50
Nomen Omen. Un nome un de­stino. Dylan Groene­we­gen, ossia Dylan dalla “strada verde” quest’anno è sbocciato proprio come un fiore in un prato verde. Il giovane e forte sprinter olandese della Lotto NL Jumbo, alla sua terza stagione nella massima categoria, ha conquistato uno dei traguardi più am­biti da tutti i velocisti: gli Champs-Élysées. A 24 anni.

Nel 2016 si era presentato al pubblico aggiudicandosi ben undici corse, tra cui il titolo olandese (che non era mai riuscito ad aggiudicarsi nelle categorie minori) e una tappa all’Eneco Tour, nel 2017 si è fermato a quota otto vittorie ma ha alzato l’asticella trionfando al Tour de France, alla sua seconda partecipazione, oltre che in una tappa del Tour of Yorkshire, in due del Giro di Norvegia e dello Ster ZLM Tour, in una tappa del Tour of Britain e del Tour of Guangxi, l’ultima corsa dell’anno.

Dopo una vacanza in Florida con la fi­danzata Nine, Dylan si è già rimesso al lavoro perché la strada che lo aspetta è ancora ricca di frutti da raccogliere. Se sarà verde come la maglia del leader della classifica a punti alla Grande Boucle che punterà a far sua nel prossimo futuro dipenderà solo da lui.

Dopo aver vinto al Tour, quali traguardi ti sei posto?
«La Grande Boucle è una corsa speciale, tagliare il traguardo a braccia alzate della tappa di Parigi è qualcosa di ma­gnifico, è la vittoria che ogni corridore con le mie caratteristiche sogna. Dopo tanti piazzamenti e finali in cui i dati pubblicati da Dimension Data dimostravano che ero il più veloce, sono fi­nalmente riuscito a battere tutti i rivali, compreso Kittel. È stato bellissimo. Due grandi altri traguardi che vorrei raggiungere sono la Milano-Sanremo e il mondiale».

Affronterai la classicissima già nel 2018?

«No, non sono ancora pronto per di­spu­tare una sfida così impegnativa ad alti livelli. Per poter essere competitivo in una classica così lunga ed esigente devo crescere e migliorare nella tenuta sugli strappi. Per potermi confrontare con un monumento di questo tipo devo lavorare ancora tanto, magari già nel 2019 sarà un’altra storia. Di certo inizierò l’anno a Dubai e poi andrò ad Abu Dhabi, per il resto con il team non abbiamo ancora deciso il mio programma nel dettaglio, ma di sicuro tornerò al Tour de France».

Come ti descriveresti?
«Sono un velocista. Non mi piacciono le salite, adoro le volate. Degli sprint amo l’adrenalina, la suspance e le mil­le variabili che possono decidere il ri­sultato finale. Sono imprevedibili e febbrili. Prima di un finale adatto alle mie caratteristiche sono concentrato su quello che devo fare e attento a co­gliere l’attimo, tagliato il traguardo se vinco sono molto felice e ringrazio i compagni, altrimenti di solito mi ar­rabbio. In effetti me la prendo spesso, dovrei migliorare in questo, ma è il mio carattere. Giù dalla bici sono un tipo tranquillo, non dò troppa confidenza agli sconosciuti e, in apparenza, a volte posso sembrare disinteressato. In realtà, so maledettamente bene quello che voglio».

Il ciclismo è una passione di famiglia.
«Sì, sono molto legato ai miei cari e considerate le mie origini non potevo che diventare corridore. Sia mio padre Gerrie Groenewegen, che mio nonno Ko Zieleman hanno corso. Da tre ge­nerazioni la mia famiglia ha un piccolo negozio di biciclette a Rivieren­buurt, quartiere nel centro di Amster­dam, dove si respira la passione per le due ruote a tutto tondo. In negozio è stato aperto dal mio bisnonno nel 1928, la stanza dove il nonno Ko è nato 84 anni fa ora funge da ripostiglio per biciclette. Mi sono innamorato del ciclismo a sei anni andando a vedere una gara di mia sorella maggiore Maxine. Alla mia prima gara mi sono piazzato terzo, le corse mi sono subito piaciute, sono un tipo molto competitivo, così ho continuato. Da bambino ho giocato a calcio, ero attaccante, facevo tanti gol, ma crescendo ho scelto la bici e, a conti fatti, direi che ho fatto bene».

Quando non sei in bici...
«Nel tempo libero mi piace guardare la tv, giocare alla playstation, uscire con gli amici per divertirmi. Amo la velocità quindi mi piacciono molto le auto. Dagli uomini della mia famiglia ho ereditato anche la passione per la meccanica. Da ragazzino sono stato se­duto ore e ore in officina per vedere come si costruisce una bici (il nonno fabbrica due ruote su misura a cui ha dato il suo stesso nome: Ko Zieleman, ndr) e ancora oggi mi piace tenere in ordine la mia compagna di avventure».

Il tuo campione del cuore?
«Non ho corridori di riferimento, ma ho sempre apprezzato Mark Caven­di­sh­ per come sprintava. Ora è bello con­frontarsi con lui e addirittura essere riuscito a batterlo. La prima volta che è successo mi ha guardato incredulo, come a dire “Questo da dove è uscito?”, ora mi rispetta. Se lo trovo in hotel nella sala colazione mi augura una buona giornata. Lo vedo come il segno che ora mi accetta come uno sprinter tra quelli più competitivi. Che dire dei miei rivali? Marcel Kittel è una bomba pronta a esplodere, An­dré Greipel ha un’accelerata molto po­tente, Peter Sagan non è il più veloce, ma ha un tempismo unico. Ho grande rispetto per i miei colleghi, compresi quelli con cui devo sgomitare nelle pro­ve adatte ai velocisti».

A chi di loro assomigli?
«Non è semplice fare confronti. Come Cavendish sono bravo a posizionarmi in uno sprint, a prendere la ruota giusta, ma lui è un vero e proprio “gatto” per come salta da una parte all’altra. Il mio punto di forza è invece saper tenere a lungo una velocità massima alta. In questo senso sono più simile a Marcel Kittel. Lui è un treno a vapore che continua ad accelerare e può firmare un sprint molto lungo».

Un desiderio per l’anno nuovo?
«Dopo una stagione che mi ha regalato una grande soddisfazione come la vittoria al Tour, sono pieno di motivazioni per lavorare sodo in inverno e presentarmi al via delle prossime corse ancora più forte. Lo scorso anno ho raggiunto la consapevolezza che posso battere tutti nello sprint. Il mio obiettivo è continuare a confrontarmi con i migliori velocisti al mondo e dimostrare quanto valgo. Non mi pongo limiti».

Giulia De Maio, da tuttoBICI di dicembre
Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
L’ucraino Kyrylo Tsarenko (Solution Tech NIPPO Rali) ha firmato una vittoria di spessore nella Ordu Coast to Summit, prima delle due prove del Tour of Ordu in Turchia. Sul tracciato di 106 km, Tsarenko si è involato nella parte conclusiva...


Toscana felice e terra di conquiste per il ventitreenne piemontese della provincia di Novara Manuel Oioli della Swatt Club, atleta di ottime qualità e mezzi ma discontinuo nel rendimento. Nella sua carriera da dilettante alla quinta stagione, ha ottenuto cinque...


La decisione, nell'aria sin da ieri, diventa ufficiale a metà mattina: la NSN Development lascia ufficialmente la Volta a Portugal dopo la terribile tragedia che ieri è costata la vita a Finlay Tarling. «Con il pieno supporto dei genitori di...


Una campionessa dal cuore grande ha deciso di scendere in campo per aiutare un'altra grande campionessa: Lorena Wiebes ha messo all'asta la sua maglia gialla e la sua maglia verde del Tour de France Femmes per raccogliere fondi a favore di...


Travolto da un bagno di folla, idolo degli appassionati di ciclismo locali, Rafal Majka ha seguito il Giro di Polonia come inviato per Eurosport. Il nostro inviato, Carlo Malvestio, ha intervistato questo "collega" molto speciale per chiedergli della sua vita...


Victor Vercouille (Flanders-Baloise), Ludvik Holstad (Team Ringerike), Joseba Lopez (Caja Rural), Simen Evertsen-Hegreberg (Lucky Sport Cycling Team) e Herman Emil Eriksen (Lillehammer CK) sono i nomi degli attaccanti che hanno animato la fuga di giornata nel corso della 2ª...


Lorenzo Fortunato ha concluso in crescendo la Vuelta a Burgos ed è pronto a disputare una grande Vuelta a Espana. Le performances nelle ultime 2 tappe della Vuelta a Burgos hanno garantito a Lorenzo il 10° posto in classifica...


Due ori e un argento per i corridori uzbeki della Bardiani-CSF 7 Saber nella competizione internazionale su pista disputata a Budapest. Nikita Tsvetkov e Sergey Rostovtsev hanno conquistato tre medaglie con la nazionale dell’Uzbekistan all’IV Budapest GP, competizione internazionale di...


Gran Canaria 365, un'iniziativa turistica e sportiva per l'isola che prevede una settimana di allenamento con i migliori ciclisti, lancia la sua seconda edizione con l'aggiunta di un vero e proprio quartetto di stelle del ciclismo. Afonso Eulálio (Bahrain Victorious),...


Riboli Team Autozai Contri si prepara ad affrontare quattro giorni consecutivi di gare, dal 15 al 18 agosto, con un programma particolarmente intenso che vedrà i suoi atleti impegnati in altrettante competizioni.​Si parte oggi con il 46° Trofeo Comune di...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra