ANZI...

TUTTOBICI | 26/11/2017 | 07:09
La ripresa della bicicletta, nelle città, impressionante anche alla semplice vista, c’è e appunto si vede, ma bisogna fare attenzione a non con­fon­derla con la ripresa del ciclismo agonistico. Anzi.

Dire, scrivere “anzi” (per poco non ci scappava un “dire, anzi scrivere anzi”, con sgradevole ri­petizione di un avverbiuccio), può significare estendere ma an­che limitare. Esempi sparsi:  “uno, anzi due”, nel primo caso  riferendoci indifferentemente a ipotesi filosofiche o a tubetti di pasta di acciughe. “Tre, anzi me­no, due ed è già tanto”, nel secondo caso. C’è anche un “anzi” ironico, assai usato nei titoloni dei giornali. Tipo, su due righe anzi (anziii) due rigoni in testata: “Il presidente della repubblica - è d’accordo, anzi no”.

Punteggiatura contestabile, c’è chi la usa diversamente, sfruttando il pun­to o riesumando il pun­to e virgola. Per dire meglio e di più sul palleggio delle interpunzioni sug­geriamo il sublime Totò, che aveva anticipato tutto e tutti noi: vedasi in film la scena della lettera che lui invia, in combutta con Peppino, alla malafemmina che sta corrompendo un suo fa­miglio giovane e smanioso. Il massimo del comico italiano, per­sin me­glio di certi passaggi di un filmaccione storico con Et­to­re Man­ni nella parte del legionario di Roma capace di recepire con emo-comozione e comunque senza crepare dal ridere l’augurio – per chi scrive un climax di risate - di una pulzella innamorata. “Che la notte ti sia dolce, Mar­co Valerio”.

Ma torniamo in sella, e non per pedalate divagatorie, anzi… Ci so­no sempre più pedalatori sulle nostre strade cittadine, ed è chiaro che la bicicletta viene sempre più vista come mezzo alternativo di spostamento. Alternativo alla motorizzazione, chiaro. Ma in­tanto ci sono sempre più biciclette con “pedalata assistita”, mo­do elegante per non dire che hanno qualcosa di simile ad un motore, sia pure ad alimentazione elettrica. Poi biciclette concepite per la domenica in campagna e in montagna, robuste, da soprassalti. E biciclette per salite difficilissime, più che impervie, con rapporti da montagna himalaiana, si mulinano freneticamente le gambe e si sale pianissimo, a (non) velocità di caduta. Buffe ma utili. E ci sono pure robuste biciclette da viaggio, con sacche ai lati e anzi (anzi!!!) sacche do­vunque si possa appendere una sacca, con bandiera del paese del cicloviaggiatore issata in qualche modo, e via pedalando, stato do­po stato, sperando di trovare un pasto, un tetto, persino un letto e meglio se da piacevolmente condividere.

Per dire insomma che sia­mo pieni, strapieni, farciti nella vita quotidiana di ciclismo assortito, diremmo anzi (toh) di vario biciclettismo per omaggiare il mercato che è il pa­drone vero di tutti noi, e che le prospettive sono di essere sempre più posseduti dalla bicicletta, sempre più biciclettosi (il neologismo è nell’aria futura), visto che si sa ormai di temperatura globale in aumento, dunque di clima sempre più dolce e di sole o solicello sempre più invitanti alla pedalata allegra o alla sudata rigeneratrice. Il tutto però non vuol dire più ciclismo agonistico. Anzi (tiè).

Vuol dire meno ciclismo agonistico. Essì, non dice niente il fatto che mai l’Italia è stata così motorizzata, spesso unica nazione a incrementare nelle statistiche commerciali  del mese il parco delle sue quattro ruote, mentre altri paesi im­portanti magari offrono e soffrono crisi varie, mai si è parlato co­sì tanto chez nous di auto nuove e di industria dell’auto in fiore, di mondializzazione transnazionale all’italiana di marche importanti di produzione di veicoli, mai c’è stato un papa di questa religione del progresso bravo co­me Marchionne, tanto per far nomi, eppure non c’è ombra o anche soltanto straccio di pilota italiano nel grande automobilismo sportivo intitolato alla For­mu­la 1 nonché storicamente alla Ferrari “de noantri”?
Naturalmente non conosciamo il perché, se lo conoscessimo scriveremmo un articolo di constatazione, spiegazione e professionale compiacimento per il nostro sapere e si capisce per la bella realtà. E invece dobbiamo fare finta che il ciclismo agonistico sia entrato nel classico antico le­targo - letargo invernale di un inverno che non c’è più -, letargo diciamo atletico perché pochi pe­dalano agonisticamente, or­mai, intanto che moltissimi pe­dalano semplicemente perché sì, moda o ecologia o chissaccosa.

Letargo invernale per noi, non per il tanto altro mondo che organizza  ga­re, segue gare, legge ordini di ar­rivo di gare in cui ci sono anche italiani che è già tanto se riescono a rubare al calcio tre righine sui giornali nostri d’Italia.
Un’Italia pervasa dalla siccità, o  dall’indifferenza che asciuga anzi (...) fa aridi più della siccità, un’Italia dove fra poco mancherà, per poca acqua, anche il fango per il ciclocross, che un tempo almeno d’inverno aveva un po’ di spazio cartaceo. Il tutto mentre ci sarà e anzi (…) aumenterà tanto altro fango, di altra specie e origine che non quella usuale, naturale. Anche nello sport, dove si continuerà a dire di ciclismo dopato solamente per celare, distraendo le attenzioni e le ricerche, altro doping ben più grande. E non soltanto doping chimico. ANZI.

Gian Paolo Ormezzano, da tuttoBICI di novembre
Foto Istra D.M.C. d.o.o , Istria Granfondo, Croazia
Copyright © TBW
COMMENTI
Ebbene?
26 novembre 2017 14:36 MarcoF
Non si capisce il nocciolo del discorso.

Come se...
26 novembre 2017 23:20 bove
Come se fosse Antani

Anzi...
27 novembre 2017 14:20 moris
"Il ciclismo italiano sta bene" (cit.Cassani)...anzi, il ciclismo (agonistico) sta scomparendo.

perché ?
27 novembre 2017 14:52 ERIO
perché' vi scrivo e non vedo mai i miei msg ? dan fastidio ?

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Era la velocista più forte nel gruppetto di atlete che hanno animato la Samyn Ladies e Lara Gillespie si aggiudicata senza problemi la vittoria della corsa belga. L'irlandese in maglia UAE Team ADQ, seconda ieri alla Omloop van het Hageland, ha...


Era il 1876 quando Paolo Magretti percorse i 150 chilometri della prima, storica edizione della Milano-Torino in 10 ore e 9 minuti, iscrivendo il proprio nome nell’albo d’oro della Classica più antica del mondo. A 150 anni di distanza, la...


Quello che ci siamo appena lasciati alle spalle è stato indubbiamente un Opening Weekend frenetico, spettacolare e denso di accadimenti. Sia all’Omloop Nieuwsblad che alla Kuurne-Bruxelles-Kuurne non sono infatti mancati momenti frizzanti, imprevisti e soprattutto, come è consuetudine nelle...


Non sarà nel ciclismo, a meno di clamorosi e per ora impronosticabili risvolti, che vedremo impegnato nell’immediato futuro Johannes Høsflot Klæbo. Vincitore di sei ori in altrettante gare disputate alle ultime Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, la leggenda del fondo...


Grazie agli ottimi risultati ottenuti al Giro di Sardegna, le vittorie stagionali dei corridori italiani nelle corse riservate a uomini élite sono salite a 18. Finora nessuna nazione ha saputo fare di meglio. Filippo Zana è il decimo azzurro a...


A seguito della cancellazione dei voli previsti con Qatar Airways e della mancata riproiezione su compagnie alternative non operanti nell’area mediorientale, valutate tutte le possibili soluzioni di viaggio che, tuttavia, non garantivano la partenza dell’intera squadra in un’unica...


Ed ecco tornato Matteo Trentin, il trentaseienne di Borgo Valsugana che aveva chiuso il 2025 con la sua terza vittoria nella Parigi-Tours. Il trentino si fa trovare subito pronto nel weekend di apertura in Belgio: terzo nella Kuurne-Bruxelles-Kuurne, alle spalle...


Nella splendida cornice del Museo della Marineria di Cesenatico si è svolto,  venerdì sera, l’incontro promosso dal Comitato Regionale Emilia-Romagna della FCI insieme alla Commissione Regionale Direttori di Corsa, un momento di confronto concreto e partecipato dedicato al tema della...


Un Paese in strada per Il passaggio del Tour du Rwanda, settimana che alterna clamore e atmosfera degna in assoluto di un gran giro europeo. Si dira’ che Il Mondiale ha avuto come premessa irrinunciabile la manifestazione giunta nel 2026...


La Tudor Pro Cycling Team ha ritrovato il sorriso: dopo le cadute di ieri alla Omloop Nieuwsblad e oggi alla Kuurne-Bruxelles-Kuurne, il team di Fabian Cancellara ha ottenuto il secondo posto con Luca Mozzato e il terzo con Matteo Trentin....


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024