L'ORA DEL PASTO. L'AMORE DI MELO

STORIA | 14/09/2017 | 07:36
Giro del Marocco 1965. Primo nella classifica a punti. Premiato con una ghirlanda, scende dal podio, sceglie una ragazza, le dona la corona di fiori e foglie, e gliela infila al collo. La sera, in albergo, si presenta un uomo: mia figlia – gli dice – vorrebbe conoscerla. E’ la ragazza della ghirlanda. Lui va: una villa da mille e una notte. Accolto come un re, viene invitato a rimanere lì per tutto il tempo che desidera. Non ce la farà: non per la nostalgia della famiglia, né per il richiamo della patria, ma per amore della bicicletta.

Domenico Muccioli: romagnolo di Gambettola per l’anagrafe, di Sant’Angelo di Gatteo per i tifosi, di Sala di Cesenatico per la parrocchia, di Cesenatico per tutti, romagnolo di pelle, di anima, di accento, di baffi, romagnolo di ciclismo e di vita, di storie di ciclismo e di vita. “Famiglia di contadini, famiglia allargata, 15-20 persone, noi cinque figli, io il terzo dei maschi e il quarto del totale. Quinta elementare finita, ma solo copiando, specialmente in aritmetica. Poi campagna: grano, barbabietole, pesche, mele”. E un soprannome – in Romagna chi non ce l’ha, è sospetto – che lo accompagna ancora: “Melo”.

L’amore, anche quello per la bicicletta, è destino
: “Avevo una bici da donna per portare il latte, con due bidoni di latta, ciascuno di 25 litri. Un giorno mio padre andò dal barbiere di Gambettola, il cui figlio correva, e il barbiere, che mi aveva visto pedalare sulla bici da donna, gli propose una Vicini rossa da corsa. Ma quando il mio babbo scoprì che un litro di latte lo regalavo ogni giorno alla mia prima fidanzatina, dichiarò che non mi avrebbe più regalato la bici. Poi si commosse e me la comprò”.

L’amore, soprattutto quello per la bicicletta, è avventura: “Alla seconda uscita si ruppe la catena e me la dovetti fare a piedi da Longiano a casa, sei chilometri, però un po’ in discesa. Mi iscrissi alla Gambettolese: non avevo maglia né scarpe, ma amore e passione. La prima vittoria giunse a sorpresa, a Sant’Arcangelo di Romagna: un circuito, ogni giro si passava sotto un arco, l’ultima volta però si girava a destra, tutti gli altri tirarono diritto, tranne me. La seconda vittoria giunse a furbizia, alla Coppa Succi, con due salite della Rocca delle Caminate: siccome ero piccolo e magro, un fringuellino, avevano pietà di me e non mi facevano mai tirare, così risparmiai le energie e in volata li fulminai”.

L’amore, perfino in bicicletta, vuole amore: “In campagna non mancava nulla, tranne la carne rossa. Al secondo anno da allievo, i miei amici fecero una colletta per comperarmi una bici Coppi presa a Faenza e per garantirmi una bistecca al giorno dal macellaio, e io li ripagai con 12 o 13 vittorie. Come al Giro delle due valli, nel finale ancora la Rocca delle Caminate, fuga a due, all’ultimo chilometro mi scoppiò la gomma davanti, continuai su una ruota sola e vinsi. Come quella corsa a Gambettola, fuga a cinque, quattro della Garibaldina e io, volata, primo io, anche perché il mio direttore sportivo aveva spostato la fettuccia dalla mia parte. Come quegli allenamenti sulle strade bianche del Barbotto, con la Ghigi, professionisti come Bui, Dall’Agata e Piscaglia, io che mi vergognavo a superarli, e loro che mi pregavano di non staccarli”.

L’amore vince tutto, anche a pedali: “Contratto per passare professionista con la Chigi nel 1961, un milione al mese. In allenamento, in montagna, spaccai la pedivella, che mi tagliò la vena della caviglia, finii all’ospedale, persi l’anno e quella opportunità, tornai dilettante. E ancora da dilettante partecipai al Giro del Marocco del 1965, 19 tappe, 3200 chilometri, quando faceva freddo c’erano 40 gradi, professionisti e dilettanti, tutti insieme, adesso si direbbe ‘open’, con quel caldo russi, slovacchi e polacchi si squamavano, invece io, con la mia pelle da contadino, non soffrivo, la prima tappa arrivai secondo in fotografia, ma sapevo di avere vinto io, poi conquistai due tappe e la classifica a punti. Passai professionista nell’agosto 1965, con la Filotex. Al Giro di Lombardia, con il Ghisallo in partenza, mi trovai dietro ad Anquetil, emozionato, paralizzato, ad ammirarlo. Quando cominciò a piovere, invece che pedalare accanto a Bitossi, rimasi dietro ad Anquetil, scollinai fra i primi 20, in discesa mi ritrovai fra i primi 10, oltre ad Anquetil c’era anche Simpson e Bitossi che era rientrato. A Lanzo d’Intelvi Bitossi ebbe una crisi di cuore, mi fermai a versargli acqua sulla testa e poi a spingerlo. Risultato: primo Simpson, da solo, secondo Karstens, terzo Stablinski, quarto Bitossi, ottavo Anquetil. La sera, in albergo, Bartolozzi chiamò tutti per rinnovare il contratto, tranne me”.

L’amore è, sempre, amare: “Quest’anno il Giro d’Italia under 23 l’ho fatto anch’io, ma a 76 anni. Ogni giorno la stessa tappa dei dilettanti per raccogliere fondi per ‘Mortalità Zero’, un progetto per azzerare la mortalità causata dal tumore ai testicoli. Davanti noi nonni, un gruppetto di otto corridori più un angelo custode in macchina, la mattina, ad aprire la corsa, dietro i nipoti, il pomeriggio, a farla. Perché la bicicletta è amore, il ciclismo una missione”.

Marco Pastonesi
Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Domenica con podio per la Bft Burzoni VO2 Team Pink, che va vicina al colpo grosso a Vignola (Modena) nella gara per Donne Juniores del Gran Premio Fioritura organizzata dall'Us Formiginese. Nella volata decisiva, secondo posto per un soffio per...


Il ciclismo femminile si è dato appuntamento a Legnano per la 106sima edizione della Targa d’Oro Città di Legnano – 8° Memorial Mauro Mezzanzanica, prova valida come Campionato Provinciale Milanense e per la Challenge Trofeo Rosa.  Tra le allieve affermazione...


Con la Settimana Internazionale Coppi e Bartali arriva anche la medaglia ufficiale Coppa Italia delle Regioni 2026, realizzata da Lega del Ciclismo Professionistico, Conferenza delle Regioni e delle Province autonome insieme a Unioncamere e coniata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello...


Non è un pesce d'aprile, perchè siamo ancora a marzo e il contratto sarebbe stato firmato mercoledì scorso: Domenico Pozzovivo torna in gruppo a 43 anni e non lo farà con una corsa esibizione, ma con il numero sulla schiena...


Ieri durante la classica In Flanders Fields abbiamo assistito ad un avvincente duello tra Wout Van Aert e Mathieu Van der Poel. I due rivali, in coppia, avevano preso il largo e stavano andando verso il traguardo. Alcuni vedendo quella...


E' nato l'LMF Official Fan Club, con l'augurio che abbia davanti un percorso glorioso come quello del giovane campione che intende sostenere: Lorenzo Mark Finn. LMF, infatti sono le iniziali del due volte Campione del mondo che ieri ha concluso...


Kevin Bertoncelli festeggia nei Paesi Bassi la sua prima vittoria nella categoria Under 23. Il cremonese di Offanengo, classe 2007 in forza alla Padovani Polo Cherry Bank, ha scelto il Brabante Settentrionale per lasciare il segno, imponendosi per distacco nella...


Il taglio degli occhi è un tratto somatico comune che non tradisce. Quando ti trovi di fronte Franco Balmamion, classe 1940, e sua nipote Anita Baima (la cui nonna era sorella del grande campione canavesano), anche certa particolare somiglianza esprime...


Fast gravel o bikepacking? Prestazioni pure o avventura? Fino a pochi mesi fa sembrava abbastanza netta questa divisione, ma le spaventose ruote da 32” che tanto stanno destabilizzando il mondo della mtb pare siano arrivate con forza anche nel gravel. I...


Si è disputata in condizioni climatiche completamente differenti rispetto a un anno fa l’edizione 2026 di The Hills Gravel Race. Organizzata da Mattia De Marchi in collaborazione con XEvent sulle inebrianti colline del Prosecco, la gara valida come seconda prova delle...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024