STORIA | 11/09/2017 | 07:44 E’ nato in Svizzera, a Sorengo, piacevole paese del Canton Ticino, nei pressi di Lugano, Wladimir Belli, nome che si lega al ciclismo dapprima quale corridore di vaglia e, in seguito, fra altre cose, anche quale commentatore tecnico televisivo. E’ nata a Sorengo, ma qualche anno dopo, anche Michelle Hunziker, la simpatica show-girl che ha trovato grande successo anche in Italia.
L’anno di nascita di Wladimir Belli è il 1970, annata di pregio per i nativi di quell’anno per il ciclismo italiano. Un nome per tutti è quello di Marco Pantani. Le radici di Belli sono però italiane, solidamente italiane, bergamasco della Val Brembana, di Sedrina precisamente, il cui nome evoca il grande Felice Gimondi. I genitori di Belli si erano temporaneamente trasferiti in Svizzera per ragioni di lavoro.
Fra i dilettanti corre con le varie formazioni orobiche dirette in ammiraglia da Olivano Locatelli, una scuola formativa frequentata da molti corridori poi approdati con successo al professionismo. Nel 1990 vince la classifica finale del Giro d’Italia dilettanti precedendo il conterraneo Ivan Gotti e Marco Pantani. Grande podio non c’è che dire. Nel medesimo anno si è imposto nelle classiche di categoria di Capodarco e Fermo mentre nel 1991 vince la Coppa Fiera Mercatale Valdarno e il Valle d’Aosta a tappe. E’ la salita il suo terreno preferito e la regolarità di prestazioni gli consentono di porsi in costante luce nelle corse a tappe.
Passa nella massima categoria nel 1992 con la maglia della Lampre dove resta fino al 1995. Nel 1993 vince tre tappe e la classifica finale della Settimana Bergamasca, sentita corsa di casa. Passa alla Panaria-Vinavil nel 1996 e ritorna alla vittoria primeggiando nel Giro del Trentino e nel Giro dell’Appennino, corse dove non mancano le salite. Lascia l’orbita delle squadre di Giuseppe Saronni nel 1997 per approdare alla Brescialat di Fabio Bordonali dove vince una tappa al Giro del Portogallo. Come sempre sono molteplici i piazzamenti che scandiscono la sua regolarità di rendimento per tutta la stagione.
Emigra alla Festina nel biennio 1998-1999 dove vince ancora una tappa al Giro del Portogallo e al Midi-Libre. Dal 2000 al 2002 è nello squadrone della Fassa-Bortolo diretta da Giancarlo Ferretti. Si impone al G.P. di Camaiore e in una tappa del Giro della Svizzera nel 2000 e, sempre in terra elvetica, nel 2001, la Rominger Classic. Nel 2003 e 2004 riporta la sua esperienza in maglia Lampre con un successo di tappa al Tour de Langkawi, in Malesia per passare nel 2005 con la Domina Vacanze e concludere la carriera con la squadra di Gianni Savio, la Selle Italia Diquigiovanni dove incrementa la lunga serie dei suoi piazzamenti di valore.
Sono stati quasi quindici anni di professionismo, dove spiccano le partecipazioni a tredici Giri d’Italia, quattro Tour de France, con altrettante Vuelta di Spagna, giusto per citare i tre grandi giri. Al Giro d’Italia in ben trenta tappe si è classificato nei primi dieci. Gli è sempre mancato lo “squillo” vincente, penalizzato dal fatto di non disporre, fra le sue corde, dello spunto veloce per rimpinguare il suo già notevole palmarès. In quanto a resistenza, regolarità e volontà è stato però secondo a pochi, mettendo in mostra il suo carattere autenticamente bergamasco.
Dopo il ritiro dalle gare ha sempre seguito da vicino il ciclismo e da quattro anni circa è entrato nella squadra dei commentatori di Eurosport costituendo un affiatato tandem soprattutto con il telecronista toscano Fabio Panchetti. L’incidente di percorso, fortunatamente in via di splendido e rapido superamento, capitato a Riccardo Magrini con il Giro di Spagna in corso, l’ha condotto al fianco di Salvo Aiello nel commento alla Vuelta che si è chiusa ieri e con il quale ha trovato un’intesa immediata, integrandosi perfettamente nella parte di “voce tecnica”. Da regolarista e fondista di salita privilegia il commento corredato da dati e numeri in stretta chiave ciclistica, senza gli “svolazzi” fantasiosi, divertenti, e i fuochi d’artificio che sono il marchio di fabbrica del popolare Magro che sparge in profusione a contorno del suo commento.
Nel ruolo di voce tecnica Wladimir Belli ha ritrovato, interpretandolo con la sua lunga esperienza e costante passione per le due ruote, emozioni che ha vissuto e provato, in prima persona, durante la sua lunga carriera.
E tuttora pedala e dispensa consigli sulla preparazione per gli amanti delle due ruote il “Bellù”, il suo cognome pronunciato con inflessione e accento bergamasco, nomignolo che gli è rimasto da quando correva e usato dalla sempre folta schiera di orobici pedalatori nel gruppo dei professionisti e che lo distingue anche ora nella platea televisiva.
Ricordo con piacere Wladimir Belli: ottimo corridore in salita (purtroppo lento in volata).
Ricordo anche la vera ingiustizia infertagli dagli organizzatori del Giro d'Italia che lo squalificarono in tronco (quando era in piena lotta per la vittoria finale)perchè "reo" di aver dato una manata ad uno spettatore (tifoso di Simoni) che lo stava disturbando in salita.
Comunque una bella carriera ed oggi lo trovo preciso e competente come commentatore su Eurosport
Per poter commentare i post devi esser registrato.
Se sei giá nostro utente esegui il login altrimenti registrati.
Vincere la Regina delle Classiche è il sogno di una vita per un'intera categoria di corridori chiamati "Flandriens" così come per grandi campioni che attribuiscono particolare prestigio alla Paris-Roubaix Hauts-de-France. Ma oltre ai 95 diversi vincitori (5 per le donne),...
È decisamente uno degli uomini del momento: dopo il successo alla Milano-Torino ed il secondo posto alla Sanremo, Tom Pidcock sta correndo da grande protagonista sulle strade della Catalogna. Anche oggi a Camprodon, nella tappa accorciata a causa dei forti venti previsti...
Partiamo da un presupposto, il mercato è cambiato e la gravel oggi non è parente povera della bici da strada. A testimoniare quello che affermo basti pensare alle ultime novità del settore arrivate in questo 2026, un periodo che trova...
È spuntata una nuova stella nel firmamento delle ruote veloci femminili: la diciannovenne britannica Carys Lloyd ha colto alla Ronde van Brugge quella che finora è la vittoria più importante della sua carriera. La portacolori della Movistar ha preceduto la...
Tappa accorciata, quella di oggi alla Volta Ciclista a Catalunya: ,a quarta frazione ha portato il gruppo da Mataró a Camprodón per 151 km mentre è stata cancellata la salita finale a Vallter a causa dell’allarme VENCAT Livello 3 diramato...
Si tinge d’azzurro il Metec Olympia’s Tour. Ad imporsi, infatti, nella seconda giornata della breve corsa a tappe olandese .2 è stato, infatti, Nicolas Milesi che, sfrecciando a oltre 49 km/h di media, ha conquistato la cronometro individuale di...
Quando radio informazioni ha annunciato il suo attacco ci è subito sembrata un'azione folle, ma Filippo d'Aiuto ci ha creduto fino alla fine. Il corridore della General Store ha beffato il gruppo sul traguardo di Massalengo trasformando una tappa che...
Sono passati solo una decina di minuti dalla vittoria di Filippo d’Aiuto nella seconda tappa della Settimana Internazionale Coppi e Bartali e nel parcheggio dei bus a Massalengo incontriamo Daniele Calosso, direttore sportivo della General Store Essegibi F.lli Curia Curia...
Con una coraggiosa azione da finisseur portata a 7 chilometri dall'arrivo Filippo D'Aiuto (General Store-Essegibi-F.lli Curia) ha conquistato in solitaria la seconda tappa della Settimana Internazionale Coppi e Bartali, la Lodi-Massalengo di 158 chilometri. Alle sue spalle, il gruppo è stato...
Si corre la seconda tappa della Settimana Coppi & Bartali e in provincia di Lodi è chiamata aperta per le ruote veloci dl gruppo. Tra i molti velocisti al via potremmo veder sprintare anche Matteo Moschetti che è reduce dalle prime...