UN GIRO AL TOUR. LA SCELTA DI MAX

PROFESSIONISTI | 20/07/2017 | 07:45
In principio è stato Peter Sagan. «Lo conosco da quando è arrivato in Italia, assieme a suo fratello. Erano due ragazzini. Quando andava nella sede della squadra veniva sempre a mangiare da noi, nella nostra trattoria, a pranzo e a cena. Era diventato quasi di casa. Quando aveva finito di mangiare mi diceva: ti do una mano a sparecchiare. Anche adesso, quando ci troviamo alle stesse corse, viene sempre ad abbracciarmi. Un ragazzo splendido, diventare un campione non lo ha cambiato». Massimo Carolo fa lo chef da un vita, ma adesso ha cambiato sistema: prima erano i clienti che andavano a mangiare il pesce da lui, alla Perla, e fra loro c’erano i campioni della Liquigas, da Vincenzo Nibali a Ivan Basso, da Moreno Moser a Franco Pellizotti, da Damiano Caruso appunto a Sagan; da qualche anno è Carolo che va a preparare le sue specialità alle corse. «Sono di Cinto Caomaggiore, vicino a Portogruaro, il paese di Roberto Amadio. Siamo amici da tanti anni, e io ho sempre avuto la passione del ciclismo. Un anno per scherzo gli faccio: perché non mi porti al Tour come cuoco? Lo scherzo diventa realtà, e insomma nel 2009 faccio il primo Tour. Lì loro hanno capito che una persona che facesse da mangiare alle corse serviva come il pane, e io ho capito che mi piaceva. Ho cominciato con i Giri, ovviamente tutti i Tour, e dal 2014 ho venduto la trattoria che gestivo con mio fratello e sono fisso alle corse».

Un anno con la Cannondale, ora Massimo è il cuoco della Bmc. E ha già un erede. «Mio nipote Mirko, che ha ventotto anni, ha cominciato con la Vuelta quando lavoravo alla Liquigas, l’anno scorso ha fatto il Tour per la Tinkoff, e adesso è con me. Ci dividiamo le corse e i ritiri, che non sono pochi: quest’anno già quindici giorni a dicembre, dieci a gennaio, e ancora un periodo in altura con Richie Porte, Nicholas Roche e Damiano Caruso». Dopo ventiquattro anni di trattoria, un bel cambiamento. «All’inizio è stato uno choc, il primo anno ho sofferto soprattutto nei periodi in cui ero a casa. Ero abituato a lavorare tutti i giorni, mi sembrava strano non avere più niente da fare».
 
L’anno scorso Massimo viaggiava con un piccolo camper attrezzato a cucina, adesso si sposta in aereo ma quando arriva al Tour trova un furgone con i suoi attrezzi e due frigoriferi. «Mi appoggio alle cucine degli alberghi, che contatto con settimane di anticipo per sapere se... mi fanno entrare in cucina, poi gli mando un elenco di tutti i prodotti che mi servono in base al menù che ci detta il Tour de France». La Bmc è una squadra straniera: si capisce anche dal fatto che Massimo non si porta dietro quintali di pasta. «In realtà la pasta la mangiano tutti. Ma oggi in un grande supermercato francese trovi tutto quello che vuoi, puoi scegliere addirittura la marca della pasta che preferisci. Mi devo solo ricordare di specificare che voglio il parmigiano-reggiano, il resto non è un problema. L’unico prodotto che mi devo portare dall’Italia è la bresaola, all’estero si fa molta fatica a trovarla». Perso Richie Porte, la Bmc è rimasta nei primi dieci fino a ieri con Damiano Caruso. «Lui è bravo, simpatico, poco esigente, mangia di tutto. Ma è siciliano come Nibali: anche per lui uno spaghetto aglio olio e peperoncino ogni tanto ci vuole». Massimo si cura di avere con sè quello che conta della sua cucina: «Coltelleria, pentole particolari, tutti i miei arnesi. In squadra ci sono tanti stranieri, mangiano un po’ di tutto, è più facile che si abituino loro al nostro modo di mangiare piuttosto che il contrario».

Se Massimo dovesse scegliere, «beh, io mangerei sempre la pizza, i corridori me la chiedono soltanto prima del giorno di riposo, è la loro trasgressione, il loro premio. Vorrebbero anche i dolci ma di là dalla crostatina non si va. Però appena qualcuno compie gli anni ho la scusa per preparare il tiramisù, quello piace a tutti». Ma se dovesse dire qual è la cosa che gli riesce meglio, «mah, credo il risotto, quale risotto?, i risotti sono tutti buoni, qui al Tour si va sul semplice, alla parmigiana o un classico milanese».

Proviamo a entrare nella cucina della Bmc. Prima dell’Izoard, cosa troviamo per colazione? «Quasi tutti prendono la pasta olio e parmigiano. Poi l’omelette: semplice, al formaggio, o con formaggio e prosciutto. Qualcuno mangia il porridge, o una pappetta di avena con l’acqua. De Marchi la mattina vuole il riso, sempre in bianco. E poi frutta rossa, yogurt, fette biscottate, marmellata. Per la corsa di solito ci pensano i massaggiatori. Io torno in campo nel dopocorsa. All’arrivo i corridori trovano carboidrati e proteine da consumare in pullman, di solito un’insalata di pasta. A cena un buffet molto ricco, verdure cotte e crude, mozzarella, bresaola, prosciutto e melone, una pasta col sugo e un secondo di carne o di pesce. Poi frutta fresca, frutti rossi. Qualche volta un premio che liberi la mente: una pallina di gelato, una panna cotta, una birra, perché no?». L’ultima richiesta un po’ fuori dagli schemi? «Prima dell’ultima tappa facile, diciamo così, mi hanno chiesto una carbonara».

Massimo correva, ha sempre avuto la passione della bici. Prima tifava Bugno, poi Pantani. «Il Tour più bello rimane sempre il primo, anche se pensavo ancora che questo fosse un hobby. Però capirai, mi ritrovai con un certo Nibali che finì al settimo posto, un certo Kreuziger nono, Pellizotti in maglia a pois. Insomma, mi sono viziato». Massimo c’era anche quando Sagan prese le prime maglie verdi di una lunga storia. «Mi è dispiaciuto che l’abbiano buttato fuori quest’anno. Perché Peter è un amico ma anche per il Tour: lui è uno che fa grande una corsa». E’ vero che sa fare il risotto? «Che io sappia... Posso dire che Peter è uno che mangia, tanto e di tutto. Non è come Ivan Basso, che mangiava solo pasta scondita e verdure bollite. Sagan la pasta la vuole condita, e le verdure saporite. Ma che sappia cucinare, quello proprio non mi risulta».

Alessandra Giardini
Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Ci sarà anche un po’ di Spagna nel roster dell’XDS Astana della prossima stagione. La formazione kazaka ha infatti annunciato l’ingaggio, per il 2027 e il 2028, di Urko Berrade, corridore iberico classe ‘97 che, dopo esser balzato agli onori della...


Cambia la cornice, ma non il quadro che continua a ritrarre vincitore Manuel Pupillo. Il passaggio dalla strada al ciclocross è stato infatti naturale per il giovane talento varesino del Team Senaghese Guerrini che, dopo aver conquistato il titolo...


Se la settimana precedente era stata quella dei saluti a Crescioli, Lonardi, Pietrobon, Serrano, Davide Bais e lo sponsor Polti, ma anche dell'ingresso di Ukyo Katayama nella società di Ivan Basso e i fratelli Contador, questa per la squadra Professional...


Lorenzo Finn compie un passo avanti decisivo nella sua carriera: dopo due anni ricchi di successi con i Red Bull – BORA – hansgrohe Rookies, il diciannovenne italiano entrerà a far parte del WorldTeam a partire dalla stagione 2027. Avendo...


C'era anche Tom Dumouin tra i circa 60.000 partecipanti dell'iconica maratona di New York e l'ex-vincitore del Giro d'Italia ha segnato un tempo davvero ecomiabile di 2 ore, 27 minuti e 12 secondi, valevole della 68ima piazza della classifica finale....


A Napoli ci sono cose che non hanno bisogno di essere annunciate. Arrivano con la primavera, come il primo caldo, le finestre spalancate e quella particolare luce che restituisce al golfo colori dimenticati durante l'inverno. Da qualche anno, tra queste...


Cinquantacinque scatole. Ciascuna scatola corrispondeva a un anno di lavoro, dal 1956 al 2011, e conteneva dalle 100 alle 200 buste. E ciascuna busta conteneva circa 150 negativi. Totale: poco meno di un milione di negativi. Individuati, selezionati, estratti, catalogati,...


È Christian Scaroni il miglior corridore italiano della stagione 2026, è lui che si aggiudica la vittoria finale nell'Oscar tuttoBICI Gran Premio Fondazione Molteni riservato ai Professionisti. Il bresciano della XdS Astana ha fatto valere la sua regolarità e soprattutto ha confermato...


Pioggia e vento a Scarperia sul circuito del Mugello per la sesta edizione del Trofeo Città di Firenze, gara internazionale e nazionale organizzata dalla Pol. Virtus VII Miglio. Quasi 500 i partecipanti compreso amatori e giovanissimi dello Short Track per...


La Etxeondo torna a vestire la Movistar e il passato del ciclismo spagnolo tornerà a vivere sulle maglie del 2027, per riprendere un rapporto che si era interrotto alla fine del 1992. Dopo oltre tre decenni, la storica azienda basca...


TBRADIO

-

00:00
00:00
SONDAGGIO
OSCAR TUTTOBICI 2026. SCEGLIETE IL MIGLIOR TECNICO ITALIANO DELL'ANNO
Dodici candidati, tocca a voi assegnare il Gran Premio Fondazione Iseni y Nervi





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra