PROFESSIONISTI | 17/07/2017 | 12:42 Lo sguardo solitamente impenetrabile di Nairo Quintana stavolta lascia apparire un’ombra di tristezza: «Siamo molto delusi dai risultati, perché sono sempre stato abituato a lottare per vincere. E ora questa posizione è un duro colpo morale per tutta la squadra. Ma questa è la vita e bisogna accettarla, bisogna essere buoni perdenti così come siamo stati buoni vincitori. Per me è difficile capire perché il mio livello non sia il solito. Ma sono tranquillo perché so che ho lavorato bene».
Nel giorno di riposo a Puy en Velay il colombiano della Movistar torna anche sulla tappa di ieri: «È stata una giornata amara, perché le gambe non andavano come ordinava il cervello. Ci sono state critiche giuste e altre meno, perché la gente non sa quanti sacrifici ci siano dietro la preparazione di una stagione intera... Noi della Movistar stiamo comunque vivendo un anno molto buono e sono convinto che senza la caduta di Alejandro tutto sarebbe stato diverso».
«Ho vissuto giornate difficili, ma non ho perso la speranza di fare qualcosa di brillante. Staremo a vedere perché quello che è successo ieri, su un terreno era troppo esigente, non ci permette di capire come risponderà il mio fisico nei prossimi giorni. Di sicuto voglio continuare fino a Parigi e poi l'anno non è finito...».
E ancora: «Quattro corridori in messo minuto sono il simbolo di un Tour equilibrato come non era mai stato negli ultimi anni. E se è vero che c’è una squadra superiore alle altre, è altrettanto vero che finora non ha fatto la differenza come in passato».
Infine il bilancio della sua stagione: «Ho vinto la Valenciana e la Tirreno-Adriatico, la tappa regina nelle Asturie, un atappa al Giro e sono arrivato molto vicino al vincitore finale. Sono venuto qui con la speranza di fare meglio rispetto agli altri anni, ma ho pagato i tempi di recupero troppo brevi tra Giro e Tour. Non abbiamo nemmeno analizzato quel che è successo e non è il momento di farlo adesso. La doppietta? Pensarci adesso è difficile, ma rianalizzando quel che abbiamo fatto quest’anno non è escluso che si possa ritentare in futuro. Di sicuro il prossimo anno mi concentrerò solo sul Tour de France».
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