SOCIETA' | 25/06/2017 | 07:38 Altra e importante tappa per la celebrazione dei 90 anni del glorioso Pedale Monzese è stata quella di venerdì 23 giugno con la serata conviviale con il Panathlon monzese, al prestigioso Hotel de la Ville, a Monza, con sullo sfondo la suggestiva, elegante, struttura della Villa Reale valorizzata da un armonico e spettacolare giuoco di luci.
Era un po’ la tappa conclusiva delle celebrazioni di una peculiare storia di sport, biciclette, costume e pure storia locale, a circa un mese di distanza dall’approdo della tappa finale nella città della corona ferrea con la partenza della cronometro conclusiva nel famoso e storico impianto dell’Autodromo nazionale, del Giro d’Italia100.
Federico Gerosa, l’attuale presidente della società bianco-rossa, maglia sempre “pulita”, senza sponsor anche in tempi difficili come gli attuali, del Pedale Monzese e che ha raccolto l’eredità della presidenza del sodalizio dal grande e sempre compianto Giorgio Albani, è tornato per una sera al microfono, in ricordo dei suoi trascorsi di speaker del Giro d’Italia e delle altre corse rosa, ben destreggiandosi nella duplice veste e, come di prammatica in queste occasioni, distribuendo premi e riconoscimenti ai collaboratori dilunga data, agli ospiti e autorità di varia estrazione.
Erano molti e importanti che hanno potuto gustare un documentato filmato che proponeva vari momenti della vita del Pedale Monzese. Il ciclismo era rappresentato da Gianni Bugno, e in ricordo della mitica Molteni diretta da Giorgio Albani, Michele Dancelli, Davide Boifava, Mario Anni, con Gianni Di Lorenzo e Beppe Rivolta, “patron” del Giro Rosa. Roberto Albani, il figlio di Giorgio, è l’attuale vice-presidente del Pedale Monzese che ha in Paolo Brioschi il fattivo segretario “multi-task”.
Al centro dell’attenzione la documentata pubblicazione di Stefano Arosio, giornalista del quotidiano on line Il Cittadino di Monza e del bi-settimanale cartaceo nonché firma di tuttobiciweb.it,“Pedali tra i cordoli” che riassume con incisività e dovizia di ricordi e aneddoti, due “storie” di simboli monzesi (ma non solo) quali, appunto, il Pedale e l’Autodromo. La prevalenza è comunque largamente pedalata ma sono molteplici, piacevoli e ben collegati, i riferimenti che danno il titolo al libro. Claudio Gregori, nome di prestigio del giornalismo, ha scritto la prefazione e ha illustrato, con la sua peculiare partecipazione espositiva, “cammei” collegati al libro e alla storia.
Il riconoscimento consegnato alla signora Steffàno, moglie del massaggiatore e tuttofare Isaia, che aveva casa e studio a Monza, “masseur” in varie squadre professionistiche di primo piano, è stato un momento d’intensa commozione nel suo ricordo. Un ricordo che ha toccato altre figure di peculiare rilievo quali Fiorenzo Magni, Ernesto Colnago, Luigi Sardi e altri ancora.
E il “Pedale Monzese” punta ora verso i cento e più, molti di più, anni, con passione e coraggio per onorare il passato e valorizzare, il presente e il futuro, seppure in tempi mutati rispetto a quelli della nascita. g.f. Foto di Paolo Brioschi
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