Ballerini: «Ci divertiremo: non sarà una Sanremo scontata»

| 22/03/2007 | 00:00
«La Sanremo più incerta degli ultimi anni: non c'è un padrone, non c'è un favorito. E forse per questo sarà anche più bella...». Neanche più le Milano-Sanremo sono quelle di una volta, parola di Franco Ballerini, il ct del ciclismo azzurro. Per fortuna, si potrebbe dire, non c'è un Cipollini, uno Zabel piuttosto che un Petacchi in grado di condizionare la Classicissima di sabato con una volata scontata: «Non sarà una corsa scontata, questo è sicuro - ripete il concetto il ct olimpionico e due volte campione del mondo -. Né dalla Parigi-Nizza, né dalla Tirreno-Adriatico è emerso un corridore al di sopra degli altri, uno che può fare da punto di riferimento della corsa di sabato». L'analisi dell'erede di Alfredo Martini alla guida del ciclismo azzurro apre uno scenario antivigilia però molto chiaro: «Non c'è più una squadra come la vecchia Telekom per Zabel: nè Boonen pare in condizioni stratosferiche, quindi nessuno terrà chiusa stretta la Milano-Sanremo, e non essendoci un padrone assoluto, può succedere di tutto». La gente sogna una vittoria come quella di Chiappucci nel 1991, con la fuga da lontano in un giorno terribile di pioggia e freddo: «Al momento non sappiamo, non s'e' visto nessuno in grado di fare la differenza su Poggio o Cipressa, ma se le condizioni dovessero essere proibitive, metà gruppo si elimina da solo - spiega Ballerini - L'unico in grado di fare un'impresa come quella di Chiappucci è Ballan, che ha cambio di ritmo, tenuta, che non teme freddo e acqua, anzi, lui sì che è un corridore diverso, ma è reduce da tre cadute...». La classica più lunga di tutte, 294 km, ha proprio nella distanza l'insidia segreta: «Dalla Tirreno-Adriatico si è visto che il giovane Riccò ha qualcosa in più quando la strada sale, ha una cattiveria, ma riuscirà a fare il numero sul Poggio, dopo oltre 290 di corsa? - si chiede lo stesso ct - mai come quest'anno sarà una gara da interpretare, da capire: forse la Sanremo non è la più bella, ma è quella che richiede la più grande intelligenza tattica. Specie in funzione del meteo: se è brutto, chi mette da parte uno come Boonen o qualche russo sconosciuto?». Inizia allora una analisi più dettagliata dei possibili protagonisti della Classicissima di Primavera: «Pozzato dice di star bene, ma nelle ultime corse in certi arrivi non ha eccelso, però lui l'ha vinta lo scorso anno. Petacchi? Ha avuto sempre qualche problema nelle volate, regge bene in salita, ma non è l'uomo da battere a tavolino, come due anni fa. Boonen non è stratosferico. Puo' vincerla Rebellin - rivela Ballerini - Cosi' come Bennati: lui in squadra ha un Ballan, che se azzecca la fuga giusta che sfascia la corsa lo può portare in volata fresco, e in volata li puo' castigare tutti. Bettini? Quella maglia iridata fa miracoli, ma anche lui è reduce da tre cadute, e l'ultima ha preso una bella botta al ginocchio. Mi dicono che ha anche una frattura della costola: che Bettini sarà?». Restano pero' un bel gruppo di altri candidati: Freire, O'Grady, McEwen, Paolini... «Gli sportivi sperano in una impresa alla Chiappucci 1991, l'epopea, il mito, e la Sanremo è un po' che non lo regala - conclude fiducioso Franco Ballerini, due Roubaix vinte in carriera - Ma mai come stavolta la Milano-Sanremo la vincera' chi saprà sparare la cartuccia giusta, e alla Sanremo di cartuccia ce ne è sempre una sola, anche stavolta, per questa indecifrabile Classicissima senza un favorito, senza un leader, in totale assenza di copione prestabilito. Sarà più bella di sicuro».
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