I VOTI DI STAGI. JUNGELS COME GIMONDI. KANGERT, COME MAI?

GIRO D'ITALIA | 21/05/2017 | 19:46
di Pier Augusto Stagi       -

Bob JUNGELS. 10. Passa primo sulla Boccola e anche giù sul traguardo in viale Papa Giovanni XXXIII. Il ragazzo in maglia bianca ha talento da vendere. E da vedere.

Nairo QUINTANA. 8. Una puntura di spillo, che dice poco, ma ci ricorda che il Condor è qui per puntare all’obiettivo grosso. Oggi fa la volata, porta via 6” di abbuono. Per il Condor tutto è buono.

Thibaut PINOT. 7. È lì, anche oggi, pronto a rispondere a tutti gli attacchi. Senza rimanere attaccato.

Adan YATES. 5,5. È il vero sconfitto di giornata. Punta la tappa come se fosse una classica o un mondiale. È lì a giocarsela, ma se la gioca male.

Domenico POZZOVIVO. 7,5. Pimpante, tonico come pochi. Risponde sulla Boccola, si butta giù a “tomba aperta” come se non ci fosse domani. Ma, per sua fortuna, domani ci sono Mortirolo e doppio Stelvio.

Patrick KONRAD. 7. L’austriaco della Bora è forse l’unico “imbucato” di giornata, ma lo fa con grande sicurezza senza dare nell’occhio. Si vede solo alla fine: nell’ordine d’arrivo, zone alte.

Vincenzo NIBALI. 8. Vuole mettere pressione alla maglia rosa e compagnia, scatena l’inferno sulla Boccola e lungo la discesa. Se arriva un gruppetto di poche unità, il merito è suo. Ha fatto le prove generali, prima della battaglia finale.

Franco PELLIZOTTI. 7,5. Prepara il terreno sulla rampa finale della Boccola. Si sbatte e protegge l’azione di Vincenzo. Il Delfino di Bibione c’è.

Bauke MOLLEMA. 6,5. Fatica a tenere le ruote dei migliori, rimedia rientrando in discesa e riacciuffando in extremis il gruppetto maglia rosa con Krujiswijk, Zakarin e Polanc. Non molla mai. Pronto a non morire.

Tom DUMOULIN 5. Lungo la discesa di Miragolo San Salvatore cade Quintana e la maglia rosa invita i suoi compagni a non attaccare il colombiano della Movistar. «Non mi piace guadagnare tempo se un mio avversario cade». L’ha già espresso con grande chiarezza Gatti, io mi limito a dire che amo quando i corridori se le suonano di santa ragione. Quintana, sullo Stelvio, in quella giornata di grande confusione, non aspettò nessuno.

Tanel KANGERT. 4. Un impatto incredibile contro un cartello segnaletico piazzato in uno spartitraffico. L’impatto è pazzesco. Ma non solo quello. Pazzesco è anche il fatto che lì, in quel punto, non ci fosse nessuno a segnalare almeno con una bandierina l’ostacolo. Grave manchevolezza. Il 4 non è a Kangert, che ha rimediato la frattura scomposta del gomito sinistro, ma per chi lì doveva esserci e non c’era.

Davide FORMOLO. 5,5. Ha rischiato tantissimo, per una caduta lungo la discesa di Selvino. Deve sudare le classiche sette camicie per cercare di non perdere il treno. Alla fine, tra una ricorsa e l’altra paga qualcosa. Giornata sfortunata. Davide non l’aspetta nessuno.

Fernando GAVIRIA. 8. La maglia ciclamino della Quick Step Floors fa come generalmente fa un fuoriclasse del pedale come Peter Sagan: nonostante abbia la pancia piena, il colombiano continua a mulinare i pedali per accrescere il proprio bagaglio tecnico e si mette in discussione, senza se e senza ma. Ha fame, di vittoria e di conoscenza. Va all’attacco, con Enrico Barbin (Bardiani CSF), Silvan Dillier (BMC), Rudy Molard (FDJ), Evegeny Shalunov (Gazprom RusVelo), Jacques Janse Van Rensburg (Dimension Data), Enrico Battaglin (Lotto NL Jumbo), Philip Deignan (Sky), Simone Petilli (UAE Team Emirates) e Julen Amezqueta (Wilier Selle Italia). Poi vengono ripresi, anche loro, come Zhupa e compagnia, perché la tappa di oggi la volevano in molti. In troppi.

Eugert ZHUPA. 7. Il campione d’Albania, portacolori della Wilier Selle Italia, parte dopo soli 10 km con Jan Barta (Bora Hangrohe), Jeremy Roy (FDJ), Moreno Hofland (Lotto Soudal) e Dries Devenyns (Quick Step Floors). Non è facile evadere dal gruppo, perché la tappa di oggi è una vera e propria classica per molti corridori. L’ultima grande occasione per gran parte di essi. Da martedì, spazio agli uomini camoscio, alle aquile, ai rapaci di ogni ordine e tipo che volano sulle vette più alte. Oggi è l’ultima occasione per i cacciatori, da martedì spazio ai bracconieri.

Luca SCINTO. 7. Cerca in tutti i modi di convincere «Kuba» Mareczko, il proprio corridore, a restare nel “giro” del Giro. Cerca di fargli capire che è importante restare in gruppo, per imparare, fare esperienza e giocarsela fin quando ne ha. In tanti provano a dare un consiglio al ragazzo polacco-bresciano, tra questi Manuel Quinziato e altri corridori del gruppo, così come il Ct Cassani. «Kuba» non ascolta nessuno e va per la propria strada. Buon viaggio.

Felice GIMONDI. 10. Domanda di Paolo Marabini, della Gazzetta dello Sport, al campione bergamasco. Il Giro 100 arriva sulle sue strade: emozionato? «Un po’. Ma posso dire una cosa? Sono più arrabbiato. Che cosa ci voleva a far passare la tappa anche da Sedrina, il mio paese natale? La corsa lo sfiora, transita a una manciata di chilometri. Eppure penso di aver legato il mio nome al Giro come pochi altri corridori. O no? Potevano regalarmelo». Non serve dire altro.
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COMMENTI
Tom DUMOULIN
22 maggio 2017 16:32 Vincent
Il suo comportamento non e da campione a fatto un sbaglio enorme che gli costerà molto caro a la fine del Giro , li a perso l occasione di mettere lontano il rivale più pericolo per lui in salita Quintana. Nella storia del ciclismo nessuno a mai rallentato quando un avversario cade fa parte della corsa ci sono tanti esempi. Ricordo che nel 2014 Quintana vince il Giro con la grande confusione tappa dello Stelvio e lui giustamente non aspetto nessuno , Nibali 2016 uguale questi si che sono campione .

Dott. Stagi,
22 maggio 2017 16:40 Fra74
ma come, il "velocista" più promettente, tra i giovani di Italia, abbandona il Giro, e Lei "premia" il Sig. Luca Scinto con uno splendido 7?!? Uhm, mah, boh, c'è qualcosa che non mi torna. Forse vuol utilizzare il "bastone e la carota", Dott. Stagi, e poi, perchè non ha dato il voto al ragazzo in merito dell'abbandono?!? La butto lì, secondo me, se fossimo stati ai tempi del "FERRON" (alias Giancarlo Ferretti), il ragazzo avrebbe preso la "propria strada", ma definitivamente. Nessuna polemica contro il "talento" Mareczko, ma se il Dott. Gatti scrive "vergogna" ai calciatori, cosa dovrebbe scrivere in merito a coloro che sono stipendiati e pagati per portare a termine un lavoro, e poi non lo fanno?!? Trovo molto "strano" questo atteggiamento/comportamento del ragazzo, consigliato da chi?!?
Francesco Conti-Jesi (AN).

fra74, ma leggere è così difficile?
22 maggio 2017 16:53 excalibur
stagi non ha bisogno di avvocati e spesso non sono d'accordo con quello che scrive, però bisogna anche che chi commenta prima legga bene: sbaglio o c'è scritto che scinto ha cercato di convincere mareczko a continuare per fare esperienza, e per imparare? doveva legarlo all'ammiraglia? se quello vuole andare, che vada. lo vediamo già pedalare sulle orme di guardini e restare un bel velocista per le corse cinesi.secondo lei chi lo consiglia, se non il suo procuratore che lo vorrà portare da qualche altra parte? in tutto ciò, cosa c'entranso stagi e scinto? mah...

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